Se ho anche un'ernia iatale, la terapia per il reflusso cambia?

Dr. Andrea FavaraData pubblicazione: 23 aprile 2012Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2017

Un lavoro interessante proveniente dalla Cina ha voluto verificare se la presenza di un’ ernia iatale modifica l’ efficacia della terapia con inibitori della pompa protonica (omeprazolo e derivati) nel controllo della malattia da reflusso gastroesofageo.

Nei pazienti studiati, la diagnosi è stata posta mediante phmetria delle 24 ore e gastroscopia con conferma radiografica in caso di presenza di ernia iatale.

A tutti i pazienti con reflusso patologico è stata proposta terapia con esomeprazolo 40 mg al giorno per quattro settimane e al termine della terapia è stata eseguita un nuova phmetria.

In caso di risultato patologico è stato consigliato un altro ciclo di quattro settimane di terapia questa volta pero’ con 80 mg al giorno di esomeprazolo con ulteriore verifica phmetrica al termine.

Nei 76 pazienti studiati, 13 dei quali con ernia iatale si è verificato che nei pazienti senza ernia iatale la terapia a dosaggio standard aveva risolto il problema nel 90.5% dei pazienti ma solo nel 53% di quelli con associata ernia iatale mentre la terapia a dosaggio raddoppiato ha controllato il reflusso in tutti i pazienti.

Il dato è coerente con le conoscenze attuale secondo le quali che la presenza di ernia iatale ostacola lo svuotamento esofago gastrico, comporta un ‘ allargamento del cardias riducendone la continenza e funziona da serbatoio per l’ acido che refluisce in esofago con gli atti deglutitori.

In questi pazienti risulta inoltre è maggiore il reflusso notturno.

Gli Autori riconoscono che il numero di pazienti studiati è limitato e che i pazienti cinesi che hanno partecipato al lavoro possono fornire risultati differenti da pazienti occidentali in quanto è noto che queti ultimi hanno una capacità secretoria acida gastrica superiore.

Il risultato è tuttavia interessante e conferma l’ impressione clinica quotidiana, avvalorando quindi l’ ipotesi che in presenza di ernia iatale associata a malattia da reflusso, possa essere necessario un dosaggio maggiore di inibitore di pompa protonica per ottenere un risultato soddisfacente.

 

J Gastroent Hep, 27,5,893-898 May 2012 (adv publ)

Autore

andreafavara
Dr. Andrea Favara Gastroenterologo, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo generale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Universita' Studi Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31610.

17 commenti

#1

in caso di reflusso gastroesofageo con ernia iatale,per quanto tempo deve essere usato l'inibitore di pompa protonica? Sine die ?

#2
Utente 212XXX
Utente 212XXX

Buon giorno Dottore
10 anni fà sono stato ricoverato per lacerazione dell’esofago mi ero curato con farmaci da banco
mi hanno diagnosticato un esofagite di grado A ed ernia iatale da scivolamento 4 cm
dimesso con cura per 3 mesi con nexium 40mg per poi altri due mesi nexium 20mg
cosi ho fatto per un periodo, sono stato bene e il mio medico mi disse che devo prendere il nexium 20mg a vita
dopo un anno sempre con fastidi digestivi a volte anche bruciori raddoppiavo la dose .
per farla breve in questi anni ho eseguito 5 gastroscopie per avere la diagnosi ernia iatale da scivolamento esofago e duodeno indenni.
Oggi uso pantopranzolo teva ,soffro ancora di reflusso ho dolori al torace ora è due mesi che ho dolori al fianco sinistro sotto l ultima costola e quando sento quel fastidio si irradia al centro dello stomaco e alla pancia a volte al contrario dalla pancia allo stomaco , il medico mi ha detto che dipende tutto dallo stomaco e digestione considerato che la cura della pantopranzolo non è piu sufficiente occorre fare l’intervento.
Ho pensato alla celiachia !!!!!
Ho bisogno di altri consigli e soprattutto è necessario l’intervento ?
Grazie
Roberto

#3
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Purtroppo il quadro clinico che descrive non è di immediata interpretazione e mi risulta difficile darle un' indicazione a distanza, credo tuttavia che chi la segue personalmente abbia tutti gli elementi per consigliarle la soluzione migliore. In casi di dubbio nulla vieta chieda una seconda opinione. Auguri!

#4
Utente 308XXX
Utente 308XXX

Salve. Alcuni mesi fa ho iniziato ad accusare un intenso dolore retrosternale che nell'arco di un paio di settimane si è trasformato in forte bruciore localizzato al centro del torace. La gastroscopia ha evidenziato la presenza di una ernia iatale di piccole dimensioni. Ho assunto (su indicazione del medico di base) Lucen 40mg per una settimana + Lucen 20mg per una settimana prima della gastroscopia senza avere benefici definitivi. Dopo la gastroscopia ho effettuato un ciclo di 30gg con una compressa da 40mg tutte le mattine 30 minuti prima di colazione (sempre su indicazione del medico di base) seguito da una assunzione costante di Gaviscon 2-3 volte al dì. La terapia ha ridotto fortemente il dolore ma, soprattutto da quando ho fatto la gastroscopia, soffro di un reflusso significativo specialmente al risveglio al mattino. A distanza di circa due mesi, poiché il reflusso non migliorava sono tornato dal gastroenterologo che ha diagnosticato un "verosimile colon irritabile" per i quale mi è stato prescritta una terapia con Levobren 25mg, fermenti lattici e gastrotuss (in sostituzione del gaviscon). In tutto ciò io continuo a svegliarmi con la gola irritata presumibilmente a causa del reflusso acido. Ho quattro domande (spero non siano troppe)

(1) E' possibile che una gastroscopia eseguita maldestramente possa peggiorare il reflusso gastroesofageo?

(2) Premesso che in questi mesi ho provato a controllare il reflusso modificando la mia dieta (con associato calo di peso di quasi 10kg) e che nonostante il cambio di dieta, il calo di peso e la terapia farmacologica il reflusso mattutino continua ad essere significativo, cosa posso fare per tentare di ridurre il problema?

(3) Poiché esiste una correlazione positiva fra malattia da reflusso e l'esofago di Barret, con quale frequenza è consigliato effettuare la gastroscopia? Tenga in considerazione che a mio padre venne diagnosticato un adenocarcinoma cardias a un anno di distanza dalla diagnosi dell'esofago di barret (con istologico negativo).

(4) C'è un collegamento fra l'attività fisica e la malattia da reflusso gastroesofageo? E' possibile ridurre i sintomi cambiando stile di vita e/o aumentando l'attività sportiva?

#5
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Questa non è la sezione dedicata del sito per porre quesiti. In sintesi tuttavia le rispondo:
1) assolutamente no
2)probabilmente esami di II livello tra i quali una phimpedenziometria esofagea
3)Dipende dalle caratteristiche del Barret, che se ho capito bene nel suo caso non c'è
4) No, ma il calo ponderale lo riduce e una corretta alimentazione lo riduce

Prego

#6
Utente 308XXX
Utente 308XXX

Gent. Dott. Favara,

la ringrazio per la riposta. Adesso cerco di capire qual è la sezione dove porre questi quesiti.

Grazie

#7
Utente 458XXX
Utente 458XXX

Salve ho 26 anni sono alto 1,70 e peso 53 kg da un paio di anni soffro di ernia iatale con gastrite cronica praticamente un calvario....I sintomi non li so spiegare bene;bruciore solo quando non prendo il pantorc pesantezza tachicardia dopo mangiato e sopratutto il sintomo più devastante è la digestione lenta,anche se dire lenta è dire poco.....qualsiasi cosa mangio sono pesante da I biscotti secchi oro saiwa a pasta al sugo....come mi devo comportare ormai non mangio più...e ciò mi limita la vita come ad esempio stasera sono uscito e sono tornato a casa subito perchè faceva freddo 20°....a casa mi sono dovuto coprire e avevo la sensazione che il cuore si fermasse per mezzo secondo per poi ripartire per una decina di volte in un minuto.....vi prego datemi dei consigli....

#8
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Probabilmente e' necessario un approfondimento diagnostico e una modifica di terapia su indicazione di uno specialista al quale le consiglio di rivolgersi. Prego.

#9
Utente 458XXX
Utente 458XXX

Grazie stanotte ero un po nel panico mi scusi I modi....ho seguito 3 gastrointerologi e nessuno riesce a capire....mi è stato segnato di prendere il peridon per il problema della pesantezza che però io non ho mai preso poichè ho avuto problemi con il cuore 2 anni fa risolto con ablazione....secondo lei posso prenderlo ?....grazie e scusi il disturbo!

#10
Utente 520XXX
Utente 520XXX

BUONGIORNO, HO FATTO LA GASTROCOPIA E LA DIAGNOSI E' : ESOFAGO REGOLARE RISALITA RISPETTO ALL'ADITUS DIAFRAMMATICO DI 3 CMM X ERNIA JATALE CON CARDIANS COSTANTEMENTE BEANTE. DUE EROSIONI LATERALI > 5MMCON FIBRINA ADESA DUBBIA ISOLA DI MUCOSA ECTOPICA IN CONTESTO DI FLOGOSI. BUOBO E DLL REGOLARI .
MI PREOCCUPA LA CONCLUSIONE ESOFAGITE DI GRADO B TERAPIA PANTROC 40 MG . EVENTUALI BIOPSIE SE SI CONFERMA BARRET DOPO A VER ELIMINATO LA FLOGOSI.

#11
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

E' indicata una terapia e controlli endoscopici periodici. Prego.

#12
Utente 525XXX
Utente 525XXX

Grazie per l'articolo e le risposte che sono d'aiuto a chi vuole capirne sempre di più.
Dall'ernia iatale da scivolamento si può guarire, farmacologicamente? da quanto ho letto in rete sembrerebbe di no. Mentre a consulto con il mio gastroenterologo mi è parso di capire che potrebbe essere reversibile.

#13
Utente 458XXX
Utente 458XXX

Salve sono un ragazzo di 27 anni e da circa 4 anni soffro di problemi di stomaco ho fatto 3 gastroscopie tutte con lo stesso esito:" piccola ernia iatale ulcera cicatrizzata gastropatia" il problema mio e che qualsiasi cosa io mangi mi sento pieno per almeno 4 ore anche se mangio 2 semplici fette biscottate e ho sempre bisogno di espellere aria eruttando e non riesco mai e quando ci riesco dopo 3 ore aver mangiato mi risale il cibo...cosa devo fare? Premetto che prendo pantorc da 40 mg 2 volte a settimana e tutti I giorni levusulpiride 10g 3 volte al giorno...Grazie delle possibili risposte!!

#14
Utente 458XXX
Utente 458XXX

Mi sto devvero preoccupando peso 50 kg per 1,70 di altezza sto tendendo a non mangiare più per non avere questi sintomi non so piu che fare !!

#15
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Puo' essere una disbiosi, senza preoccuparsi ne parli con un gastroenterologo. Prego.

#16
Utente 458XXX
Utente 458XXX

La ringrazio tantissimo per la risposta...ne parlerei volentieri con il gastroenterologo ma ogni volta vengo messo da parte da loro non mi seguono e quindi poi tendo ad agire di testa mia e sicuramente complico la situazione....evidentemente mi prendono per matto!!....Volevo solo sapere questa possibile disbiosi può essere pericolosa ? si può curare?... Grazie mille per l 'attenzione

#17
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Certo. Puo' sentire una seconda opinione. Prego.

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