Consulto medico tra oncologa e giovane paziente sulla terapia ormonale per la prevenzione delle recidive di tumore al seno.

Tumore al seno under 40: prolungare la terapia ormonale oltre i 5 anni dimezza il rischio metastasi

Uno studio internazionale coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e dall'Università di Harvard, appena pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, segna un punto di svolta nel trattamento delle giovani pazienti con tumore al seno. La ricerca dimostra che estendere la terapia ormonale oltre i 5 anni standard riduce drasticamente il rischio di recidive e metastasi.

Carcinoma mammario e rischio di recidiva tardiva nelle pazienti giovani

Per le donne sotto i 40 anni colpite da un carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali (HR+) con coinvolgimento dei linfonodi (node-positive), la gestione post-operatoria è una fase cruciale. Fino ad oggi, lo standard terapeutico prevedeva 5 anni di terapia endocrina adiuvante, spesso supportata dall'uso di analoghi LHRH per indurre la menopausa temporanea e proteggere le ovaie.

Tuttavia, il rischio di recidiva tardiva rimane una preoccupazione costante. Lo studio guidato dal Dott. Carmine Valenza (IEO e Harvard/Dana-Farber) ha voluto indagare se il prolungamento di questa protezione potesse fare la differenza.

I risultati dello studio IEO-Harvard: -50% di metastasi a distanza

L'analisi ha coinvolto 501 pazienti che, dopo i primi 5 anni di terapia con analogo LHRH, erano ancora in pre-menopausa e libere da malattia. La coorte è stata suddivisa in due gruppi:

  1. Gruppo eET (Extended Endocrine Therapy): pazienti che hanno proseguito la terapia (Tamoxifene o Inibitori dell'Aromatasi + LHRHa) per una mediana di altri 3,7 anni.
  2. Gruppo di controllo: pazienti che hanno interrotto la terapia dopo i canonici 5 anni.

I dati emersi dal follow-up (mediana di 7,3 anni) sono stati definiti dagli esperti "clinicamente significativi":

  • riduzione delle metastasi a distanza: il rischio di comparsa di metastasi è stato dimezzato, con una riduzione del 51% (HR 0,49).
  • Sopravvivenza libera da malattia invasiva (IBCFS): a 5 anni dal termine della terapia standard, l'85% delle donne nel gruppo di terapia estesa era libera da malattia, contro il 78% del gruppo di controllo.
  • Recidive totali: riduzione complessiva del rischio di circa il 40% (HR 0,63).

"Questo studio colma una lacuna fondamentale nella letteratura medica," commenta il Dott. Valenza. "È il primo a dimostrare il beneficio dell'estensione terapeutica proprio nelle pazienti più giovani che hanno ricevuto l'LHRH-analogo, un gruppo sempre più numeroso a causa dell'aumento delle diagnosi nelle under 40."

Sicurezza e qualità della vita

Un aspetto fondamentale della ricerca riguarda la tollerabilità. Spesso le pazienti temono che prolungare il blocco ormonale possa comportare gravi rischi per la salute a lungo termine.

I risultati rassicurano:

  • gli eventi cardiovascolari maggiori e le fratture ossee sono stati riportati solo nell'1% dei pazienti in entrambi i gruppi.
  • non sono stati evidenziati incrementi significativi di effetti collaterali gravi nel gruppo che ha proseguito il trattamento.

Verso una nuova pratica clinica

La collaborazione tra il team del Prof. Giuseppe Curigliano (Divisione Nuovi Farmaci IEO), del Dott. Marco Colleoni (Senologia Medica IEO) e delle professoresse Ann Partridge e Meredith Regan di Harvard, suggerisce un cambio di paradigma.

Se storicamente la terapia si interrompeva al quinto anno, oggi i medici hanno una solida base scientifica per discutere con le pazienti ad alto rischio (linfonodi positivi) l'opzione di un prolungamento personalizzato della cura.

In sintesi: cosa cambia per la paziente?

  • Chi è interessata: donne diagnosticate entro i 40 anni, con tumore HR+ e linfonodi positivi.
  • La novità: proseguire la terapia ormonale oltre i 5 anni (fino a circa 9-10 anni totali) offre una protezione superiore contro le metastasi.
  • La sicurezza: il profilo di sicurezza del trattamento prolungato è favorevole e non compromette la salute cardiovascolare o ossea nella maggior parte dei casi.

Fonti:

  1. Valenza C, Zheng Y, Milano M et al. Extended endocrine therapy after 5 years of adjuvant LHRH-agonist in premenopausal patients with node-positive hormone receptor (HR)-positive early breast cancer. J Clin Oncol, 2026. DOI https://doi.org/10.1200/JCO-25-01660
  2. Comunicato Stampa Istituto Europeo di Oncologia (IEO), 21 gennaio 2026: Tumore al seno nelle giovani: più cura ormonale dimezza metastasi e recidive
Data pubblicazione: 23 gennaio 2026

Autore

redazione
Redazione Scientifica Medicitalia

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