Riunione operativa del Gruppo di Studio Nazionale per la Linfoscintigrafia

Col patrocinio della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e della Società Italiana di Linfologia Oncologicaieriprimo febbraio, presso l’aula magna dell’Istituto di via Venezian a Milano, si sono svolti il lavori del Gruppo di Studio Nazionale per la Linfoscintigrafia.

La giornata è stata contrassegnata dalla partecipazione di oltre 75 tra medici nucleari, angiologi, chirurghi vascolari e fisiatri e fisioterapisiti, provenienti da diverse città italiane, tutti impegnati nello studio del linfedema.

Gli organizzatori e referenti scientifici del gruppo E. Seregni, M. Maccauro, C. Sigari, A. Lorenzoni (Milano), G. Picciotto (Torino) e D. Aloisi (Bologna) hanno ritenuto necessario promuovere l’incontro al fine aprire il dibattito ed il confronto tra i maggiori esperti italiani in tema di linfoscintigrafia e di linfedema onde individuare modalità operative e protocolli comuni per uniformare la metodica a livello nazionale.

Tra gli esami diagnostici funzionali la linfoscintigrafia rappresenta ancora il gold standard per lo studio del linfedema.

Come ha rivelato Picciotto, dagli anni 80 a livello internazionale sono utilizzati protocolli diversi, non sempre concordanti e spesso causa di confusione, disaccordo e persino di errori intepretrativi.

Se per lo studio del linfedema dell’arto inferiore le Linee Guida Inglesi ed il protocollo di Bourgeois sono tra quelli che hanno più punti in comune e maggiormente accreditati tra i medici nucleari, mancano ancora molti punti di condivisione per la linfoscintigrafia dell’arto superiore.

Dopo le autorevoli relazioni preliminari di M. Maccauro, D. Aloisi, G. Picciotto, G. Villa ( Genova ) e L. Mango ( Roma ) si è aperto il confronto tra tutti gli studiosi presenti che hanno infine delineato le prime proposte operative procedurali sia per l’ esame dell’arto inferiore, sia per l’arto superiore.

I temi dibattuti (indicazioni allo studio del circolo linfatico superficiale o del circolo linfatico profondo, numero e sede dei punti di inoculazione, quantità e dosaggio del principio attivo, timing per le visualizzazioni, clearance, dermal back flow, tipo e modalità di esecuzione dell’esercizio fisico, interpretrazione, grading...) sono stati ampiamente approfonditi e globalmente codivisi.

Col contributo dei clinici C. Sigari, D. Aloisi e G. Rando (Alba, CN), sono state anche precisate le esigenze che, dopo una diagnosi clinica di linfedema, i medici nucleari dovrebbero soddisfare con l’esame linfoscintigrafico: non soltanto porre una diagnosi funzionale corretta, ma anche confermare la prognosi, definire il grading, monitorare col follow up l’andamento clinico – funzionale del linfedema e l’eventuale risposta alla terapia riabilitativa complessa combinata, uniformità interpretrative.

Gli esperti del Gruppo di Studio avranno prossimamente modo di fare ulteriori riflessioni “a freddo“ sulle proposte operative, prima di riunirsi in occasione dell’incontro definitivo che potrà promuovere presto le Linee Guida Italiane per la Linfoscintigrafia.