La mamma, la vergine, la sottomessa e l'indomabile, la mangiatrice di uomini e l'acrobata, la moglie e l'amante: uno, nessuno, centomila sfumature, dell'essere donna.
Chi la considera nata da una costola dell'uomo.
Chi il diavolio tentatrice con la sua mela.
La figura della donna durante la storia, ha attraversato momenti bui ed estremamente dolorosi.
Siamo giunti al 2015, ed a quanto pare, la situazione non è delle migliori, tra violenze di genere, abusi e soprusi.
Ogni dodici secondi una donna è vittima di insulti e di offese, per non parlare poi degli abusi, delle violenze e del rischio di morte.
Le parole (parolacce) coniugate al femminile sono tante e spesso ridondanti.
Parole abusate, parole ereditate da un lessico comune, parole che tendono a "sporcare" il genere femminile e parole che al maschile, perderebbero il loro effetto denigratorio e lesivo.
I vecchi luoghi comuni sessisti sembrano non tramontare mai, contribuendo a sdoganare un'immagine al femminile sempre più abusata e maltrattata.

Donne protagoniste assolute di terre di saccheggio sessuale, virtuale e reale.

 

Da ieri ad oggi
Anticamente, quando una donna veniva abusata o violentata, o dirittura uccisa, un velo di omertà e di vergogna ammantava gli accadimenti, un sotto testo - silente e non verbalizzato - associava l'abuso ad una possibile colpa da parte della donna, stemperando l'atto violento con un "può succedere".
La donna, sembrava non avere valore, poteva infatti essere licenziata, violentata, minacciata, tradita ed addirittura uccisa, in funzione dell'onore maschile e della sua tutela.

Il femminicidio per esempio, anticamente chiamato "delitto d'onore", non veniva affatto punito, anzi legittimato e considerato l' unica reazione/soluzione possibile, in caso di tradimento e disonore.

 

Le mille sfumature della violenza e le mille giustificazioni
Domestica, da qualche rimprovero a qualche schiaffo, fino ad arrivare a lividi e percosse, per concludersi – talvolta – con la morte.
Sociale, dagli stereotipi di genere duri a morire, al licenziamento se è in dolce attesa, fino ad arrivare alle ormai abusate discriminazioni sessiste di ogni genere.
Culturale, dall’infibulazione alla cliitoridectomia, fino ad arrivare alla morte da parto.
Chi la considerava frutto del famigerato " raptus".

Chi osava dare la responsabilità/colpa alle donne, perché troppo seduttive o emancipate.

Chi riceveva, e riceve addirittura, lo sconto della pena per buona condotta.

Chi considera le botte un gesto d'amore esagerato o esasperato.

Altri luoghi comuni associano l'Amore alla possibilità di perdere il controllo: il controllo degli impulsi e del buon senso.

Alcune voci di popolo dichiarano:
"i panni sporchi si lavano in famiglia", oppure, "fra moglie e marito non mettere il dito", come a sottolineare la possibilità che qualche screzio - o qualche qualche bastonata – tra moglie e marito siano “leciti”, senza obbligatoriamente far intervenire la polizia o i servizi sociali.

 

  • Cosa fare per combattere davvero questa atroce violenza?
  • Come educare i nostri figli al rispetto?
  • Quali strategie adoperare?

Credo fermamente che il lavoro da fare sia tanto, ed ognuno di noi nel nostro piccolo, dovrebbe piantare nelle proprie case il seme del rispetto e del rispetto della diversità nell'uguaglianza.

Report, legge e buoni prositi
Riporto alcuni dati ed alcune riflessioni tratti dalla terza edizione di Rosa Schocking, il report We Worde che promuove i diritti dei bambini e delle donne nel mondo, appena presentato al Senato proprio in occasione di questa "giornata in rosa", contro la violenza di genere.

Il report mostra come i politici, il sociale, ed ancora i clinici, i media ed il web, si siano uniti facendo muro contro muro, nel tentativo di arginare, ma soprattutto denunciare, questi incresciosi fenomeni di aggressività e di odio.

Un capitolo dell'indagine, di notevole importanza, riflette sulla correlazione tra i luoghi comuni, gli stereotipi di genere e la violenza di genere.

Frasi infelici e false, sembrano resistenti alla storia ed alla legge:

  • "La colpa è delle donne, sempre mezze nude ed in minigonna..."
  • "L'uomo è cacciatore, la donna è tentatrice..."
  • "La violenza dentro la doppia, riguarda soltanto la coppia, non la società..."
    E così via.

Anche i media hanno cambiato approccio, nel tentativo di sensibilizzare maggiormente l'utenza nei confronti di questi fenomeni agghiaccianti.
L'avvocato Lucia Annibali, sfregiata per "amore" dall'acido muriatico, è diventata l'emblema del coraggio e non della vergogna.
Ed ancora, Rosaria Aprea, ex finalista di miss italia, ha denunciato l'ex fidanzato violento tramite il suo profilo Facebook, fornendo il buon esempio.

 

Qualche tappa in rosa, tra giurisprudenza, psicologia e web.

 

  • 2013 convenzione di Instambul
  • 2013 decreto sul femminicidio.
  • "Quanto costa il silenzioso?" Indagine nazionale sulla violenza di genere sui costi economici, psicologici e sociali relativi alla violenza.
  • 2013 commissione di sessuologia della Sia, progetto nazionale prevenzione stalking.
  • Appaiono sul territorio i centri anti violenza.
  • 2014 primo report We Word intervista, presentato alla camera dei deputati.
  • 2014 bollino rosa negli ospedali.
  • 2014 app "siamo sicure", delle applicazioni per le emergenze violenza.
  • 2015 terzo report We Word Rosa shocking.

 

Personalmente non credo che il confine tra bene e male, tra amore ed odio, tra agiti aggressivi ed una possibile litigata, feroce ed efferata, sana e chiarificatrice, sia davvero così labile e fluttuante.

Il 25 novembre, come sappiamo, è la giornata contro la violenza di genere, spazio temporale e simbolico dove poter riflettere, denunciare e fare il punto della situazione nel mondo.

Una giornata non è mai bastevole per scuotere le coscienze e, spesso, a riflettori spenti, i buoni propositi transitano nel dimenticatoio.
Speriamo di poter fare sempre di più.

 

 

 

Aggiungo qualche evento in itinere e dei link sulla violenza di genere.

 

1 - Donne in rete contro la violenza:
http://www.direcontrolaviolenza.it

 

2 - We Word festival Milano 22 novembre.

Alex Britti, presenta il suo nuovo singolo intitolato " Perché?", chiedendosi e chiedendoci perché le donne, ancora oggi, non denunciano i loro carnefici.

Un vero inno all'Amore ed alla libertà.

 

https://www.weworld.it/come-e-dove-interveniamo/a-favore-delle-donne/weworld-film-festival/

 

3 - Allego il link sui diritti contro la violenza, un'analisi comparata

 

http://www.intervita.it/public/CMS/Files/616/Ricerca_DEFINITIVA.pdf

 

4 - Indagine Istat 2015

http://www.istat.it/it/archivio/161716

 

5 - Le iniziative svolte nel 2015

https://www.weworld.it/scopri-weworld/ricerche-e-pubblicazioni/