Prima volta e difficoltà di erezione

Gentili dottori,
Alla tenera età di quarantasei anni ho deciso di scrivervi per portarvi a conoscenza di un problema che da tempo sospetto di avere, ma che al momento non si è mai tradotto in una conferma definitiva per il fatto di non essermi mai sottoposto a una visita andrologica o a un consulto psicologico e per non aver soprattutto mai sperimentato per anni un rapporto sessuale (sono vergine), almeno fino al momento in cui ho conosciuto la mia attuale compagna.
Con le si è instaurata un’intesa perfetta, che però non si è ancora completata con un rapporto completo perché fin dal primo incontro ho constatato una evidente difficoltà ad ottenere l’erezione, per cui i nostri contatti fisici si sono limitati a baci e carezze.
Devo far presente che neppure lei ha una grande esperienza in questo ambito, avendo avuto soltanto due brevi storie sentimentali e ciò limita le sue possibilità di aiutarmi in quei momenti.

Premetto che la mattina ho sempre avuto erezioni spontanee e che con la masturbazione non ho mai riscontrato problemi, a parte un periodo di grande stress in cui ho fatto un uso massiccio di pornografia in rete, cosa che ha innescato un effetto negativo anche nella pratica autoerotica ma che si è risolto spontaneamente dopo che da quella malsana abitudine mi sono allontanato.

Spero in una vostra celere risposta
Cordialmente
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Dr. Diego Pozza Andrologo, Endocrinologo, Chirurgo generale, Oncologo, Urologo 14,6k 421 2
caro lettore
se lei, masturbandosi, aveva delle erezioni valide dovrebbe stare tranquillo comunque in vista di questo impostante incontro perchè non consulta uno specialista andrologo
cordiali saluti

Dott. Diego Pozza
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[#2]
Dr. Edoardo Bernkopf Dentista, Gnatologo, Esperto in medicina del sonno 5,4k 186 26
Gentile Paziente, un consulto con uno specialista andrologo è assolutamente opportuno, come consigliato dal Collega Pozza.
Tuttavia sarebbe anche il caso di escludere una causa di insufficienza erettile spesso trascurata: la presenza di Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno: esiste al riguardo una abbondante letteratura scientifica.
L’Apnea ostruttiva nel sonno e il russare notturno , che spesso le si accompagna, rappresentano un conflitto tra la lingua e le strutture molli del faringe, in particolare palato molle, ugola (nei bambini, tonsille e adenoidi). Il russare è dovuto al fatto che l’aria inspirata (in questi casi per lo più attraverso la bocca, e non il naso come sarebbe auspicabile), trova uno stretto passaggio in cui viene accelerata. Le strutture molli che circondano appunto questo passaggio, entrano in vibrazione originano il caratteristico e sgradevole rumore del russamento. L'apnea si verifica quando il passaggio si occlude del tutto. Al senso di soffocamento segue di solito un brusco e angoscioso risveglio.
Un primo orientamento diagnostico si ottiene con semplici domande al paziente e al partner: il paziente russa abitualmente? arresta il suo respiro anche per una decina di secondi almeno? riferisce bruschi risvegli notturni?, al mattino si alza stanco? di giorno é stanco e sonnolento? E’ indispensabile coinvolgere i famigliari in questi quesiti, perché chi russa spesso non ne è consapevole.
Può trovare ulteriori notizie sull'argomento visitando il mio sito internet alla pagina "Patologie trattate-Russare notturno e Apnea nel Sonno)
Nel caso si riconoscesse in questa problematica, che può risultare fastidiosa anche nel rapporto do coppia, eventualmente mi faccia sapere.
Cordiali saluti ed auguri.

P.S. Ho visto che la sua problematica vertiginosa non trova interpretazione nè soluzione. La invito a rileggere la risposta che le scrissi , in quel quesito, tempo fa. EB

Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com

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Dr. Domenico Trotta Andrologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 47 2
Il rapporto sessuale penetrativo è evento naturale e ricercato dalla maggior parte degli uomini e delle donne. Anche se può sembrare paradossale sono tanti gli uomini e le donne che, pur desiderandolo, non riescono, per motivi vari, a portarlo a termine. Al di la di impedimento sociali e familiari le cause sono organiche o psicosessuali. Essere un maschio vergine a 46 anni, in assenza di una scelta volontaria e in presenza di un partner disposto al rapporto, dovrebbe indurre ad affrontare il problema affidandosi ad uno specialista andrologo o un sessuologo clinico. Con esami biologici vari come ormoni, eventuale eco e doppler genitale basale e dinamico etc. La presenza di erezioni mattutine e una normale risposta erettiva in autoerotismo lasciano intravedere l’importanza una valutazione sia sessuologica che andrologica. La maggiore parte dei problemi sessuali in maschi giovani e comunque non anziani, in assenza di malattie internistiche o interferenze farmacologiche, è risolvibile con un adeguato intervento terapeutico.

Dr Domenico Trotta
Perfezionato in Sessuologia Clinica. Specialista in Andrologia, ESSM - European Society of Sexual Medicine, Psicoterapeuta in Ses

[#4]
Dr. Diego Pozza Andrologo, Endocrinologo, Chirurgo generale, Oncologo, Urologo 14,6k 421 2
Caro lettore

non sempre è facile capire se una problematica erettile dipenda da fattori psicologici o fisici.
in questo senso la sua storia è abbastanza complessa ma sicuramente risolvibile.
Una problematica psicologica potrebbe essere valuta da uno psico-sessuologo , con i suoi tempi, oppure mediante un esame Rigiscan ( uno strumento che registra le erezioni notturne e che potrebbe evidenziare problematiche pisco-emozionali in 2-3 giorni).
Un andrologo, con le sue indagini (ecocolordoppler penieno) potrebbe mettere in luce problematiche vascolari che impediscono il conseguimento di una valida rigidità
la masturbazione non rappresenta un test valido in quanto la stimolazione continua del pene con le dita delle mani può indure una erezione ma quando lei va a penetrare la sua partner il pene non è stimolato e potrebbe diventare flaccido
questo elemento potrebbe accentuare lo stato ansioso
cordiali saluti

Dott. Diego Pozza
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[#5]
dopo
Attivo dal 2020 al 2021
Ex utente
Gentili dottori,
Mi sono di recente sottoposto ad una visita andrologica. Lo specialista ha ritenuto di non dover procedere con ulteriori indagini strumentali avendo ritenuto il raggiungimento dell'erezione durante l'atto autoerotico un indizio sufficiente per escludere problematiche fisiche. Per il momento si è limitato a consigliarmi di sperimentare, e se il problema dovesse persistere si potrà valutare l'ipotesi di indirizzarmi verso uno psicosessuologo.
Cordiali saluti.
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Dr. Diego Pozza Andrologo, Endocrinologo, Chirurgo generale, Oncologo, Urologo 14,6k 421 2
Caro lettore
purtroppo non sono perfettamente d'accordo con questa semplicistica ipotesi.
Per penetrare una donna il pene deve avere una rigidità anche se non stimolato direttamente dalle proprie dita o da quelle della donna.
Il fatto di avere una erezione apparentemente buona durante la masturbazione non garantisce che il pene possa mantenere la rigidità necessaria anche quando si posizioni, e possa penetrare in vagina
comunque cerchi di affidarsi ad uno specialista e cerchi di effettuare le indagini specifiche. in medicina non si può mai dare tutto per "scontato"
cordiali saluti

Dott. Diego Pozza
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[#7]
dopo
Attivo dal 2020 al 2021
Ex utente
Gentile dottor Pozza,
La sua prima risposta a questo consulto sembrava più rassicurante. Devo preoccuparmi seriamente?

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