Reflusso gastro esofageo: un nuovo farmaco, il baclofen

Dr. Andrea FavaraData pubblicazione: 10 maggio 2012Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2017

Il baclofen è un farmaco noto da tempo, sintetizzato in Svizzera nel 1962 ed utilizzato storicamente per la terapia dell’ epilessia e successivamente nei disordini del movimento con prevalente spasticità secondari a lesione midollare paralisi cerebrale e nella sclerosi multipla.

Un recente lavoro statunitense ne ha verificato l’ efficacia e la sicurezza nella terapia della malattia da reflusso, per le sue capacità di aumentare il tono dello sfintere esofageo inferiore, nota concausa della malattia da reflusso.

43 pazienti noti portatori di malattia da reflusso con phmetria delle 24 ore patologica sono stati divisi in due gruppi. Al primo è stato somministrato un placebo ed al secondo il farmaco per due settimane consecutive.

Una verifica manometrica, phmetrica ed un questionario relativo ai sintomi è stato somministrato prima e dopo il trattamento.

Nei pazienti che hanno completato lo studio, il ph medio, la percentuale di episodi di reflusso in stazione eretta la percentuale di tempo con ph esofageo inferiore a 4, il numero degli episodi di reflusso totali, postprandiali, superiori a 5 minuti di durata, sono stati significativamente inferiori nel gruppo che ha assunto il farmaco nel quale i pazienti hanno anche riferito meno eruttazioni e rigurgiti. I pazienti del gruppo al quale è stato somministrato il placebo però hanno riferito comunque meno bruciore retrosternale, e dolore toracico e non è stata identificata una differenza significativa nei parametri riferiti al reflusso in posizione supina, quindi notturno.

L’ effetto collaterale maggiore noto del farmaco è la sonnolenza indotta che però è stata tale da richiedere la sospensione del trattamento in soli due pazienti.

L’ impressione quindi è che l’ effetto del farmaco sia più significativo nei pazienti con prevalente reflusso diurno in posizione eretta con frequenti episodi di riduzione del tono dello sfintere esofageo inferiore.

Essendo efficace il trattamento della malattia da reflusso con gli inibitori di pompa protonica, il farmaco potrebbe avere un ruolo complementare nei pazienti dove la somministrazione di omeprazolo o derivati non ottiene un risultato ottimale o sia controindicata.

L’ utilizzo del farmaco per questa indicazione non è tuttavia ancora approvato dalla FDA negli Stati Uniti e pertanto il suo impiego è ancora in fase di studio.

 

Alim Pharm & Therapeutics,2012;35(9):1036-44

Autore

andreafavara
Dr. Andrea Favara Gastroenterologo, Chirurgo apparato digerente, Colonproctologo, Chirurgo generale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 presso Universita' Studi Milano.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 31610.

4 commenti

#1
Dr. Alessandro Scuotto
Dr. Alessandro Scuotto

In uno studio (21 pazienti) pubblicato a marzo di quest'anno https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22404184
è stata valutata la terapia con baclofen nel reflusso notturno e gli autori hanno concluso per l'utilità del farmaco, in associazione agli inibitori di pompa protonica, nei pazienti con bruciore retrosternale notturno e disturbi del sonno associati.

Sono del parere che l'introduzione del farmaco in terapia debba avvenire con molta cautela e, appunto, in casi selezionati. E' vero infatti che l'effetto collaterale più frequentemente riscontrato è la sonnolenza, ma la sospensione del baclofen deve essere effettuata gradualmente perché l'interruzione brusca si associa - come riportato nel foglietto illustrativo - a fenomeni di "rimbalzo" con sintomi neurologici e psichici (ansietà, stati confusionali, convulsioni, tachicardia, spasticità...).
La cautela della FDA per l'approvazione terapeutica è, a mio avviso, pienamente giustificata.

#2
Dr. Andrea Favara
Dr. Andrea Favara

Certo Ale, pienamente d'accordo e grazie per le precisazioni che per sintesi ho omesso.
grazie

Andrea

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