Miti da sfatare sulla masturbazione

Dr. Giovanni BerettaData pubblicazione: 21 ottobre 2018

 

  

 

Argomento complesso e difficile ma penso sia comunque utile affrontarlo con serenità smantellando quelli che sicuramente sono pregiudizi, credenze e falsi miti duri a morire.

  • Sopprime il desiderio sessuale.

Questo è il primo mito che riguarda la masturbazione e che scatena diverse paure e timori nei giovani sulla propria vita sessuale futura e negli uomini in generale anche se non si ha alcuna prova o verifica scientifica seria che confermi o dimostri quest’affermazione poco probabile.

Oggi la masturbazione è considerata sempre e soprattutto in un giovane, l'inizio ed il modo per fare le "prove generali" che gli permetteranno poi di manifestare e "praticare", senza problemi ed inutili ansie, tutte le varie e diverse manifestazioni che caratterizzano una regolare attività sessuale.

 

  

 

  • Provoca un disturbo dell’erezione.

Questo è un altro mito, che l’andrologo frequentemente riscontra nei giovani pazienti. Anche quest’affermazione è una falsità che non ha una base razionale; un deficit erettivo può essere legato ad un problema vascolare, ormonale, dismetabolico o psichiatrico, ad esempio una depressione, ma non certo alla masturbazione.

 

  • Causa problemi di fertilità all’uomo.

Questo è un pregiudizio privo di ogni prova scientifica, ma presente negli uomini che hanno un liquido seminale alterato dovuto quasi sempre ad altre cause importanti come infiammazioni, problemi genetici, ormonali, dismetabolici ed altro ancora.

 

  • Solo gli uomini si masturbano.

Altro mito ancora presente che vedrebbe solo gli uomini interessati a questa pratica sessuale, come se le donne fossero sessualmente neutre e meno interessate alla sessualità: ovviamente non è così e la masturbazione è diffusa anche tra le donne.

 

  

 

  • Si masturba solo chi è solo.

Questo non è sempre vero; molte coppie nella loro vita sessuale prevedono, senza problemi, anche quest’attività sessuale come un momento diverso ma che completa la loro relazione di coppia.

 

  • Indebolisce l’energia sessuale

Credenza diffusa, ma anch’essa falsa. Dopo un orgasmo, in qualsiasi modo ottenuto, ci si sente più rilassati e più stanchi, ma questa sensazione dura quello che deve durare e poi tutto ritorna come prima e il nostro desiderio sessuale e le nostre “voglie” regolarmente e fisiologicamente si ripresentano.

 

Altre informazioni:

https://www.medicitalia.it/dizionario-medico/masturbazione/

https://www.medicitalia.it/blog/andrologia/7205-masturbazione-infertilita-e-disturbi-sessuali-maschili.html

 

Autore

giovanniberetta
Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1977 presso Università di Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze tesserino n° 12069.

9 commenti

#2
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Caro Pierluigi,
sempre gentili e puntuali le tue osservazioni sulle mie news.
Un abbraccio e sempre un caro saluto.

#3
Specialista deceduto
Dr. Giovanni Migliaccio

Meno male che la paura di diventar ciechi con la masturbazione non esiste più nell'immaginario collettivo, un tempo (per fortuna ormai lontano)alimentato da preti e, anche da qualche medico.
E' quindi scomparsa davvero del tutto tale paura o nella tua attività ti è capitato che qualche ragazzo ti abbia esposto tale timore?

Complimenti e grazie

Giovanni M.

#4
Utente 496XXX
Utente 496XXX

Ci sono però alcuni che ancora non si masturbano (e pare che non si siano mai masturbati) per motivi di carattere religioso. Le religioni abramitiche tuttora condannano la masturbazione e altre pratiche sessuali non "ortodosse". E il sesso solo tra un uomo e una donna sposati in chiesa e a scopo riproduttivo, preferibilmente

#5
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Caro Giovanni,
no quella della cecità è un timore fortunatamente scomparso.

#6
Utente 435XXX
Utente 435XXX

Caro Dr. Beretta, in un suo precedente articolo "Contrordine: la pornografia sembra aumentare il desiderio sessuale" lei ha citato una nuova ricerca californiana ma non ha specificato che in questa ricerca sono stati presi in esame 280 giovani con età intorno ai venti anni;
età che nemmeno 14 ore di video porno al giorno abbatte la libido e crea altri problemi sessuali.

Bisogna vedere la libido degli stessi 280 ragazzi a 35 anni, dopo 15 anni di continui video porno.
Allora si che si potrebbero trarre le conclusioni !!!!!!!!!!!!!!!

#7
Dr. Pierluigi Izzo
Dr. Pierluigi Izzo

...le puntualizzazioni del Collega Beretta mirano a favorire una valutazione oggettiva del quadro attuale,mirando,quindi,a limitare eventuali danni futuri,puntando sulla consapevolezza.Ne riparliamo...tra 15 anni!

#8
Utente 435XXX
Utente 435XXX

Mi perdoni Dr. Izzo, io mi riferivo ad un altro articolo del Dr. Beretta (e l'ho fatto qui perchè nell'altro i commenti utenti sono bloccati) nel quale si faceva riferimento ad una ricerca che "doveva" smentire:

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/1616-il-porno-causa-disfunzioni-sessuali.html

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1137-deficit-erettile-e-mancanza-del-desiderio-quanto-e-dannosa-la-pornografia-online.html

con il dovuto rispetto, mi consenta allora, con gentilezza, di dissentire (nel mio grande piccolo) col Dr. Beretta, perchè a mio modo di vedere il suo articolo non mira affatto a limitare eventuali danni futuri ma esattamente l'opposto perchè, se non si specifica che la ricerca è stata effettuata su ragazzi, allora uno che legge può pensare che la ricerca sia stata effettuata su uomini di 35 - 40 - 45 anni che negli ultimi venti anni hanno fatto (e stanno facendo) uso costante di videopornagrafia e nonostante ciò la loro libido (e tutti i possibili danni ad essa correlati) non solo non ne ha risentito ma addirittura è aumentata !!! (sarebbe come dire che è stata fatta una ricerca sullo stato di salute di 300 ventenni che fumano da un anno ed è risultato che stanno tutti bene o meglio di ventenni non fumatori e dunque si direbbe "Contrordine: il fumo sembra non fare male ma bene"

Cordialmente

#9
Dr. Giovanni Beretta
Dr. Giovanni Beretta

Gentile utente,

invitandola a non scrivere più “fuori tema” in questa news, la informo che la casistica considerata invece nella news da lei citata e chiusa era stata valutata una popolazione maschile con un’età media di 23,3 anni e con uomini che avevano anche 30 e più anni che e non "adolescenti imberbi”.
Infine, per chiarire lo spirito “complesso” del lavoro in questione e chiudere qui ogni ulteriore discussione, la invito a leggersi almeno le conclusioni:

Data from a large sample of men (N = 280) across similar studies were aggregated to test the hypothesis that consuming more VSS was related to erectile problems. These men answered questions about their sexual behaviors and feelings, including their consumption of VSS, and viewed sexual films in the laboratory. Those who reported viewing more VSS in their own life reported higher sexual arousal to films in the laboratory. Self‐reported erectile functioning with a partner was not related to the hours of VSS viewed weekly. Finally, those who viewed VSS more also reported higher desire for both partnered sexual behaviors and solo sexual behaviors. This pattern suggests that those who view more VSS likely have a higher sexual drive and experience a stronger sexual response to standardized VSS than those who view less VSS. Sexual arousal responsivity may not be impaired by viewing more VSS at home, as it actually was related to stronger desire and sexual arousal in two of the three relationships tested.

Greater time spent viewing VSS has been related to many negative mental health outcomes 56, so the mechanism for VSS to promote positive outcomes is unclear. One explanation may be that those who view more VSS report more positive sexual attitudes in general 56. Also, consumers tend to view VSS that they find sexually arousing 57, contributing to ego‐syntonic, positive affect. In the laboratory, VSS tend to promote both positive and negative feelings, although feelings are generally strongly skewed toward more positive feelings 58, including in hypersexuals 35. In other words, it may be the case that VSS viewing promotes both positive and negative feelings and outcomes. Many studies simply do not ask about positive effects, which may contribute to poor identification of the possible benefits of VSS use. These data further suggest that the relationship of VSS with higher sexual drive might explain why viewing VSS appears to relate positively with self‐reported sexual arousal. The ultimate impact of these mixed states might be determined by individual predispositions.

The positive relationships between VSS viewing and many indices of sexual responsiveness suggest that VSS viewing might even improve erectile functioning. VSS might provide a greater variety of sexual stimulation. In a Drosophila model, males raised with access to multiple partners were more successful in securing later partners than males that had been raised monogamously 59. While the comparison is hardly direct, VSS may broaden male's ability to respond to different sexual stimuli types. This could facilitate their sexual responses to females who may vary tremendously in their sexual behavior preferences, such as those who may experience more clitoral or vaginal sensations as contributing to their orgasm experience.

Rumors linking VSS use and ED may arise from clinical lore. A systematic literature review identified lack of data as a pervasive problem of publications in the domain of excessive sexual behaviors 15. To determine whether this might still be the case, we repeated this systematic literature search1 of peer‐reviewed articles. Two raters trained by the first author independently classified each article by its approach to the topic. The categories were “clinical,” “review,” and “empirical.” “Clinical” was used to describe articles that were written by clinicians presenting their opinions or individual cases that did not include any quantitative data. “Review” was used to describe articles that discussed existing published data, whether systematic or nonsystematic, while not presenting any new quantitative data from new study participants. “Empirical” was used to describe articles that presented new quantitative data. Additional subcategories were included for descriptive purposes only (see Figure 3). Cohen's kappa 60 calculated using R library irr 61 was high (k = 0.90, z = 14.4, P < 0.0001) 61. There was a significant relationship between the publication year and publication type, χ2(4) = 10.1, P = 0.04, Φ = 0.26 (see Figure 4). While the number of publications on hypersexuality generally rose from year to year, the proportion of articles that was empirical relative to the proportion of articles that was review articles fell between 2011 to 2012 (χ2(1) = 5.0, P = 0.04, Φ = 0.18) and 2012 to 2013 (χ2(1) = 4.8, P = 0.03, Φ = 0.18). The experimental portion of those empirical articles was very small (see Figure 3). Taken together, the oft‐repeated link between ED and VSS might be perpetuated by data‐poor literature.

Types of publications addressing hypersexuality from 2011 to 2013. DSM = Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders.

A secondary analysis approach was taken to provide the first data directly investigating the potential impacts of VSS, and limitations are inherent in such an approach. There were relatively fewer individuals with data on the measure of sexual functioning with a partner. This raises the possibility of a statistical error, where a small effect may be undetectable. The 127 men included in this analyses were sufficient to detect an effect, conservatively estimated using analysis of variance assumptions, down to f = 0.28 at 1‐β = 0.8 and α = 0.05. Examination of these raw data suggested that current data pattern actually was suggestive of patterns of lesser erectile problems with more VSS use, so it appears a larger sample would be very unlikely to switch the direction of this effect. Also, these data are consistent with clinical reports that men reporting problems with hypersexual behaviors deny ED 14. Another limitation of these data is that no physiological genital response data were included to support men's self‐reported experience. While men's genital and self‐reported sexual arousal typically correspond strongly 62, measures of genital response would offer additional support of the patterns reported by the men. Additionally, it is unclear to what extent viewing sexual films in a laboratory that were not self‐selected and were time‐limited reflects VSS viewing behaviors in the home environment. Such a strategy should have decreased sexual arousal, because the VSS used had a small breadth of behaviors, lower novelty, and did not progress to very high arousal states such as orgasm. While it would be worthwhile to characterize more naturalistic viewing behaviors, the pattern observed in this laboratory study was opposite of the issues (e.g., high stimulus novelty) those data might test. Finally, it is worth reiterating that these data did not include hypersexual patients. Results are probably best interpreted as limited to men with normal, regular VSS use. It would be useful to recruit men stratified on VSS use to very high ranges to characterize whether this benefit of VSS actually may be curvilinear (i.e., become detrimental at very high use).

The type of erectile problem(s) associated with VSS has not been specified. Getting versus maintaining an erection appears to be dissociable processes 63. It may be that some aspect of erection is affected that was not surveyed. These data may reflect erection attainment (i.e., sexual arousal in response to brief sexual films) and maintenance (i.e., IIEF item “During sexual arousal, how difficult was it to maintain your erection to the completion of intercourse?”). However, perhaps the erections took longer to reach maximum rigidity or were less rigid, or self‐reported sexual arousal does not reflect erections as strongly in those who view more VSS. It would be useful in the future to assess erection maintenance directly.

Regular VSS use could facilitate erectile functioning in a number of ways. Regular VSS use may prime sexual thoughts and, hence, sexual response. For example, viewing VSS led to men in one study recalling more of the physical features of the female experimenter than those men who had viewed a neutral film 64. VSS also may serve an education function that promotes sexual responses. For example, men who view VSS more also engage in more oral and anal sex 65. VSS may suggest or normalize sexual behaviors, providing a wider repertoire of stimuli for which men may experience desire. Finally, VSS use has been associated with more positive attitudes about sex 66. If this is causal from VSS use, VSS use might be reducing some anxieties about sexual interactions that are a common cause of erectile problems.

Un cordiale saluto.

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