Fertility day, delirio o profezia?

Dr.ssa Valeria RandoneData pubblicazione: 18 settembre 2016

"Il bambino comincia in noi molto prima del suo inizio. Ci sono gravidanze che durano anni di speranza, eternità di disperazione”. Cvetaeva

Il ministro Lorenzin è stata violentemente attaccata per avere proposto il Fertility Day.
La campagna di promozione della salute procreativa è stata poi rimodulata, spostando il Focus dall' invito alla gravidanza - in tempo utile, quasi obbligata ed obbligatoria - all'invito alla consapevolezza sulla propria fertilità, ovviamente a termine.
Per il 22 settembre sono previste diverse iniziative fra cui ben quattro tavole rotonde sul tema della natalità e della fertilità: Roma, Bologna, Padova e Catania.  


 VIDEO INTERVISTA: 


 

Uno dei manifesti pubblicitari dell’iniziativa, così tanto maltrattata, mostra una ragazza con in mano una clessidra, ed un lapidario sotto testo: “La bellezza non ha età. La fertilità sì”.

Ed ecco le infinite polemiche.

Qualche riflessione
Single o soli, felici o tristi, coniugati o separati, omosessuali o eterosessuali, giovani o anziani.
Tutti vorrebbero un figlio.
Chi lo fa per amore.
Chi per lenire la solitudine.
Chi per esorcizzare la paura di invecchiare.
Chi ancora, come sigillo per una nuova coppia, o come pensione integrativa post-divorzio.
Chi come trofeo narcisistico da mostrare al mondo.
Sono davvero tante le motivazioni che portano al figlio ad ogni costo.

 

  • Le soluzioni per diventare genitori sembrano essere oggi le più svariate, più o meno etiche.

Si può scegliere di lavorare ad oltranza, o di aspettare il principe azzurro e congelare gli ovociti, tecnica davvero tanto in voga in America, che ha ispirato parecchi party mondani, detta social freezing.
Seguono le pma, le tecniche di fecondazione Eterologa - da poco sdoganate in Italia - la maternità surrogata, o utero in affitto - vietata in Italia - fino ad arrivare all'acquisto del seme online, per fecondazioni fai da te casalinghe, per concludere, spero, con il recente furto di ovuli.

 

È così difficile diventare genitori?

A quando pare si.

Prima l’attesa, poi il partner giusto, e quando sembra che tutto sia finalmente in ordine, ecco la deriva della procreazione.

Secondo le recenti indagini ISTAT, una coppia su cinque ha difficoltà procreative.

I dati sono davvero allarmanti.

Chi ha contratto una malattia sessualmente trasmissibile.

Chi ha subito qualche interruzione di gravidanza mal fatta.

Chi ancora, ha utilizzato alcool e droghe ad oltranza.

Chi è infertile per le più svariate motivazioni.

E, chi è attendista.

Il fertility day, secondo me, può essere letto da diverse angolature, inclusa una lettura che è un invito - non troppo latente - alla prevenzione ed alla promozione di uno stile di vita e sessuale sano e consapevole.

 

Infertilità crisi di vita
Sappiamo bene che la diagnosi di infertilità è una diagnosi infausta che danneggia autostima, psiche e coppia.
La coppia che spera di diventare genitori, vive ogni giorno un incontro davvero doloroso tra desiderio ed aspettative di genitorialità, tra sogno nel cassetto e realtà clinica, e tra una mente piena ed un utero vuoto.

  • Sono cambiati i tempi, ma non è cambiato il corpo della donna

Anticamente l'identità della donna era relegata strettamente alla procreazione.

La donna transitava velocemente dalla casa genitoriale a quella coniugale con l'unico obiettivo di mettere al mondo dei figli.

Più figli metteva al mondo e più valore aveva.

Prima moglie e poi madre; tutto il resto veniva molto dopo ed era davvero opzionale.

Oggi, le priorità sono diverse e, soprattutto, l’identità della donna non viene esclusivamente rappresentata dalla dimensione della maternità, ma da tantissimo altro.

Sorgono però svariate difficoltà, in quanto questo attendismo procreativo non corrisponde all’attendismo ovocitario.

La riserva ovocitaria è a termine, e non sempre l'attesa del calendario corrisponde all'attesa degli ovociti.

Occupandomi stabilmente di coppie, aggiungo che, oltre all'attendismo da mancanza di lavoro, c'è un attendismo che genera più paura: l'attendismo da mancanza di coppie stabili.

Molte donne oggi, non mettono al mondo dei figli perché le loro coppie sono coppie a termine, amori usa e getta, ed in questa condizione di “precariato amoroso” giungono in ritardo al famigerato ticchettio da orologio biologico.

 

Conclusioni

Le abbiamo tentate tutte.
Abbiamo disgiunto il concepimento dalla sessualità, l'amore dalla genitorialità, l'utero dalla madre - spezzettato la maternità nella "triade ovocita/utero/genitorialità" - abbiamo congelato, manipolato la natura, procrastinato, atteso, ma non siamo riusciti a congiungere - facilmente e con costi contenuti - un bambino da adottare con dei genitori desiderosi di donare amore e cure!

La legge, forse, dovrebbe facilitare le adozioni per evitare deliri fecondativi e scelte egocentriche ed egoistiche pur di realizzare il "proprio" progetto di genitorialità.

Video intervista 

Fonte: https://www.fertilityday2016.it

 

Bibliografia

  • Giuseppe Cassano “Le nuove frontiere del diritto di famiglia. Il diritto a nascere sani, la maternità surrogata, la fecondazione artificiale eterologa” Giuffré, 2000
  • Ines Corti “La maternità per sostituzione” Giuffré, 2000
  • Carla Faralli e Cecilia Cortesi “Nuove maternità. Riflessioni bioetiche al femminile” Diabasis, 2005
  • Alicia B. Faraoni “La maternità La natura del fenomeno, gli aspetti giuridici, le prospettive di disciplina” Giuffré, 2002
  • Homan GF, Davies M, Norman R. The impact of lifestyle factors on reproductive performance in the general population and those undergoing infertility treatment a review. Hum Reprod Update2007;13:209-23
  • Pescetto G, De Cecco L, Pecorari D, et al. Ginecologia ed ostetricia. Società Editrice Universo: Roma, 2001.

 

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Autore

valeriarandone
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo

Laureata in Psicologia nel 1992 presso La Sapienza-Roma.
Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia tesserino n° 1048.

5 commenti

#1
Dr. Magda Muscarà Fregonese
Dr. Magda Muscarà Fregonese

Complimenti , cara Valeria, per le tue preziose indicazioni e per le tue riflessioni, il problema esiste ed è drammatica la delusione e la ricerca di soluzioni che questo determina, va detto che tante persone non hanno le idee chiare sull'aspetto biologico della generatività, per cui , questa campagna giustamente messa in discussione per le foto e la perentorietà, focalizza il problema e informa.. molto utile da sapere..

#2
Dr.ssa Valeria Randone
Dr.ssa Valeria Randone

Cara Magda,
grazie per essere intervenuta.
Hai ragione quando dici che molte persone non hanno idea dell'aspetto biologico della riproduzione, ed i ragazzi non sanno che quello di cui non si occupano oggi non sempre lo potranno recuperare domani.
Mi hai fatto venire in mente il commento di un ragazzino, quando ad una mia giornata di formazione svoltasi a Castel Gandolfo, alla domanda della giornalista su quale metodo contraccettivo solo conoscessero ed adoperassero, lui ha risposto candidamente:
L'aborto!
Un abbraccio, buona settimana.

#3
Utente 397XXX
Utente 397XXX

Il problema è che la nostra società non è strutturata per fare figli. Quando ero più piccolo mi immaginavo il futiro e pensavo che impegnandomi, studiando avrei raggiunto una stabilità economica che mi permettesse di costruire una famiglia e avere dei figli. In realtà mi illudevo perchè la stabilità economica, ad oltre 40 anni, è una chimera e le cose peggiorano sempre più di generazione in generazione. Per le donne, poi, è una situazione quasi tragica. Aggiungiamo che l'Italia si preoccupa molto delle pensioni dei più anziani, ma non muove un dito per facilitare la famiglia e la procreazione. Ed in effetti si può dire che chi è riuscito a mettere su una famiglia e afre dei figli, ci è riuscito nel 90% dei casi grazie all'aiuto della famiglia di origine. Ma questo non va bene. Ognuno dovrebbe avere il diritto di crearsi una famiglia in autonomia ed, in particolare, le donne non dovrebbero essere costrette a compromessi e limitazioni per diventare madri. Ma anche i padri sono messi male, visto che, di fatto, non riescono ad occuparsi dei figli come vorrebbero. Si faccia qualcosa: meno chiacchiere (e locandine) e più fatti.

#5
Utente 819XXX
Utente 819XXX

E poi c'è anche chi non si sente adeguato a fare il genitore e vi rinuncia serenamente ... Fortunatamente, al giorno d'oggi, c'é anche chi considera il valore di una donna, indipendentemente dal fatto di avere generato ...

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