Malata oncologica con il supporto del familiare

Malati oncologici: in Italia sono 4 milioni, ma i diritti restano spesso sulla carta

In Italia sono circa 4 milioni le persone che vivono dopo una diagnosi di tumore. Un numero in continua crescita, grazie ai progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie. Ma crescere come sopravvissuti non significa automaticamente avere accesso a tutti i diritti previsti dalla legge.

È questo il quadro emerso dal 18° Rapporto FAVO sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato a Roma in occasione della XXI Giornata Nazionale del Malato Oncologico.

Il Piano Oncologico Nazionale: cosa non funziona ancora

Uno dei problemi principali riguarda il Piano Oncologico Nazionale (PON) 2023-2027: la Cabina di Regia prevista per monitorarne l'attuazione non è ancora operativa. Questo organismo avrebbe il compito di:

  • controllare come vengono usate le risorse;
  • verificare i risultati delle cure nelle varie regioni;
  • ridurre le disuguaglianze territoriali nell'accesso alle terapie.

Anche il Coordinamento delle Reti Oncologiche Regionali è fermo. Il risultato? Liste d'attesa più lunghe e cure non uniformi in tutto il Paese.

Condizioni dei malati oncologici in Italia: rapporto FAVO 2025

La partecipazione dei pazienti alle reti oncologiche

Nonostante un accordo Stato-Regioni del dicembre 2025 definisca le regole per il coinvolgimento delle associazioni di pazienti nei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), la situazione è ancora molto disomogenea:

  • in alcune regioni le associazioni partecipano attivamente;
  • in altre sono quasi del tutto escluse;
  • manca un modello nazionale condiviso,

La partecipazione dei pazienti non è un privilegio: è un atto di democrazia sanitaria. L'esperienza diretta della malattia porta un contributo che nessun professionista può sostituire.

Il peso economico del cancro sulle famiglie: la tossicità finanziaria

Il cancro non è solo una malattia: è anche un problema economico. Secondo il Rapporto FAVO, molte famiglie si trovano a sostenere spese significative che il SSN non copre:

  • spostamenti per cure in altre città o regioni (mobilità sanitaria forzata);
  • visite ed esami privati per ridurre i tempi d'attesa;
  • assistenza domiciliare non rimborsata;
  • perdita di reddito del paziente o del caregiver.

Una soluzione possibile è il welfare aziendale, con servizi come supporto psicologico, consegna farmaci a domicilio e percorsi di reinserimento graduale nel lavoro.

Cosa fa FAVO per i malati oncologici

FAVO rappresenta oltre 200 associazioni federate, 25.000 volontari e 700.000 iscritti in tutta Italia. Il suo obiettivo è trasformare le esigenze dei pazienti in proposte concrete per le istituzioni, contribuendo a migliorare le condizioni assistenziali dei malati oncologici a livello nazionale.

Per approfondire:L'importanza del volontariato nelle cure palliative

Le nuove tutele per i lavoratori oncologici: cosa prevede la Legge 106/2025

Sul fronte lavorativo, nel 2025 è entrata in vigore la Legge n. 106 del 2025, che introduce nuove garanzie per chi soffre di patologie oncologiche, invalidanti o croniche. Tra le misure previste:

  • permessi retribuiti per visite mediche, esami e terapie;
  • maggiori tutele per i lavoratori con patologie croniche;
  • supporto al reinserimento lavorativo dopo la malattia.

Per approfondire:Oblio oncologico: la legge contro le discriminazioni

Exercise oncology: perché l'esercizio fisico fa parte della cura

Nel 2025 in Italia sono state stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore. Accanto alle terapie tradizionali (chirurgia, radioterapia, farmaci), cresce l'evidenza scientifica sull'importanza dell'attività fisica durante e dopo le cure.

I benefici documentati includono:

  • miglioramento della capacità cardiorespiratoria e della forza muscolare;
  • riduzione della fatigue oncologica;
  • migliore qualità della vita e benessere psicologico;
  • in alcuni casi, miglioramento della sopravvivenza.

Lo studio CHALLENGE, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato un miglioramento della sopravvivenza nei pazienti con tumore del colon che seguivano programmi strutturati di esercizio fisico.

In Italia, però, l'integrazione dell'esercizio fisico nei percorsi oncologici è ancora limitata e non uniforme. Solo alcune regioni hanno attivato le cosiddette "palestre della salute", mentre paesi come Regno Unito, Germania e Paesi Bassi dispongono già di modelli nazionali consolidati.

Sigarette elettroniche e tumori: il rischio nascosto tra i giovani

Il Rapporto FAVO lancia un allarme sul consumo di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato tra adolescenti e giovani adulti. I dati principali:

  • negli ultimi 5 anni il consumo tra i giovanissimi è triplicato;
  • gli aerosol contengono sostanze cancerogene, mutagene e metalli pesanti;
  • la nicotina assunta prima dei 25 anni danneggia lo sviluppo cerebrale, in particolare le aree legate all'attenzione e al controllo degli impulsi.

Il marketing accattivante di questi prodotti punta sui giovani, inducendo dipendenza e aumentando il rischio oncologico a lungo termine.

Vaccinazioni nei pazienti oncologici: copertura ancora insufficiente

Chi soffre di un tumore è spesso più vulnerabile alle infezioni e le vaccinazioni possono ridurre il rischio di complicanze gravi e ospedalizzazioni. Tuttavia in Italia i tassi di copertura vaccinale nei pazienti oncologici restano al di sotto degli obiettivi raccomandati dalla letteratura scientifica internazionale.

Per migliorare la situazione, gli esperti chiedono di integrare l'offerta vaccinale direttamente nei percorsi di cura oncologici, anche con ambulatori dedicati nelle strutture ospedaliere.

Per approfondire:Screening oncologici: troppe diagnosi mancate per scarsa adesione

Data pubblicazione: 18 maggio 2026

Autore

redazione
Redazione Scientifica Medicitalia

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