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RVO = occlusione venosa retinica

Dr. Diego Micochero Data pubblicazione: 06 marzo 2013

L'occlusuione venosa retinica indica una trombosi della vena centrale della retina che determina un severo peggioramento della funzione visiva.

Il blocco della circolazione venosa che si determina provoca la formazione di emorragie retiniche nonche' di aree scarsamente ossigenate (ischemiche) e/o edema maculare.

L'occlusione puo' interessare la vena centrale (CRVO) oppure solo un ramo di questa (BRVO).

Le cause di questa malattia sono da ricercarsi in anomalie del Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF) che stimola la produzione di vasi anomali con aumento della permeabilita' vascolare: infatti e' dimostrato in letteratura che nei pazienti affetti da CRVO la concentrazione intravitreale di vegf sia' piu' elevata rispetto ai soggetti sani.

L'esordio della malattia e' quasi sempre imrovviso: consiste in un rapido annebbiamento visivo spesso con perdita del campo visivo (scotoma) a volte sino alla completa cecita'; cio' e' dovuto alla presenza di un accumulo di liquido in sede maculare (EDEMA).

La terapia

La terapia consiste in primo luogo nel trattamento delle condizioni generali predisponenti, in secondo luogo nel trattamento dell'ostruzione e delle sue complicanze (terapia antiaggregante, fibrinolisi, trattamento Laser).

Il Ranibizumab, rimborsato in caso di diminuzione visiva per edema maculare secondario a occlusione venosa retinica sia centrale che di branca come da Gazzetta Ufficiale n.285 del 6 dicembre 2012 ha dimostrato una significativa efficacia nel migliorare la visione e la qualita' della vita nel ridurre l'edema maculare.

 

Autore

diegomicochero
Dr. Diego Micochero Oculista

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1982 presso Università di Padova.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Padova tesserino n° 4857.

1 commenti

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Dr. Luigi Marino
Dr. Luigi Marino

Il ranibizumab[2] nome commerciale Lucentis è un anticorpo monoclonale frammento (Fab) derivato dall'anticorpo similare murrino bevacizumab (Avastin). Esso è più piccolo della molecola madre ed è stato realizzato per migliorare l'affinità per la VEGF-A Ha attività antiangiogenica ed è stato approvato per il trattamento della Degenerazione maculare età correlata (AMD) di tipo umido; che è una comune causa di cecità nell'anziano.
Il ranibizumab è stato sviluppato dalla Genentech, ed è commercializzato da questa negli Stati Uniti; mentre altrove da Novartis.
Il ranibizumab si lega ed inibisce una serie di sottotipi del fattore di crescita vascolare endoteliale A (VEGF-A). Questi recettori vascolari VEGF possono innescare la crescita di nuovi vasi, che portano a perdere sangue e liquido (stravaso) nell'occhio (edema maculare).[

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