Molti studi, negli ultimi decenni, si sono occupati degli effetti negativi dello stress quotidiano sul benessere fisico e psicologico.

Quando ci troviamo a vivere situazioni sfavorevoli, ad affrontare problemi personali, familiari o lavorativi, non solo è importante la reazione che attiviamo ma risulta essere molto importante la capacità di recupero che attiviamo nei giorni seguenti. Rimanere mentalmente collegati alle situazioni negative per tempi prolungati, rimuginare in modo persistente sugli eventi stressanti, produce effetti negativi sia sulla salute mentale che sulla salute fisica (Brosschot, Gerin e Thayer,2006).

In un recente studio, Kate A.Leger, Susan T.Charles, David M. Almeida hanno approfondito questo argomento studiando le risposte che le persone mettono in atto dopo eventi stressanti, seguendo le risposte emotive nei giorni successivi e nello svolgersi della routine quotidiana. Successivamente questi dati sono stati confrontati con le condizioni di salute fisica a lungo termine (in un periodo di quasi 10 anni).

I risultati dimostrano che il modo in cui usciamo e ci riprendiamo dalle situazioni stressanti incide sulla nostra salute fisica. Le persone che hanno più difficoltà ad uscire dalle situazioni stressanti, che presentano emozioni negative persistenti nei giorni successivi all’esperienza stressante, dopo 10 anni presentano un aumento delle malattie fisiche croniche e di limitazioni funzionali.

Gli studi devono ancora approfondire e spiegare questo importante risultato. Abbiamo infatti due grandi aree da indagare ulteriormente. Da una parte abbiamo l’attivazione organica dei sistemi legati allo stress e la loro attivazione prolungata risulta avere ripercussioni sulla salute già da molti altri studi. Una seconda area da esplorare è quella comportamentale: quanto gli stati d’animo negativi producono comportamenti negativi e dannosi per la salute(ad esempio scarsa attività fisica, poca attenzione alle abitudini alimentari, eccesso di alcool, etc).