Esiste un notevole livello di confusività tra potenza sessuale e ritardo eiaculatorio, ma in clinica esiste una disfunzione sessuale maschile, che ritarda notevolmente o compromette del tutto il piacere dell'uomo. Si chiama " eiaculazione ritardata", che se non curata, spesso diventa "anorgasmia"

Nell’immaginario collettivo, le disfunzioni sessuali maschili, degne di attenzione e di cura, sono quelle relative al calo del desiderio (desiderio sessuale ipoattivo), alla mancanza di erezione (deficit erettivo) ed alla velocità della risposta orgasmica (eiaculazione precoce).
In realtà esiste un’altra disfunzione sessuale maschile, silente, ma altrettanto dolente e sgradevole che si chiama “Eiaculazione ritardata”.

L’eiaculazione ritardata( ejaculatio retardata), definita da Master e Johnson “incompetenza eiaculatoria”, è caratterizzata da un’inibizione del riflesso eiaculatorio, nelle sue varie varianti e manifestazioni., cioè con gradi diversi di gravità.
La componente del desiderio sessuale, almeno in una prima fase, così come la capacità erettiva, rimangono intatte ed integre, l’unica compromissione avviene per la risposta eiaculatoria, che può essere ritardata o addirittura assente ( anorgasmia).

Il DSM IV, definisce l’Eiaculazione Ritardata. nel seguente modo:

“Dopo una normale fase di eccitamento sessuale, l’orgasmo maschile è persistentemente ritardato o assente”.

La severità dell’eiaculazione ritardata, varia notevolmente da paziente a paziente e da momento storico a momento storico e, va dall’inibizione del tutto involontaria dell’eiaculazione del tutto occasionale, fino ad un’inibizione di tale severità, che il paziente non ha mai sperimentato un orgasmo in compagnia dell’altro/a.

La forma più leggera, spesso non sottoposta all’attenzione dei clinici, è quella caratterizzata da un’inibizione del riflesso eiaculatorio in situazioni di ansia.
L’ansia può essere correlata al luogo del coito, alla donna con cui si consuma la sessualità, alla dimensione di colpa, inadeguatezza, censura del piacere e, tantissimo altro.
La situazione più comune, è invece caratterizzata da un’inibizione globale e generalizzata, l’uomo infatti non riesce mai   a provare piacere con la compagna, facendo transitare il rapporto da momento ludico a fatica sotto le lenzuola, diventando ginnico e sgradevole per entrambi.

Solitamente, durante la raccolta anamnestica, si scopre che sono pazienti che hanno ricevuto un’educazione rigida, che hanno uno spazio mentale ridotto per la sessualità, che non hanno un immaginario erotico ben nutrito e, che c’è una notevole differenza, tra l’orgasmo raggiunto con la stimolazione manuale od orale e, l’assenza di orgasmo in ambiente vaginale.
Questa assenza di orgasmo condiviso, alla lunga porta un’inevitabile calo di desiderio sessuale ed un’impossibilità a procreare naturalmente, oltre che a frequenti mareggiate di coppia.

L’eiaculazione ritardata può essere primaria e secondaria

L'eiaculazione ritardata primaria è caratterizzata da un’assenza di risposta orgasmica che correla sin dalle prime esperienze sessuali, i pazienti che appartengono a questa categoria, raggiungono l’orgasmo soltanto “extra-coito” e mai in ambiente vaginale.

Nel caso dell’eiaculazione ritardata secondaria, il paziente sviluppa questa disfunzione dopo un primo momento di salute e benessere sessuale, spesso in associazione ad un’esperienza traumatica , ad una donna con particolari caratteristiche psico-fisiche od a dinamiche di coppia conflittuali e\o ricattatorie.
La prognosi è sicuramente più favorevole, nel secondo caso.

Le cause possono essere:

Psicogene: depressione, fluttuazione del tono dell’umore, disagio di coppia,  omosessualità latente, identità sessuale confusa, psicosi, credo religioso , educazione sessuofobica, conflitto intrapsichico,  nevrosi d’ansia, traumi pregressi e non elaborati.

Organiche: neuropatie autonomiche, come il diabete mellito, patologie neurologiche degenerative, come per esempio la sclerosi multipla, lesioni midollari, disendocrinopatie.

Iatrogene: danni da cause iatrogene.

 

La reazione della donna

La donna che si trova a sperimentare una sessualità ginnica ed estenuante; in una prima fase è quasi lusingata delle arti amatorie del compagno, vive tale “resistenza” al piacere come un valore aggiunto al rapporto sessuale, nel tempo invece, intimità dopo intimità, si disorienta, stanca, preoccupa ed inizia a credere di essere lei la responsabile di tali e tanti “ritardi del piacere”.

Solitamente durante il colloquio clinico, riferisce di percepirsi brutta, sfiorita, di non essere capace di fare provare piacere al partner, di non essere abbastanza brava sessualmente e palesa un sentimento di disagio\sconforto\smarrimento.
Inizia ad organizzare fantasie relative ad altri possibili contesti e talami e spesso verbalizza la paura che il partner possa provare piacere altrove, magari più velocemente e con più appagamento, tra le braccia di “altro” da lei.
Molti uomini, pur di non affrontare tale sgradevole condizione, mentono sotto le lenzuola, simulando orgasmi inesistenti ed aiutandosi spesso con il preservativo.

 

Terapia

La latitanza diagnostica e la frequente confusività tra l’anorgasmia e la potenza sessuale( nell’immaginario collettivo, un uomo che resiste a lungo durante un rapporto sessuale, viene percepito come un bravo amante), fa abitare questa disfunzione sessuale maschile nella terra del non detto, del non diagnosticato, del non curato.

La prima tappa è sicuramente una visita andrologica, che possa erogare una diagnosi ed escludere cause rare, ma possibili, di natura organica.
Le difficoltà maggiori, si avranno poi, quando quest’uomo, dopo avere tanto mentito a se stesso ed alle partners, desidera avere un figlio.

Il concepimento diventa difficile, faticoso, se non impossibile, inoltre lo stress da possibile gravidanza, rende ancora più vulnerabile singolo e coppia, dal punto di vista psichico ed umorale.
I centri di fecondazione assistita a cui si rivolgono spesso questi pazienti, sono orientati verso una risoluzione della disfunzione sessuale e, solo dopo, nei casi più severi tendono ad intervenire  con le tecniche di  PMA( procreazione medicalmente assistita).

La terapia , che sia psicoterapia o  terapia di coppia  diventa indispensabile, sia per il dovuto accesso alla sfera del piacere, che per garantire all’uomo la finalità riproduttiva, altrimenti compromessa.
L’obiettivo di chi si occupa di sessualità e di generatività è sempre quello di tutelare e garantire sempre e comunque una “buona qualità di vita e sessuale del paziente e della coppia”.

 

Bibliografia

- La salute sessuale del terzo millennio - Dichiarazione e documento tecnico. FISS- WA (federazione italiana sessuologia scientifica, Word association for sexual health)
- “Sessualità: usi e costumi degli italiani sotto le lenzuola” Valeria Randone - Kimeric 2011.
- “I disturbi del desiderio sessuale” Helen Singer Kaplan - Oscar Mondadori.
- "I disturbi della sessualità maschile, un approccio medico-psicologico" Jean Tignol - Masson
- “La sessoanalisi, alla ricerca dell’inconscio sessuale” Claude Crèpault
- Congresso di sessuologia clinica, Roma 26 ottobre 2012