Nel 1968 durante un'intervista Rai a Franco Basaglia, alla domanda: "È interessato più al malato o alla malattia?" lo psichiatra rispose: "Decisamente al malato".

 

Guarda l'intervista del Prof. Sergio De Filippis per comprendere a fondo questa patologia e le sue implicazioni cliniche e sociali

 

È in questa ormai famosa affermazione che sono racchiusi il pensiero e l'opera di Franco Basaglia, l'uomo che rivoluzionò la realtà dei manicomi fino ad avviarli alla dismissione e alla chiusura sancita dalla legge 180 del 13 maggio 1978, che da lui prende il nome.

Il tratto saliente apportato dalla legge Basaglia è l'aver ridato ai malati la dignità e il diritto di essere persone all'interno della stessa società che prima li vedeva segregati in luoghi nascosti, emarginati culturalmente perché considerati come matti da nascondere e occultare.

Quarant'anni dopo l'approvazione della legge 180, gli ospedali psichiatrici sono stati sostituiti da centri di salute mentale, strutture residenziali psichiatriche, residenze per le misure di sicurezza (Rems) o progetti di sostegno alla persona e assistenza domiciliare.

Ma nonostante la lotta di Franco Basaglia che ha ridato una dignità a queste persone, non si può non pensare allo stigma che ancora oggi si associa a gravi malattie mentali come la schizofrenia, che colpisce nel mondo circa 25 milioni di persone indipendentemente dalla razza, dalla cultura o dalla classe sociale.

È un disturbo psicotico, spesso di lunga durata, che può portare ad evidenti cambiamenti nella interazione-percezione della realtà da parte della persona che ne è affetta. Generalmente ha esordio nell'adolescenza ma può svilupparsi a qualsiasi età, dalla tarda adolescenza in poi. Colpisce sia uomini che donne, anche se gli uomini tendono a sviluppare la condizione un po' prima rispetto alle donne. La possibilità che un individuo sviluppi schizofrenia durante la sua vita è di circa l'1%.

I sintomi che si verificano durante gli episodi di psicosi sono noti come "sintomi positivi" dovuti ad un eccesso o una distorsione del normale funzionamento e comprendono: disturbi del pensiero, delirio (false credenze, spesso accompagnate da paranoia) e allucinazioni (principalmente di tipo uditivo).

A questi si aggiungono i "sintomi negativi" dovuti ad una diminuzione o perdita delle funzioni normali e dell'affettività. Sono generalmente responsabili di problemi legati all'interazione sociale e alle attività quotidiane.

Fondamentale è l'atteggiamento dei familiari, degli amici e degli operatori sanitari che devono impegnarsi nel supportare le persone affette da schizofrenia, trasmettendo loro un profondo senso di condivisione e da parte di tutta la società al fine di eliminare lo stigma e comprendere che la schizofrenia è una malattia al pari delle altre malattie.