Elettricità ed occhio secco?

Dr. Luigi MarinoData pubblicazione: 12 settembre 2018

Un aumento dell'attività elettrica nelle mucose congiuntivali dell'occhio può portare a nuovi trattamenti per l' occhio secco. 

Lo studio è pubblicato sull'American Journal of Physiology - Cell Physiology.

L'occhio secco è una condizione spesso causata da un' alterazione del bilancio idrico dell'occhio. 

Uno squilibrio a lungo termine di troppo sale e non abbastanza acqua (iperosmolarità) nello strato di liquido nell'occhio (film lacrimale) può portare a infiammazioni croniche e a danni cellulari che possono diventare irreversibili.

Segnali elettrici estremamente veloci trasportano messaggi in tutto il corpo. 

Questo processo ha un ruolo importante nel modo in cui il corpo risponde a diversi stimoli. 

Non conosciamo ancora perfettamente su come la superficie dell'occhio si adatti allo squilibrio di liquidi nell'occhio secco. 

Donald G. Puro, MD, PhD, dell'Università del Michigan, ha studiato a lungo le risposte bioelettriche delle cellule delle mucose che rivestono le palpebre (cellule caliciformi). Le cellule caliciformi producono proteine chiamate mucine - la base del muco - che aiuta insieme ai limpidi a rallentare l'evaporazione delle lacrime e aiuta a fissare lo strato liquido del film lacrimale all'occhio, mantenendo l'equilibrio del film lacrimale. 

In un modello sperimentale di occhio secco, Puro ha scoperto che l'attività elettrica nelle cellule caliciformi aumenta con l'aumentare della iperosmolarità nel film lacrimale, e questo a sua volta spinge alle cellule caliciformi a produrre più mucine. Questo aumento di tensione elettrica per fortuna è di breve durata. 

Se il rapporto sale-acqua del film lacrimale rimanesse sbilanciato per un tempo lungo molto lungo, l'attività elettrica delle cellule caliciformi tornerebbe ai livelli normali senza produrre ulteriore mucina.

" continui progressi nel chiarire i meccanismi bioelettrici mediante i quali la superficie oculare risponde alla secchezza e all'iperosmolarità dovrebbero fornire nuove strategie per migliorare la terapia e la disabilità visiva nei pazienti affetti da sindrome dell'occhio secco.

 

 

Ulteriori informazioni su 

American Journal of Physiology-Cell Physiology , 2018; DOI: 10.1152 / ajpcell.00077.2018

 

 

Autore

luigimarino
Dr. Luigi Marino Oculista, Medico legale

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso Università degli Studi di FIRENZE.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Milano tesserino n° 35175.

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