L’isotretinoina è un farmaco abitualmente utilizzato dai dermatologi nella terapia dell’acne.

In un  recente caso descritto su Colorectal Diseases,   una ragazza di 15 anni in terapia da due mesi con questo farmaco per acne nodulocistica è stata indirizzata all’ ambulatorio di chirurgia generale della sua città, in Turchia, per la comparsa di dolore anale e sanguinamento rettale.

Dopo la visita è stata posta diagnosi di ragade anale ed è stata consigliata una terapia conservativa ma non le è stato suggerito di interrompere la terapia a base di isotretinoina.

La ragade non è guarita nonostante la terapia e dopo un mese, in occasione del controllo dermatologico, i colleghi hanno  immediatamente suggerito la sospensione della terapia essendo la comparsa di ragade anale un suo noto effetto collaterale.

Alla sospensione del farmaco, in quattro settimane la sintomatologia è scomparsa e la ragade è guarita.

Fin dal 1987 esistono in letteratura casi di proctosigmoidite e infiammazione intestinale associati all’ uso di isotretinoina ed i pazienti dovrebbero essere informati sulla possibile comparsa di questo effetto collaterale che si manifesta con dolore addominale, diarrea e sanguinamento rettale.

La mucosa del canale anale può venire danneggiata dal farmaco e conseguentemente può formarsi una ragade come segnalato più volte nella letteratura scientifica dermatologica.

Il caso, giustamente riferito dai colleghi turchi, è una dimostrazione evidente di quanto sia importante una visione ampia nella cura di un paziente anche quando si rivolge ad uno specialista che si occupa in modo molto selettivo di determinate patologie quale può essere un coloproctologo. Una cultura medica non limitata alle proprie strette competenze specialistiche è essenziale per non incorrere in errori o omissioni quali quello descritto e perdersi nella ricerca del topolino senza vedere l’ elefante.

 

"Lo specialista è colui che sa sempre di più su sempre di meno, fino a sapere tutto di niente."
George Bernard Shaw

 

 

Fonte: Sule Gungor et al., Colorectal Dis, Accepted Article DOI 10.1111/codi.12294