Le risposte a domande molto comuni sul disturbo bipolare

D: Il disturbo bipolare è una condizione rara?

R: No. Se si fa riferimento ai criteri diagnostici del DSM-IV-TR per la mania e l’ipomania, studi recenti (Angst, 1998) individuano la prevalenza del disturbo bipolare (tipo I e tipo II) intorno al 5,5% della popolazione generale. Stando a queste cifre in Italia vivrebbero all’incirca 3.300.000 persone affette da disturbi dello spettro bipolare.

 

D: I familiari di pazienti con disturbo bipolare hanno maggiore probabilità di sviluppare il disturbo stesso?

R: . Il rischio di sviluppare un disturbo dell’umore è maggiore per i familiari di primo grado dei pazienti affetti da disturbo bipolare. In particolare il rischio stimato è del 20% circa, suddiviso in un 8% per il disturbo bipolare e un 12% per il disturbo depressivo. Al momento non sono note le modalità specifiche con le quali si eredita la predisposizione a sviluppare il disturbo bipolare. Numerosi studi suggeriscono la partecipazione di geni minori la cui espressione, probabilmente influenzata da fattori ambientali diversi, renderebbe conto della diversa probabilità di sviluppare o meno il disturbo e della diverse manifestazioni sintomatologiche.

 

D: Il disturbo bipolare può essere associato ad altri disturbi della sfera psichica?

R: . Si stima che il 60-70% dei pazienti con disturbo bipolare presentino almeno un altro disturbo psichiatrico in comorbilità. Le condizioni più spesso associate sono i disturbi da abuso di sostanze (30-50% del totale), i disturbi d’ansia (disturbo da attacchi di panico, agorafobia, fobia sociale, distrubo ossessivo-compulsicvo), disturbi di personalità, disturbi del controllo degli impulsi e disturbi alimentari.

 

D: Una persona depressa può avere in realtà il disturbo bipolare?

R: . La depressione è la manifestazione più frequente del disturbo bipolare. Alcuni studi hanno dimostrato che i pazienti con disturbo bipolare I e II tendono ad avere sintomi per la metà della loro vita, e in gran parte tali sintomi sono di tipo depressivo (60-80% del tempo in fase di malattia). I periodi depressivi sono anche quelli in cui il paziente si rivolge al medico o allo specialista chiedendo aiuto.

 

D: Il suicidio è un evento raro nel disturbo bipolare?

R: No. I pazienti con disturbo bipolare hanno un rischio suicidario molto elevato rispetto alla popolazione generale, stimato intorno a 15-30 volte superiore. Il rischio sembrerebbe direttamente correlato alla frequenza, durata e intensità degli episodi depressivi.

 

D: La depressione bipolare è diversa dalla depressione unipolare?

R: No. I principali sistemi diagnostici non riportano differenze. Tuttavia, in letteratura è riportata una maggiore complessità del quadro psicopatologico per le forme depressive bipolari. In particolare, sembrerebbero più frequenti i sintomi ansiosi, la mancanza di energia e la preoccupazione, rispetto alla tristezza e al pessimismo, nonché il rallentamento o l’agitazione psicomotoria e l’irritabilità. Inoltre, nella depressione bipolare sarebbe maggiore la durata media dei singoli episodi depressivi e il tempo totale trascorso in depressione.

 

D: Nel disturbo bipolare possono essere presenti deliri e allucinazioni?

R: . Deliri e /o allucinazioni possono essere presenti in oltre la metà dei pazienti nelle diverse fasi della malattia. Nelle fasi depressive questi sintomi sono meno frequenti rispetto alle fasi maniacali, e riportati in percentuali che variano dall’1 al 66%. Nelle fasi maniacali la presenza di sintomi quali deliri e/o allucinazioni arriva a percentuali molto superiori.

 

D: Il disturbo bipolare è una patologia grave?

R: Sì e No. E’ sicuramente una patologia importante, da non sottovalutare e non trascurare. Il disturbo bipolare può presentarsi con una grande varietà di manifestazioni, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Si può andare dalla sfumata euforia degli episodi ipomaniacali (più caratteristica del disturbo bipolare II) alla agitazione incontenibile delle più violente crisi maniacali (più caratteristica del disturbo bipolare I), dalla tristezza e mancanza di energia di episodi depressivi lievi alla profonda disperazione di manifestazioni depressive molto gravi.

 

D:Si può curare il disturbo bipolare?

R: . La terapia psicofarmacologica è quasi sempre efficace nell’ottenere la remissione sintomatologica degli episodi maniacali e depressivi. Ulteriori, ma non secondari obiettivi sono la prevenzione delle ricadute, evitando i viraggi maniacali e ipomaniacali, l’induzione di stati misti o di rapida ciclicità. A questo scopo è importante il monitoraggio specialistico continuo anche durante gli intervalli liberi da malattia.