Cosleeping: dormire insieme, ma a pagamento

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 15 giugno 2015Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2015

Sondaggio su informazioni sulla salute, servizi online e Medicitalia.it Partecipa

"L'amore non si manifesta con il desiderio di fare l'amore ma col desiderio di dormire insieme".
L'insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera

La solitudine impera e le mode del momento sembrano lenirla.

Tokyo, nasce il primo locale per il cosleeping, cioè per dormire insieme, ma a pagamento e per di più con perfetti sconosciuti.

Si possono affittare ragazze con le quali poter trascorrere da qualche ora di sonno - il classico riposino pomeridiano - ad un'intera notte di “intimità”, sesso escluso.

A New York, invece, nasce un locale chiamato la Coccoleria, un bar con un grande letto a disposizione degli ospiti, per poter mettere in pratica - io direi in scena - grandi slanci d'affetto e di coccole, ma sempre con estranei.

 

Qualche riflessione

Dal sesso mercenario siamo passati alle carezze a pagamento ed al dormire con sconosciuti in cambio di intimità.

Le mode del momento, come sappiamo, rappresentano uno spaccato del momento storico in cui viviamo e non sono mai avulse dalle reali necessità dell'umanità.

La solitudine impera e spaventa.

Molte persone si definiscono single per scelta, ma in realtà sono soli per necessità.

La vita online, lentamente ma costantemente, prende il posto di quella offline.

  • Un'affettuosità a pagamento che valore può mai avere?
  • Siamo certi che le sensazioni provate siano le stesse di una carezza spontanea?
  • Il sapere che le cure siano a pagamento, non toglie valore alla carezza?
  • Siamo davvero destinati a comprare un abbraccio?
  • Una carezza in affitto produce davvero effetti benefici su psiche e soma?
  • Ed il dopo? Quanto durerà - se mai funzionerà - il beneficio del l'abbraccio in affitto?

Il rischio è una condizione di estrema solitudine e di assoluta consapevolezza della stessa.

 

Significato simbolico delle carezze e del sonno condiviso

Il bambino viene cullato dal liquido amniotico, sente le carezze già in utero.

Quando nasce, il primo contatto è con la madre che con cura ed amore lo nutre, lo scalda, lo accarezza e lo protegge dal mondo esterno.

Le mani di chi accudisce, il suo odore ed il suo sapore, hanno un significato unico, di vitale importanza; poi - pian piano, ma mai del tutto - il bambino si allontana dal contatto diretto e corporeo e le carezze si trasformano in “carezze simboliche”: la carezza si trasforma in parola, parola di conforto e di sostegno psicologico.

Il nostro rapporto con questo speciale tipo di “nutrimento” (le carezze) così simbolico, caratterizzerà poi il nostro modus operandi futuro, la nostra modalità di toccare - o non toccare - e di ricercare - o temere - le mani di chi amiamo, il nostro “imprinting sensoriale”.

Il reale significato delle carezze è ben altro: è la cura, il contatto di pelle e di anime.

Che trattasi di madre e figlia, di partners che si amano o di amici che si vogliono bene, le carezze hanno un significato di scambio e di dono.

Il pagamento, nel caso dell'affettività, è veramente fuori luogo e toglie valore ad ogni possibile gesto che, per essere affettuoso, dovrebbe essere spontaneo e seguire un'emozione.

Ogni gesto intimo, capace di regalare una sensazione positiva, dovrebbe passare dal legame e dall'affettività, non sono certa che il pagamento abbia gli stessi effetti terapeutici correlati al dimensione della “cura”.

Mille amici su Facebook, altrettanti Twitter, una vita online che supera e sovrasta quella reale.

Forse queste iper connessioni - alla lunga - generano della “lacune sensoriali”.

La pelle, un organo altamente simbolico, rappresenta il confine tra dentro e fuori, tra le nostre emozioni ed il mondo esterno, tra l'inconscio e gli altri esseri umani.

Dormire - essere rapiti dalle braccia di Morfeo - obbliga a perdere il controllo, l'inconscio prende il posto della coscienza e l'attività onirica di quella cognitiva e diurna.

Per lasciarsi cullare dal sonno e dalle braccia di un ipotetico partner - anche a noleggio - è indispensabile che ci sia una buona dose di confidenza, scaldata dalla fiducia ed anche la capacità di lasciarsi andare alla vulnerabilità del sonno, affinche non ci siano resistenze e meccanismi di difesa.

Si dorme accanto ad un partner, solitamente, quando lo si conosce bene, quando si ha fiducia in lui, soltanto così ci si può abbandonare del tutto, senza remore e senza la paura di esserne traditi: il "sonno condiviso" obbliga alla fiducia ed all’Amore.

Il sonno ci riporta alle terre dell'infanzia, alle regressioni del mondo dei sogni e rivela di noi fragilità e paure.

Durante l’infanzia il bambino, per transitare al sonno senza ansie e paure, aveva bisogno della presenza rassicurante della figura materna, così, da adulto, dormire con il partner rievoca le stesse sensazioni di protezione e di calore che, in situazioni di reale intimità, facilitano e migliorano il sonno.
Credo che non ci sia sensazione più intensa di quella provata quando si dorme con chi si ama davvero.

 

 

 

 

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

5 commenti

#2
Utente 326XXX
Utente 326XXX

Davvero un intervento degno di nota e mai poteva essere piu appropriato in un epoca in cui si parla solo di smartphone,computer e profili Facebook come se fossero la soluzione a tutti i mali del mondo era ora che qualcuno ricordasse l'importanza di una carezza e del contatto umano.
Peraltro il suo modo di scrivere, seppur in modo semplice e facilmente comprensibile fa provare delle sensazioni uniche e leggendo questo articolo tornano alla mente le carezze di mamma.
Perciò complimenti per aver portato alla luce una questiibe della quale si dovrebbe parlare di piu e averlo fatto con tale naturalezza e sensibilità.
P.s la società di oggi è davvero triste...tante persone ( forse troppe) sole fuori e tristi dentro.

#3
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Utente,
Grazie per le sue riflessioni e per i suoi apprezzamenti, sempre molto graditi da noi clinici.
Un cordiale saluto.

#4
Utente 312XXX
Utente 312XXX

In un mondo in cui dilagano prostituzione, turismo sessuale e via dicendo il sonno a pagamento mi fa quasi tenerezza...

La Sua riflessione è pertinente e molto interessante, però sempre meglio il sonno a pagamento che il sesso a pagamento (non credo siano incommensurabili perchè ci si riferisce in entrambi i casi a compravendite di intimità). Entrambi artificiali e privi di valore affettivo, quindi in un certo senso psicologicamente castranti, certo, però nel primo caso si evitano rischi di gravidanze ed è potenzialmente meno traumatico per il patner che alcune volte è forzato dalle circostanze (mi riferisco alle donne/uomini costrette/i a prostituirsi). Socialmente meno pericoloso, individualmente meno traumatico.
Nell'ottica squallida dell'affettività finta e a pagamento il sonno finto è più sicuro del sesso finto (non credo si possa parlare di un bisogno maggiore nel secondo caso, visto che di astinenza non è mai morto nessuno, più che di un atteggiamento psicologicamente e culturalmente influenzato).

Insomma, questa riflessione è pertinente ma andrebbe fatta in primis per il sesso. Se si accetta che la prostituzione è ineliminabile, a me disturba meno l'idea che una/un professionista a pagamento sia costretto/si costringa a fornire sonno piuttosto che atti sessuali. Il che è solo una magra consolazione, ma come si è scritto viviamo in una società in cui la solitudine dilaga e le persone che non sono in grado di gestirla in alcuni casi acquistano questi generi di intimità a pagamento.

Aggiungerei un'ulteriore riflessione. Dato che le mode rispecchiano l'immaginario "pseudo" collettivo ma anche viceversa, incrementare un dibattito (che sarà implicitamente conseguente al diffondersi di questa pratica) sul valore/non valore del "dormire insieme" a pagamento può incrementare l'attribuzione di un valore al "dormire insieme" di per sè, non necessariamente legato ad un contesto di coppia, che mi pare sia una scelta che non è minimamente presa in considerazione negli incontri occasionali, le cosiddette "avventure"; mi sembra che tendenzialmente gli uomini siano portati a provare a fare sesso sempre o quasi per partito preso (poi magari si scoprono dell'altra sponda, ma l'importante è essere mainstream) e molte donne siano spinte a fare sesso per partito preso: mi chiedo quanto questo comportamento sia influenzato dalla moda del liberismo sessuale.
Moda per moda, Impiantarne una nuova e alternativa, la moda del sonno take away, fa ridere, fa inorridire, però può essere utile per provare a soppiantare la precedente e dare un tono più delicato e meno rischioso a contesti di "coppia" a "pagamento" già di per sè effimeri.

Insomma, sarebbe meglio che non ci fosse il coseleeping, ma prima ancora sarebbe meglio che non ci fosse la prostituzione (azzarderei a dire anche i comportamenti sessuali culturalmente influenzati). Ma essendo un dato di fatto che questi ultimi dilagano, meglio optare per il meno peggio. Oppure inserirei la Sua riflessione in un dibattito più ampio che li includa tutti.

Grazie per l'articolo, un cordiale saluto.


#5
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Utente,
La ringrazio per le sue riflessioni acute e sfaccettate che mi offrono l'opportunità di scrivere ancora qualcosa su questo tema.

Il "dormire insieme" non è sempre facilissimo e, soprattutto, non è per tutti - ed a parte la dimensione a pagamento - obbliga ad una dimensione di reale intimità.
La pelle del partner, il suo calore, odore ed il suo respiro - quando si ama davvero - sono i migliori amici del sonno e della notte che verrà e rappresentano un reale contenimento affettivo.
Ci sono molte coppie però, che pur dormendo insieme, non si sfiorano nemmeno con un dito, dividono il materasso in maniera assolutamente asettica e geometrica, come se lo spazio condiviso fosse in realtà uno spazio pericoloso ed "eccessivamente intimo".

Il pagamento del sonno - solitudine a parte e moda del momento - non credo sia una pratica attuabile per tutti.

Dormire insieme dipende da troppe variabili simboliche e concrete, è un vero caleidoscopio di sensazioni.

Non è possibile passare dalla pelle al cuore - nemmeno a pagamento e per poche ore, ancor di più con perfetti sconosciuti - solitamente è invece indispensabile attraversare la mente ed il cuore, per arrivare poi al corpo.

Per quanto riguarda il sesso mercenario, credo che la situazione sia differente: capita frequentemente che Eros ed affettività siano regolamentate da un meccanismo di "scissione".

"Ci sono uomini che amano donne che non desiderano e desiderano donne che non amano", scriveva il buon vecchio Freud; quindi è possibile fare sesso a pagamento e che funzioni anche.

L'amore è un'altra cosa!

Per quanto riguarda la possibilità di un dibattito sul "valore o non valore" del dormire insieme a pagamento da lei proposto, la ritengo davvero un'ottima idea, metto a disposizione questo spazio del blog.

Un cordiale saluto


A proposito di dormire insieme, allego un'altra lettura sull'intimità di pelle e di cuore...

http://www.valeriarandone.it/articoli/329-un-matrimonio-felice-dormite-nudi/

Commenti degli utenti: aperti!
Commenti dei professionisti: aperti!

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Guarda anche affetto 

Vuoi ricevere aggiornamenti in Psicologia?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.

Contenuti correlati