Il bullismo colpisce ancora: ragazzino sui binari di un treno adoperato come bersaglio

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 16 febbraio 2016

La violenza è semplice; le alternative alla violenza sono complesse.
Friedrich Hacker
La cronaca non smette mai di stupirci ed il branco colpisce ancora.
I deboli, i sensibili ed i bambini - oltre che le donne - sono sicuramente le prede prescelte.

 vittima del bullismo

Lecce, Puglia

Un ragazzino di dodici anni è stato costretto da altri quattro ragazzini, più o meno coetanei, a stendersi sui binari della linea ferroviaria di Galatone.

In seguito hanno adoperato il compagno come bersaglio per la loro cattiveria e ferocia, colpendolo con alcuni gommini, sparati grazie ad un facile ad aria compressa, umiliandolo e giocando con la sua paura e sottomissione.

Il treno, fortunatamente, non è passato per interrompere il loro "gioco", ma il ragazzino è finito al Pronto Soccorso per le ferite sparse riportate.

Il personale dell’ospedale ha convocato i carabinieri ed adesso la Procura dei minori di Lecce ha aperto un’inchiesta per accertare i danni subiti dalla vittima e, soprattutto, la responsabilità dei carnefici.

 

I fatti si commentano da soli, ma proverò ad aggiungere qualche nota clinica sulla violenza.

 

  • Cosa scatta nella mente e nel cuore di chi pratica il bullismo?
  • E, soprattutto, perché?
  • Quali frustrazioni personali - che ovviamente non riesce ad elaborare - agisce il/i bulli?
  • Gli attori protagonisti di questi atti vandalici si rinforzano a vicenda?
  • Esiste il capo branco ed il resto segue a ruota?
  • Cosa accade nel branco: imitazione o identificazione nel leader?
  • Quando scatta l'azione lesiva, spesso organizzata con cura e perpetuata nel tempo, quali sono le emozioni che muovono le fila del comportamento aggressivo e denigratorio?
  • Cattiveria?
  • Acredine?
  • Delirio di onnipotenza?
  • Maschilismo imperante?
  • Impossibilità nell'esprimersi in altro modo che non sia perseverativo o aggressivo?

 

Nei confronti della vittima predestinata, si innesca una spirale di crudeltà: viene presa di mira in modo spietato e da quel momento diventa oggetto di abusi, malignità, calunnie, provocazione e ricatti.
Il gruppo-branco gongola di felicità e ride delle umiliazioni inflitte, rinforzandosi a vicenda e nutrendo il clima di aggressività e di perseverazione.
Ci sono moltissimi casi in cui la vittima di violenza e la sua famiglia - anche nei casi di abuso sessuale - non trovano il coraggio di opporsi e denunciare, perché non sanno bene a chi rivolgersi, e per pudore ed imbarazzo.bullismo

Cosa intendiamo esattamente per bullismo?
Con il termine bullismo si intende la sequenza comportamentale di azioni di minaccia, prevaricazione, sopruso o violenza, messe in atto da un bambino/adolescente nei confronti di un suo pari.

I comportamenti solitamente sono:

  • sistematici
  • condotti con programmazione e regolarità
  • volontari, compiuti consapevolmente, non per caso o per sbaglio
  • dannosi
  • portano con se un danno fisico o psicologico nella vittima designata
  • favoriscono l’insorgenza di una sindrome traumatica da stress

1- Il bullo, non si muove mai da solo, in realtà però non è un leader, ma un insicuro che adopera l'aggressività per avere un suo ritorno in presunto valore.

2- I sostenitori del bullo, la corte che compone il branco, sono dei sottomessi/manipolabili, e sono coloro che, pur non partecipando direttamente, si affiancano, supportano, preparano il terreno e “fanno branco”, favorendo l'azione malvagia.

3- Veniamo al terzo gruppo: gli spettatori.

Gli spettatori sono coloro - complici e colludenti - che assistono alle azioni compiute dal bullo, paralizzati dalla paura di eventuali ripercussioni personali, paurosi ed insicuri; questi non si schierano né dalla sua parte, né da quella della vittima, guardano e partecipano passivamente alla violenza.

 
Profilo psicologico del bullo e del branco
Contrariamente a quanto si possa credere, il bullo non è affatto un "maschio alfa", anzi è una sorta di capo branco insicuro e frustrato che - non potendo/sapendo fare altro e non potendo emergere nel sociale in altro modo - attacca, insulta, manipola ed aggredisce.
Solitamente il fenomeno del bullismo è legato alla presenza di difficoltà di natura emotiva e psicologica nel bullo e nella sua vittima designata; quest’ultima è – solitamente - una persona fragile, insicura o troppo perbene, quindi incapace di reagire adeguatamente.

 

I bulli presentano inoltre:

  • difficoltà nel riconoscimento delle emozioni
  • difficoltà nella gestione della rabbia e dell'impulsività
  • difficoltà di sentire quello che sente l'altro, quindi totale assenza di empatia

Il branco, spesso ben nutrito, talvolta una intera classe, è formato da una massa indifferenziata di adolescenti - quando trattasi di adolescenti, ma talvolta si tratta di adulti - che si contagiano a vicenda, senza che nessuno abbia il coraggio di produrre pensieri ed opinioni autonome.

 

Profilo psicologico della vittima
Le vittime sono, solitamente, dei bambini timidi ed introversi, fragili e riservati, talvolta affetti da qualche difetto fisico, da qualche ritardo psico/motorio o da una vulnerabilità psichica.

Sono bambini che, talvolta, tendono a somatizzare, cioè a manifestare qualche difficoltà nell'espressione delle emozioni associate ai disagi.

 

Quali sono i segnali di disagio che noi genitori dovremmo notare?

 

  • Utilizzo eccessivo del telefono, posta, e-mail chat, social network
  • Ritiro dalla vita sociale, quasi con modalità difensive
  • Cambio repentino d' umore dopo aver letto la posta o i messaggi al cellulare
  • Scarso rendimento scolastico, o deflessione improvvisa del rendimento e dell'attenzione.
  • Abuso di internet anche in ore notturne o insolite
  • Deflessione o fluttuazioni del tono dell'umore
  • Alterazioni del ritmo sonno/veglia
  • Immagini intime, scattate tra amici o fidanzati (nel caso del sexting), sparse in rete

 

Compito di noi genitori è quello di mantenere uno sguardo sull'anima dei nostri figli, sul loro sentire, sulle loro paure ed insicurezze, potenziando sempre le loro diversità, unicità e valore.

Leggere i loro comportamenti, andare "oltre" le parole, ascoltarli e guardarli sempre, con discrezione ed amorevole dedizione.

Diventa indispensabile - per arginare i danni - riconoscere "tempestivamente" eventuali segnali di depressione nei bambini/adolescenti oppure la possibile insorgenza di anomalie comportamentali o disturbi del comportamento veri e propri.

 

Qualche strategia preventiva

  • Cos’è possibile fare per arginare il bullismo?
  • E, soprattutto, per prevenirlo?

Ricordiamoci che il fenomeno del bullismo ha svariate manifestazioni - dal web al reale, dai fragili agli omosessuali, dai diversi a chi ha una religione diversa, fino ad arrivare alle donne - così diventa indispensabile che le famiglie e la scuola agiscano congiuntamente, osservando sempre i bambini e gli adolescenti.

Un'opera di sensibilizzazione, di promozione alla gentilezza ed al garbo nella comunicazione, alla capacità d'ascolto di se stessi e degli altri, dovrebbero essere i capisaldi della "formazione scolastica" e del vivere.

 

A chi rivolgersi?

A livello nazionale, continua ad essere attivo il numero verde nazionale 800 669696, all' interno della campagna per la lotta al bullismo: "Smonta il bullo" promossa dal 2007 dal Ministero della Pubblica Istruzione per accogliere le svariate segnalazioni correlate ad atti di bullismo, offrire informazioni sul fenomeno e consigliare i comportamenti migliori da tenere in situazioni critiche.

In casi estremi, ovviamente, alle autorità giudiziarie.

 

Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/puglia/lecce-bullismo-estremo-12enne-steso-sui-binari-e-usato-come-bersaglio_2159940-201602a.shtml

 

 

Letture consigliate: https://www.medicitalia.it/news/psicologia/3262-cyberbullismo-il-bullismo-cambia-veste.html

 

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/2167-i-pasti-in-famiglia-proteggono-i-minori-dai-disturbi-del-comportamento-alimentari-e-non.html

Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

13 commenti

#1
Dr. Antonio Vita
Dr. Antonio Vita

Brava. Il tuo articolo è "forte", inquietante e completo.
Ad un certo punto ti fai delle fai delle domande:

• Cosa scatta nella mente e nel cuore di chi pratica il bullismo?
• E, soprattutto, perché?
• Quali frustrazioni personali etc.

La risposte a queste domande bisognerebbe estorcerle ad ogni membro del branco, magari non tutte in una volta, ma in tante sedute, di quelle che fanno male perché scavano senza sosta e senza nessuna grazia, penetrando nel profondo dell' anima. Se ancora la posseggono. Quindi puniamo il dolore che hanno voluto infliggere al capro espiatorio, con il dolore che alle nostre reiterate domande, in una fantomatica serie di sedute psicologiche serrate e “cattive” (indagatrici), possiamo provocare nei caproni che hanno inflitto quelle pene. Applichiamo la legge del contrappasso, quella che vige nell'Inferno dantesco.

#2
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Ciao Antonio,
grazie per le tue riflessioni, hai ben colto volevo proprio essere inquietante.
Le sedute, sarebbero davvero l'unica soluzione possibile, sempre se i protagonisti del branco avessero coscienza di essere così deplorevoli...

Un abbraccio.

Valeria

#4
Dr. Antonio Vita
Dr. Antonio Vita

Grazie Paola, il tuo messaggio ci rincuora e dà un po' fiducia e speranza..... ma una rondine......

#6
Dr. Daniele Tonlorenzi
Dr. Daniele Tonlorenzi

Argomento di forte attualità, ben descritto e analizzato.
Brava.

Bella l'iniziativa di MaBasta

#8
Utente 382XXX
Utente 382XXX

Io nel periodo delle medie ho subìto episodi di bullismo sia fisico che con insulti. Non so perche' lo facessero ma posso dire di essere stato scelto come vittima perche' ero e sono una persona pacifica un pò solitaria che sinceramente non sa reagire alle offese, quindi mi hanno visto come una persona debole da poter dileggiare a proprio piacere. Adesso che ho 26 anni mi dovrei ricordare degli anni delle medie come di un periodo sereno e senza pensieri in quanto ragazzino ma sinceramente di quel periodo non ho un bel ricordo e ancora adesso che sono un adulto quegli insulti e quelle botte me le porto ancora dietro. Grazie alla dottoressa per l'articolo. Saluti.

#10
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Gentile Utente,
Grazie a Lei per la sua testimonianza e grazie per la lettera, davvero toccante .

"Non so perche' lo facessero ma posso dire di essere stato scelto come vittima perche' ero e sono una persona pacifica un pò solitaria che sinceramente non sa reagire alle offese, quindi mi hanno visto come una persona debole da poter dileggiare a proprio piacere"

Purtroppo il branco attacca le persone pacifiche, perbene e che, solitamente, si fanno gli affari propri.
Prendersela con i duri, sarebbe faticoso, oltre che fallimentare, non crede?
Immagino cosa avrà subito, a quell'età non si è sufficientemente forti per blindarsi o per non identificarsi nelle offese.
Sono contenta che adesso sia finito e che sia soltanto un antico, cattivo ricordo.
Auguri per tutto, di cuore.

#11
Utente 382XXX
Utente 382XXX

Grazie per la sua sensibilità.

#12
Dr. Nunzia Spiezio
Dr. Nunzia Spiezio

Valeria grazie,
un articolo davvero bello e di forte attualità. Lavori come il tuo, spero, aiutino un pò tutti a riflettere e a comprendere che, nelle scuole, occorrerebbe, non dico correre, ma perlomeno avviarsi a passo deciso verso soluzioni istituzionali ben più incisive di quelle già adottate.
Credo fortemente dovrebbe esistere un servizio permanente "anti bullismo" , passami questo termine forse un pò brutto.
Non molte volte, ma ho avuto modo di lavorare nelle classi delle secondarie per sensibilizzare contro il fenomeno bullismo e, il dato più frequente riscontrato, era che i bulli sembrava che neanche si rendessero conto di essere tali. Idem per gli spettatori. L'unico che si rendeva amaramente e sofferentemente conto di ESSERE era la povera vittima. Avesse o no il coraggio di ammetterlo e denunciarlo. Inoltre mi è sembrato di scorgere nel capo bullo ed éntourage qualcosa che andava ben oltre l'assenza di empatia. Sembrava piuttosto serpeggiasse un sadico-goliardico piacere nel rilevare sofferenza nella vittima. Nessun dispiacere, nessun pentimento ma solo derisione e disprezzo per la colpevole debolezza di un individuo così diverso dal branco, colpevole anche di quella diversità. Espressione sentita svariate volte: " ehhh! ma prof! cosa vuole che sia un cappottone?" ( tanti ragazzi che si mettono insieme e assalgono alla sprovvista uno solo, dopo averlo coperto con un giubbotto e scappando prima che si possa riavere). Chiaramente il maltrattamento di uno solo da parte del branco agli ordini del capo indiscusso, molte volte, non si limitava certo al suddetto antichissimo gioco innocente: ben diverso è dare uno schiaffoncino a mano aperta dal chiudere il pugno e sferrarlo con tutta la forza di cui si è capaci , e non parliamo dei calci. Il leit motiv del branco dei bulli sembrava essere l'inconosciuto senso del confine tra gioco e maltrattamento per alcuni membri, l'invece conosciutissimo, cercato, sentito e goduto travalicamento dello stesso per altri. Un amalgama, comunque la si guardi ed analizzi, pericolosa e, a mio avviso, da stanare attraverso molteplici approcci.
Grazie Valeria e, permettimi, grazie anche all'utente che ha sentito di aprirti il suo cuore e di metterci al corrente di ciò che sentiva e che, ancora oggi, sente. Grazie alla sua testimonianza e ad altre ascoltate, di persone oramai adulte, che sono ancor più profondamente convinta che molto di più si dovrebbe fare contro i fenomeni di bullismo in ogni ordine e grado di scuola. Nessuno merita di girarsi indietro a quella che sarebbe dovuta essere l'età più solare, serena e luminosa e, invece, scorgere inquietanti grigi.
Brava Valeria!
Un saluto caro.

#13
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Cara Nunzia,
grazie per essere intervenuta con le tue riflesisoni.
"Anti-bullismo" mi sembra un termine adatto ed obbliga a riflettere su quanto ci sarebbe davvero da poter fare sin dalle prime classi, direi che non è mai troppo presto!

Tu scrivi:
"Sembrava piuttosto serpeggiasse un sadico-goliardico piacere nel rilevare sofferenza nella vittima"
È verissimo ed è altrettanto atroce....
Gli attori protagonisti sono di solito ben tre: le Vittime, chi agisce la violenza e chi fa da "spettatore colludente"...e con il loro silenzio assenso, contribuiscono a nutrire la violenza, incitandola tacitamente.

Purtroppo il banco non si ferma ed i deboli e le donne vengono presi di mira anche con fenomeni così aberranti ed atroci.

https://www.medicitalia.it/news/psicologia/6316-taharush-aka-stupro-di-gruppo.html

Un caro saluto e buona domenica.
Valeria

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