Viene affrontata una delle patologie più frequenti e meno conosciute della spalla ma anche una di quelle che provocano dolore e rigidità del movimento della spalla. Se ben conosciuta e curata può migliorare di molto la qualità della vita

L’articolazione acromion claveare è una delle 5 articolazioni della spalla - la seconda per importanza - che consentono quell’ampio movimento di questa regione anatomica del nostro corpo (leggi anche l’articolo su Medicitalia Le lesioni della cuffia dei rotatori).

 

Nozioni di anatomia

L'articolazione acromion-claveare (A/C)  si trova sulla parte superiore spalla, facilmente
esplorabile con le dita in un soggetto magro,  che collega la clavicola alla scapola. L'acromion è una prominenza ossea della scapola ed appartiene a quest’osso della spalla.


Fig. 1a - vista posteriore

1b - vista laterale

1c - vista anteriore

Ci sono due robusti legamenti:

  • legamento coraco-clavicolare formato da due fasci, il conoide e il trapezoide;
  • legamento acromio-clavicolare che collega l’acromion alla clavicola;

questi legamenti scaricano il peso esercitato sull’articolazione acromio-clavicolare da parte dall’arto superiore e contribuiscono a fissare la scapola al torace durante i movimenti.

Inoltre è presente una protezione articolare:

  • disco interarticolare, fatto di cartilagine, che funge da cuscinetto tra i due capi articolari.

Quest’articolazione è molto importante poiché collega il braccio al resto del nostro scheletro. La scapola, infatti, non ha una vero e proprio rapporto articolare con il corpo in quanto si “appoggia” al torace in una sorta di pseudo articolarità che viene chiamata “Articolazione sotto scapolare”.

È una delle zone più comuni di dolore della spalla e può essere frequentemente colpita.

Interessante sapere che su questa articolazione non agiscono muscoli e/o tendini che ne determinano il movimento ma essa entra in gioco contemporaneamente a tutto il resto del cingolo scapolare con un sincronismo degno di un orologio svizzero; praticamente quando si muove il braccio le masse muscolari agiscono sull’omero attivando principalmente l’articolazione scapolo omerale e conseguentemente sono attivate le altre quattro articolazioni; durante questi movimenti  la scapola modifica il proprio rapporto con il torace – spostandosi - al fine di consentire tali movimenti che altrimenti sarebbero impossibili.

 

Cause che generano l’artrosi A/C

  1. Malattia degenerativa

È questa una delle cause più frequenti; ad andamento cronico, si sviluppa  lentamente come risultato del normale processo di invecchiamento. Utilizzando la spalla nel corso della vita, come invecchia la pelle così “invecchiano” anche le articolazioni ma maggiormente colpite sono quelle più soggette ad usura come la spalla in un processo di normale degenerazione della cartilagine articolare.  Quello che succede oltre alla perdita di cartilagine e che, nel tempo, il giunto articolare può sviluppare una sorta di speroni (osteofiti) intorno all'articolazione. Questa condizione peggiora ulteriormente la patologia poiché questi “speroni” aggrediscono i tendini che passano in questa zona ed in particolare il sovraspinoso.  

Lentamente nel tempo tale patologia provoca una sintomatologia caratterizzata da dolore ed impedimento nei movimenti  della spalla.  Molti pareri concorrono  nell’affermare che se una persona usa molto la spalla, adoperando il braccio  in lavori continui e ripetuti, questo lavoro stressa molto l’articolazione provocandone un consumo della cartilagine articolare. In linea di massima vale il principio: più movimento = più stress meccanico articolare =  più possibilità di artrosi.

 

  1. Infiammatoria (Artrite A/C)

I soggetti maggiormente colpiti sono:

    • gli sportivi  sollevatori di  pesi

Questi sportivi, infatti, sono impegnati in una forte sollecitazione meccanica dell’articolazione poiché la obbligano molto durante l’esercizio nel sollevare i pesi. L’infiammazione può progredire verso una condizione patologica chiamata osteolisi (degenerazione dell'articolazione con riassorbimento delle estremità delle ossa dell'articolazione). Molti studi confermano che sono proprio i sollevatori di pesi quei pazienti maggiormente colpiti da questa causa.

Altri soggetti colpiti sono:

    • i lavoratori edili che hanno esigenza di sollevare le braccia per attendere al proprio compito lavorativo
    •  il veterinario  che deve vaccinare gli animali di allevamento; infatti poiché deve sollevare la coda dell’animale verso l’alto per poi effettuare l’iniezione, questo esercizio, ripetuto per tantissime volte, quanti sono i capi da vaccinare, provoca uno stress meccanico forte sull’articolazione A/C.
    •  gli atleti che partecipano a sport di contatto rappresentano un’altra categoria di soggetti colpiti
    • quelli  impegnati  in qualsiasi attività che può provocare un trauma alla spalla.

Simile all’ artrite in altre articolazioni dello scheletro umano, oltre al dolore è presente anche un gonfiore nel giunto articolare.  Spesso l’associazione artrite-artrosi dell’articolazione acromion claveare è comune nella mezza età.

  1. Traumatica

Un'altra importante causa di artrosi è una vecchia lesione dell'articolazione A/C, come esito di una sublussazione o lussazione A/C.  SI è detto che vi sono robusti legamenti che stabilizzano l’articolazione e vi è anche un disco che si comporta come ammortizzatore  che permette all'acromion e clavicola di scivolare uno rispetto all'altro quando la spalla si muove. Questo disco può degenerare a seguito di un evento traumatico (caduta sulla spalla o ripetitivi movimenti delle braccia sopra la testa o anche per sollevamento pesi in alto) fino alla sua rottura completa. Ciò può provocare dolore e una sintomatologia di tipo meccanico come un “clic”.

Infine, una condizione di osteoartrite dell’articolazione A/C, può manifestarsi a seguito di un forte trauma contusivo alla spalla nel corso del lavoro, di attività domestiche o di incidente.

Insomma qualsiasi attività che possa esercitare una pressione eccessiva sull’articolazione acromion claveare può causare una condizione di artrite/artrosi.

 

Terapia

Il trattamento terapeuticodifferisce a seconda del tipo e della gravità della lesione. Si passa da una semplice fisioterapia ad una terapia medica e, quando è indicata, anche la terapia iniettiva locale fino al trattamento chirurgico. Ecco gli step:

 1. Fisioterapia

Una buona fisioterapia è utile per vincere la limitazione dei movimenti dovuti alla rigidità articolare ma anche per evitare che questa vada incontro ad ulteriori peggioramenti. La fisioterapia tende anche a riottenere il range (ROM=range of motion) di movimento perduto.

2. Antidolorifici e antinfiammatori

Sono utili in una fase iniziale quando il dolore è intenso ed insostenibile ma successivamente è      importante stabilire il grado di gravità e adeguare il  trattamento anche con 

3. Le iniezioni intrarticolari

Nell’articolazione acromion claveare,  di solito fornisce un buon sollievo temporaneo.

4. Chirurgia

Tale indicazione va posta quando la malattia è in fase avanzata e con dolore non controllato con antidolorifici. Vi sono diversi tipi di trattamento chirurgico:
  - Resezione del 3° distale di clavicola  (vecchia Mumford a  cielo aperto)

  - Asportazione dell'articolazione A/C per via artroscopica (quella che preferisco    e quella che di solito effettuo quando si pone l’indicazione chirurgica)

 - Regolarizzazione della superficie inferiore dell’articolazione  A/C sempre per via artroscopica (mini Mumford)

 

Prevenzione

Regole precise non ve ne sono e quello che comunemente viene consigliato è il frutto di esperienza professionale del medico che invita a seguire alcuni consigli per prevenire tale patologia. Questi sono:

  • Mantenere un normale peso corporeo
  • Se si fa un lavoro con attività ripetitiva degli arti superiori è preferibile ridurre al minimo tale tipo di lavoro
  • Osservare preferibilmente il riposo quando  le articolazioni sono molto dolorose
  • Ridurre al minimo le attività ripetitive delle braccia sopra la  testa
  • Se si sta lavorando ad un programma di allenamento ben preparato, è consigliabile mantenere   la mobilità articolare della spalla mantenendo costante la forza muscolare ma riducendo lo stress meccanico dell’articolazione.