Avere figli allunga la vita

Dr.ssa Sabrina CamploneData pubblicazione: 16 dicembre 2012

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Le coppie che non hanno figli corrono un rischio maggiore di morire prematuramente, tuttavia l'adozione può ridurre questa possibilità.

Questo il risultato di un nuovo studio dell'istituto danese Aarhus University, del professor Esben Agerbo e pubblicato sul Journal of Epidemiology e Community Health, che suggerisce come avere figli, sia propri che adottati, possa favorire anche una vita più longeva, specialmente nelle donne.

Un dato importante, considerando che il numero delle famiglie senza figli è in continuo aumento. Le previsioni per il 2030 del Rapporto biennale dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia, lo confermano: se oggi ci sono 23,4 milioni di famiglie con 2,6 individui per nucleo, per gennaio 2030 le famiglie saranno 25,6 milioni, ma il numero medio di individui per nucleo scenderà a 2,4.

I comportamenti rischiosi, come l'abuso di alcol e droga, i casi di depressione o altre malattie psichiatriche e i problemi fisici legati all'infertilità sono alcune delle cause possibili dell'aumento dei tassi di mortalità precoce.

Lo studio, spiega Agerbo, è stato un "esperimento naturale", perché analizza solo dati provenienti da coppie che volevano un figlio e hanno fatto ricorso alla fecondazione in vitro.

Il motivo della relazione tra l'essere senza figli e una morte prematura, in realtà, non è chiaro, ma tra le donne che non sono riuscite a concepire il tasso di morte prematura per malattie cardiovascolari, tumori o incidenti era 4 volte più alto rispetto a chi era riuscito a diventare genitore, mentre era del 50% più basso tra le donne che avevano adottato un bambino.

Quanto agli uomini, i tassi di mortalità precoce erano circa 2 volte superiori tra coloro che non sono divenuti genitori.

Inoltre sono risultate affette da maggiori patologie mentali sia le coppie senza figli propri che quelle adottive, ad eccezione dei tassi leggermente più elevati legati a problemi di droga e alcol solo tra le famiglie senza bimbi.

I ricercatori hanno tratto queste conclusioni analizzando i dati dei registri anagrafici sulla popolazione della Danimarca, relativi a nascite e morti, fecondazione assistita (IVF), ricoveri ospedalieri, contatti con i servizi psichiatrici e le statistiche del mercato del lavoro.

Hanno così studiato 21.276 coppie senza figli che tra il 1994 e il 2008 avevano fatto ricorso alla fecondazione in vitro. Da loro sono nati 15.210, mentre appena 1.564 sono stati adottati.

http://www.adnkronos.com/Salute/Salute/?id=3.1.3970259279

Autore

sabrina.camplone
Dr.ssa Sabrina Camplone Psicologo, Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia nel 1998 presso UNIVERSITA' DEGLI STUDI ROMA .
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio tesserino n° 9426.

3 commenti

#1
Specialista deceduto
Dr. Giorgio Cavallini

Questo ricorda tante cose ad un vecchiaccio come me:
la maternità induce una sorta di "immunizzazione" dalle neoplasie, l' infertilità maschile si associa ad una ridotta aspettativa di vita. Il tutto è stato risolto su base organica, ma sarebbe bello indagare se tale tasso di mortalità varia anche in relazione ad altre componenti: es culturrali: diverso e non avere figli per un musulmano osservante, rispetto ad uno statunitense yuppie e rampanmte.

#2
Dr. Alessandro Scuotto
Dr. Alessandro Scuotto

Sarebbe interessante condurre uno studio per verificare - sulla scorta di quanto affermato sulle adozioni - se il beneficio della mortalità ritardata è esteso anche ai nuovi partner di persone separate o divorziate che hanno avuto figli da un primo matrimonio e non ne hanno di propri.

#3
Dr. Manlio Converti
Dr. Manlio Converti

Aggiungo alla richiesta di Scuotto se ci sono studi nel merito sule famiglie arcobaleno e rainbow (con genitori omosessuali).
Grazie

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