Internet migliora o peggiora il rapporto medico/psicologo paziente?

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 08 gennaio 2016

Sondaggio su informazioni sulla salute, servizi online e Medicitalia.it Partecipa

Gli smartphone ed i tablet, sono sempre più presenti nella vita degli italiani e vengono sempre di più adoperati per le più svariate funzioni: per stare accanto a chi vogliamo bene, accorciando le distanze, e per navigare su Internet.

La rete viene consultata per tutto, dalle ricerche alla vacanza last minute ed alle ricette di cucina, fino ad arrivare a notizie relative ad un tema – che tocca corde emotive profonde - che sta molto a cuore a tutti noi: la salute.

Il tema "salute" obbliga ad interrogarci su più fronti ed a più livelli, anche perché la salute non è disgiunta dalla persona sofferente e dal medico che cura, così come non è disgiunta dalla "relazione medico-paziente" e dal concetto di "aderenza terapeutica".

Per aderenza terapeutica si intende la capacità da parte del paziente di accettare la terapia proposta dal medico, calibrata in base della sua unica storia clinica ed emozionale.

Spesso, mediante la rete ed i consulti online, i nostri utenti desiderano essere rassicurati sul percorso intrapreso e rinforzati in merito alla scelta effettuata, oppure condividono con noi qualche momento di solitudine o di difficoltà di percorso terapeutico.

 

Il Corriere della Sera il 1° Dicembre scorso si è posto le seguenti domande:

  • Che cosa ne sarà del rapporto umano e diretto tra il paziente e il proprio medico?
  • I pazienti sostituiranno il medico con la tecnologia?
  • O i medici delegheranno alla tecnologia la parte informativa, educativa e comunicativa del loro lavoro?
  • L’uso di Internet e della tecnologia può danneggiare il rapporto tra medico e paziente?

 

Tantissime domande, tutte dalle infinite chiavi di lettura.

I consulti online, per esempio, regalano la possibilità all'utente di parlare con medici o psicologi anche all'interno dello stesso consulto, ricevendo la sensazione di un'integrità somato-psichica, anche online, per decidere con calma e con qualche dato - o articolo scientifico - in più, quale percorso intraprendere ed a chi rivolgersi per risolvere le loro difficoltà.

 

Qualche dato

Alla domanda se internet migliora o peggiora il rapporto medico/paziente, la risposta - per la Toscana - è stata “dipende”.

Secondo i dati del 2012 di un’indagine che il Laboratorio MeS della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sottopone periodicamente ai cittadini toscani, si scopre per l'appunto, che la risposta è “dipende dal medico”.

 

Quali sono i motivi che portano gli utenti ad utilizzare internet per la loro salute?

 

1 - Per approfondire informazioni ricevute dal medico durante una visita (42,1%).

2 - Per capire a quale servizio rivolgersi (18,2%) e per cercare un medico o una struttura sanitaria (17,5%).

3 - C’è però - purtroppo - una quota di persone che navigano per effettuare un’auto-diagnosi (15,3%)

4 - Il 7% usa Internet per cercare informazioni su stili di vita più salutari.

 

Di queste persone, circa il 20% non torna dal medico a raccontare cosa ha trovato su Internet.

Il numero dei pazienti che tornano dal medico per discutere insieme a lui le informazioni trovate in Rete, ci fornisce anche qualche indicazione sulle distanze che la tecnologia può creare - o accorciare, a seconda della personalità del paziente, del medico e del tipo di malattia - nel rapporto tra medico e paziente.

Da questo triangolo amoroso - medico, paziente e rete - il paziente ne viene fuori sicuramente più informato, più arricchito e più consapevole.

Questo non equivale al fornire agli utenti dei mezzi per un'auto-diagnosi, o peggio ancora, ad una cura fai da te, ma a fornire loro degli strumenti informativi da discutere sempre e comunque con il medico di riferimento.

 

Quindi internet migliora o si infrappone tra il medico ed il paziente?

Ricapitolando: dipende, dal medico e dal paziente.

 

Nei casi di disagi psichici la situazione è davvero più complessa:

  • per gli ansiosi, i nevrotici ed i pazienti ossessivi, la rete diventa uno strumento infernale, lo utilizzeranno in maniera compulsiva, senza, quasi mai, rivolgersi poi a dei professionisti de visu.
  • per gli insicuri ed i depressi, internet viene interpretato come una cura vera e propria, ed avere richiesto una, o più d'una, consulenza online, equivale nel loro immaginario, ad essere stati davvero in consultazione e/o terapia. Le resistenze solitamente sono tante ed il consulto online spaventa di meno.

Nel nostro lavoro, empatia, calore umano, ascolto profondo e relazione sono degli strumenti insostituibili, così la consulenza online, se pur di fondamentale importanza, non è mai e poi mai sostituibile ad una consulenza de visu, ma può sicuramente essere il primo passo in quella direzione.

  • Nel caso poi, di problematiche sessuologiche, diventa utopistico effettuare una corretta e scrupolosa diagnosi clinica senza un lavoro in team tra specialisti, così come è chimerico raccogliere notizie anamnestiche e la storia del sintomo, senza l'ascolto di entrambi i partners.

Ma, anche in questo caso, in funzione della delicatezza degli argomenti e della vergogna e censura associate a queste tematiche, il primo consulto online regala all'utente un ascolto competente e, soprattutto, la consapevolezza che anche di una vita sessuale disfunzionale se ne può parlare ed anche guarire.

 

Conclusioni

L'utente oggi, è sicuramente più aggiornato, informato e richiedente, ed il medico/psicologo, grazie ad internet, ha a sua disposizione uno strumento che gli consente di arrivare dritto al cuore di chi si rivolge a lui, anche mediante uno smartphone!

 

Fonte: http://www.corriere.it/salute/15_dicembre_31/internet-migliora-o-peggiora-rapporto-medico-paziente-2f70cebe-afa5-11e5-98da-4d17ea8642a3.shtml

 

 

Lettura consigliata:

https://www.medicitalia.it/news/psicologia/5779-problemi-di-sesso-c-e-il-dottor-google.html

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

4 commenti

#1
Dr. Alessandro Scuotto
Dr. Alessandro Scuotto

Cara Valeria,
è molto interessante l'attenzione posta sul fatto che la relazione medico/psicologo-paziente online presenta alcune condizioni insolite. Una di queste è senz'altro la possibilità - che hai sottolineata - di un colloquio con più professionisti nell'ambito dello stesso consulto.
Un altro aspetto importante - di cui tener conto, a mio avviso, nello sviluppo di una adeguata competenza comunicativa - è la partecipazione indiretta al consulto da parte del lettore. Ho scritto qualcosa un po' di tempo fa sul blog di cui accludo di seguito il link
https://www.medicitalia.it/news/medicina-generale/4388-consulto-laterale.html
Un saluto.

#2
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Caro Alessandro,
Grazie per essere intervenuto e grazie per il link, molto pertinente.
Non avevo pensato al terzo "protagonista", l'utente che legge, veramente interessante.
Mi piace molto il concetto con cui termini l'articolo: il "prendersi cura di se".
Un saluto.

Valeria

#3
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Ottimo blog soprattutto per chiarezza e capacità di sintesi.

Alcune osservazioni, che non hanno affatto connotazioni critiche ma casomai integrative.

1) Il campione di adolescenti dello studio recente della Northwestern University, è oggetto di critiche, perchè non rappresentativo della popolazione generale (1.158 adolescenti) , considerando pregiudizialmente lo strumento virtuale per la ricerca di informazioni sulla salute come esclusivo dei nativi digitali. Ma non è così, anche se ovviamente la maggioranza dei contatti sono generati da questa categoria. La seconda obiezione è che lo studio abbia mescolato indiscriminatamente i contatti per la ricerca di informazioni con la richiesta (=consulti) diretta di consulti online.

2) Di queste potenziali obiezioni ne ho tenuto conto quando pubblicai nel 2011
https://www.medicitalia.it/salute/senologia/6-consulti-online-in-senologia.html
che
a) è rappresentativo dell'intera popolazione (anche se di area "seno-oncologica).
b) per tale ragione la media per età è 37 anni , a causa del 23% di età compresa tra 40-50 anni, e 11% oltre i 50 anni
c) il campione più vasto (2700 utenti) è confrontato con la richiesta esclusiva di un consulto online.
d) sorprendente il riscontro in area senologica la richiesta di consulti da parte di circa 400 maschi
e) lo studio trae le conclusioni sulla base di una griglia (griglia Medicitalia) di valutazione, assimilata con delle modifiche a quella proposta dalla Revolution Health
f) Al momento attuale non mi risulta che esistano altri studi del genere al mondo
Ancora complimenti

#4
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Grazie Salvo per i complimenti, ma soprattutto per le tue integrazioni che arricchiscono di molto questo argomento.

Un caro saluto

Commenti degli utenti: aperti!
Commenti dei professionisti: aperti!

Per aggiungere il tuo commento esegui il login

Non hai un account? Registrati ora gratuitamente!

Guarda anche paziente 

Vuoi ricevere aggiornamenti in Psicologia?

Inserisci nome, email e iscriviti:

* Autorizzo il trattamento dei miei dati da parte di Medicitalia s.r.l. per finalità di marketing telefonico e/o a mezzo posta elettronica o ordinaria, compresi l'invio di materiale pubblicitario, la vendita diretta e lo svolgimento di indagini di mercato.

Cliccando su iscriviti acconsento al trattamento dei dati personali come da privacy policy del sito.