Un partenopeo come me, può essere cresciuto nutrendosi di pizza, mozzarella e... film di Totò! Celebre è la scena di "Mezzacapo", che racconta le caratteristiche ambientali del capoluogo lombardo, che poi vengono interpretate da Totò alla sua maniera.

Ebbene, anche la cataratta può essere interpretata da ognuno "alla sua maniera", visto che spesso, pur avendo la cataratta, molti non percepiscono la visione annebbiata, proprio come Totò e Peppino non percepivano la nebbia a Milano, "la nebbia c'è, ma non si vede"!

 

La perdita della qualità visiva con la cataratta si evolve in maniera lentissima, tanto che al paziente, se non si aggrava in misura estrema, sembra sempre di vederci abbastanza bene.

In questo caso, quindi, possiamo dire davvero che quando c'è la cataratta non si vede: il paziente non ci vede bene, ma spesso non se ne accorge nemmeno.

Nella nostra pratica clinica non è raro visitare pazienti che hanno una capacità visiva, con occhiali, che non supera i quattro o cinque decimi ma che, serenamente, affermano di vederci bene.

Chi si contenta gode ma... chi si opera e torna a vedere, spesso gode di più!

L'indice di soddisfazione dell'intervento di cataratta è generalmente molto elevato: i pazienti operati di cataratta (un intervento comunque "serio", da affrontare sempre con molta attenzione) spesso riacquistano il piacere della visione nitida, la percezione dei colori intensi.

Si sentono quindi più produttivi, si muovono più sicuri, dato che vedono meglio gli ostacoli e, come dimostrato da diverse pubblicazioni scientifiche, vivono anche più a lungo.

Se la cataratta c'è, quindi, non si vede. Ma il vostro oculista la può vedere, e aiutare anche voi a vedere meglio!