Utente 426XXX
Gentili dottori,

A causa di un intervento di nesbit cicatrizzato male, l asta del pene ha avuto un restringimento (a mo' di clessidra). Tale restringimento provoca instabilità del pene durante l erezione (forte, valutata con ecocolordoppler con esiti positivi) e rende difficili i rapporti. Il chirurgo che ha effettuato l intervento mi ha proposto di applicare un patch esternamente, senza più intaccare la tunica albuginea, per rinforzare la zona di affossamento.

La mia domanda è:

Apporre una "toppa" su di un affossamento, non crea un "vuoto" tra la tunica albuginea e la toppa stessa?
Il chirurgo ha risposto al mio quesito dicendo che "si riempirà di sangue e grasso per cui il pene tornerà cilindrico". Essendo un po' titubante al riguardo, vorrei chiedere il vostro gentile parere a riguardo.
Il pene torna realmente cilindrico o il patch aderisce alla tunica e quindi "segue" l andamento dell affossamento?

Grazie in anticipo per le eventuali risposte.

[#1]  
Dr. Edoardo Pescatori

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Credo che il suo chirurgo intendesse dire: incidere l'avvallamento, e coprire il "buco" che si forma con un patch. Ma naturalmente è con i suo chirurgo che deve discutere i dettagli di tecnica, noi possiamo da qui fare solo ipotesi.

Cordialmente,
Dott. Edoardo Pescatori
Specialista in Urologia - Andrologo
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[#2] dopo  
Utente 426XXX

Gentile dottore, innanzitutto la ringrazio per la risposta.

Nell intervento non verrà effettuata nessun incisione. Conosco quale tipologia di intervento lei intende essendomi informato proprio per porre il quesito al dottore.

La toppa dovrebbe essere apposta intorno alla tunica albuginea (un po' come gli interventi di ingrandimento del pene, ma facendola passare sotto il fascio neurovascolare) per rinforzare la deformità.

Ovviamente per pura ipotesi volevo sapere se suturando questo patch, a livello dell affossamento si crei un vuoto e se questo vuoto si riempia davvero di "materiale".

Faccio un esempio per capire meglio: immagini una buca in spiaggia sulla quale viene messa un asciugamano. La buca non si vede, ma in realtà c'è.

P. S. Credo che (cercando su internet) questa tecnica si chiama "extratunical graft" proposta dal Dr Lue

[#3]  
Dr. Edoardo Pescatori

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Gentile lettore,
naturalmente posso basarmi solo su quanto lei mi riporta; in base a ciò non comprendo come una instabilità derivante da un restringimento a clessidra possa essere risolta da una normalizzazione della circonferenza "esterna". Sarebbe cioè opportuno il ripristino della circonferenza "interna" che consenta una normale espansione del tessuto cavernoso. Altro non posso dirle, da questo osservatorio.
Cordialmente,
Dott. Edoardo Pescatori
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[#4] dopo  
Utente 426XXX

http://tau.amegroups.com/article/view/17699/18813

Gentile dottore, nel link sopra troverà la procedura descritta (seppur con qualche modifica personale da parte del chirurgo).

La ringrazio per le risposte.

[#5]  
Dr. Edoardo Pescatori

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Gentile lettore,
ho letto l'articolo che mi ha inviato. Tom Lue è assolutamente una primissima autorità nel settore (ho anche avuto occasione di scrivere un lavoro insieme a lui), nondimeno questa procedura mi lascia perplesso.

Mi faccia sapere come procederà e se eseguirà l'intervento, come andrà il tutto.

Cordialmente,
Dott. Edoardo Pescatori
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