Lo stato ossido-riducente (s-ORP) valuta la fondamentale condizione che permette agli spermatozoi di essere efficaci.

Stato ossido-riducente

L’esame classico spermatico, con la determinazione della concentrazione, della motilità progressiva e della integrità degli spermatozoi, è un esame fondamentale; purtroppo molto spesso è insufficiente a definire il quadro e le ragioni della disfertilità e quindi a fornire un adeguato aiuto alla impostazione della terapia e al suo controllo.

L’ambiente spermatico deve avere un moderato stato ossidativo in quanto questo consente agli spermatozoi di potersi attivare e preparare per il processo di fecondazione e consente al liquido seminale di mantenere uno condizione protettiva.

Purtroppo molte condizioni (per esempio: le infiammazioni, lo squilibrio metabolico-nutrizionale, lo stress, il varicocele, l’aumento della temperatura, l’ipermobiltà testicolare, la congestione circolatoria, il fumo, lo squilibrio ormonale locale) alterano l’equilibrio ossido-riducente danneggiando gli spermatozoi.

Queste condizioni, da sole o variabilmente combinate, tendono a far aumentare le condizioni ossidative cosicché le sostanze antiossidanti presenti non riescono a mantenere il corretto equilibrio.

Lo squilibrio ossido-riducente, che così si genera, è una delle ragioni delle alterazioni funzionali e strutturali degli spermatozoi, soprattutto con il danno alla mobilità progressiva rettilinea (normalmente valutata nello spermiogramma classico), alla integrità del DNA e alla capacità di aggancio all’ovocito (determinabili facilmente e nel contesto di uno spermiogramma con l’Halo-test e il HBA).

Quindi potere determinare lo stato lo stato ossido-riducente (s-ORP) consente di meglio definire il quadro disfunzionale e/o patologico, eventualmente entrando poi nel particolare dei diversi elementi con gli specifici esami, e decidere meglio lo schema terapeutico, oltre a controllare l'efficacia nel tempo di esso.

In particolare nel quadro del varicocele, soprattutto di 1^ o 2^ grado che molte volte si è in dubbio se operare o meno, il poter conoscere quale sia lo stato ossido-riducente consente di decidere in merito alla correzione chirurgica del varicocele e in merito all’efficacia della correzione chirurgica apportata o in merito alla sussistenza di altri fattori che mantengono lo squilibrio ossido-riducente e non preventivamente valutati.

Il nuovo metodo MiOXSYS

determina lo stato dell'equilibrio ossido-riducente spermatico (s-ORP), in relazione alla concentranzione degli spermatozoi, in modo rapido ed efficace.

In generale questo esame viene eseguito contestualmente allo spermiogramma (ricordiamo che l’esame va eseguito con 48-72 ore di astinenza dall’ultima ejaculazione), ma può essere eseguito anche da solo; il laboratorio dovrà comunque determinare la concentrazione degli spermatozoi.

Il test è svolto applicando su un apposito sensore, già inserito nello specifico lettore, 30 μl di sperma (fresco o decongelato). Lo sperma così inserito si sposta nella cella di reazione a cui è applicata una corrente che misura la differenza di potenziale ossido-riducente, dando la misura in mV (millivolt) derivante dal rapporto tra ossidanti e riducenti.

I dati così ottenuti vengono poi corretti in base alla concentrazione degli spermatozoi, fornendo così il dato finale espresso in mV/milione di spermatozoi/ml.Questo dato finale è fondamentale in quanto più che il dato crudo è più utile il dato relativo alla concentrazione degli spermatozoi. Infatti, per esempio, in uno sperma con molti spermatozoi a bassa attività metabolica si può avere un livello squilibrato di s-ORP simile a quello di uno sperma con pochi spermatozoi ad alta attività metabolica; tuttavia nel secondo caso lo squilibrio ossido-riducente è maggiore e ciò viene appunto evidenziato dividendo il valore di s-ORP per la concentrazione degli spermatozoi.

Il metodo e gli aspetti tecnici sono rilevabili nei loro particolari sia sul sito del produttore aytubio.com sia nello studio pubblicato recentemente su Fertility and Sterility (fertstert.org), 2016;106:566-573.e1-e10