Novità in materie di visite fiscali ai lavoratori assenti per malattia.

Nel recente passato si era assistito ad una serie di modificazioni della strategia adottata dall'INPS nella effettuazione degli accertamenti, procedura che lo stesso istituto effettuava utilizzando propri medici (lista speciale).

Queste modificazioni, dal 2013, erano andate verso una decisa riduzione delle visite mediche di controllo, come confermato da circolari e dichiarazioni dei vertici dell'istituto. Questo nell'ottica di una riduzione della spesa in accordo con i criteri di risparmio generale dello Stato. 

Risultanze successive di  innalzamento del livello di assenteismo, con aumento parallelo di spesa per il settore malattia, avevano già destato allarme nel medio periodo, con una parziale retromarcia dello stesso INPS che aveva innalzato il numero di visite per favorire l'azione di contrasto.

I fatti recenti, riguardanti fenomeni di assenteismo in settori vari, portati anche alla ribalta delle cronache, sembrano aver decisamente fatto propendere l'istituto per un sostanziale ripensamento. 

A livello politico si discute ora il passaggio dell'azione di controllo del settore pubblico (finora gestito dalle AUSL) all'INPS (che fino ad adesso gestiva il settore privato) nella ottica di una maggiore incisività. 

Si realizzerebbe un "polo unico fiscale" in carico all'INPS, unico ente accertatore,  lasciando alle USL il puro ruolo assistenziale sulla cura, ed erogatore di servizi per la salute.

Questo importante cambiamento permetterebbe di utilizzare la grande forza dell'organico sanitario medico-legale dell'INPS, dei suoi medici e delle commissioni, nel controllo dell'enorme flusso di periodi di malattia dei lavoratori. Una grande parte della spesa assistenziale economica, fonte di potenziali disservizi.

 

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