Utente 458XXX
Buongiorno, scrivo per mio figlio d 17 anni, normopeso, praticante da sempre attività sportiva agonistica di calcio, abitudini alimentari normali e vita sana, dopo i vari esami tra cui risonanza magnetica, tac, eco risulta un cuore normalissimo senza nessuna "cardiopatia"

Gli hanno fatto fare un esame dal naso per vedere se aveva qualche tachicardia che è stato un po fastidioso mi dice, che però è risultato negativo..
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2 anni fa abbiamo scoperto che soffre di "fibrillazione atriale idiopatica isolata" ha avuto in 2 anni solo 2 episodi che però hanno avuto bisogno di una procedura ospedaliera per riportarlo nella norma una volta gli hanno fatto una sorta di flebo che ha risolto subito e l hanno dimesso dicendogli d continuare una vita normale e la seconda volta purtroppo abbiamo dovuto assistere ad una scossa di defibrillatore mentre lui fortunatamente dormiva e non ha provato dolore..
Noi siamo una famiglia di milano e siamo stati al San raffaele dal primario dove abbiamo trovato enorme preparazione e dedizione al paziente.. scrivo questo consulto dopo aver letto di un ragazzo pochi consulti fa anche lui giovanissimo 22/23 anni a cui ha risposto il Dott. Rillo.

Come genitore la domanda che vorrei porre ai medici di questo sito è una e ben precisa, nella vostra lunga carriera in questo ambito di interventi credo abbiate visto e operato giovani e giovanissimi come mio figlio francesco, i medici ci dicono che le percentuali in un caso come il nostro (suo) sono molto alte ma io come padre vorrei sapere nei giovani o giovanissimi operati da voi come sono stati dopo.. sono un neofita del internet ma ho trovato solo articoli che dicono che nel lungo tempo tende a ritornare..

Mi tranquillizzerebbe molto sapere qualche esperienza con giovani come si è articolata poi nel tempo.. se la procedura è durata oppure dopo qualche mese è tornata la fibrillazione

[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo

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Nei cuori sani come quello di suo figlio l'ablazione della FA ha un'elevata percentuale di successo anche con una sola sessione operativa (ovviamente il risultato non è garantibile al 100%, ma questo vale sempre in medicina). Personalmente però approfondirei la diagnostica per escludere una TPSV degenerante in FA, poiché lo studio transesofageo ho dei limiti nella precisione della diagnosi. Il centro al quale si sta affidando è comunque con l'esperienza adeguata per valutare il problema nella sua totalità.
Cordialmente
Dr. Mariano Rillo
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[#2] dopo  
Utente 458XXX

Salve dott Rillo mi permetto di chiederle un altra cosa sa ormai mi sono fatto una mezza cultura online.. e nel consulto a Milano se ne era parlato..

Dicono che la fibrillazione di mio figlio (escluderemo per tpsv) sia data da una sindrome vagale... ci hanno spiegato come funziona l'ablazione, bruciando tutto intorno all'ostio delle vene polmonari punto per punto.. ma nel caso si faccia la procedura per "denervare" il nervo vago la procedura è la stessa ? e come si può capire durante l'operazione se è vagale ?

[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo

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La FA non è mai solo "vagale" o solo "adrenergica" (l'altro sistema nervoso involontario) perchè entrambi agiscono come fattori di facilitazione, ma non ne sono la causa.....A volte in alcuni pazienti può prevalere l'uno o l'altro sistema facilitante, ma l'ablazione ha altri obiettivi oltre quello di sopprimere i gangli nervosi. Ai fini procedurali non cambia nulla perchèi gangli sono pòosizionati in vicinanza degli osti delle vene polmonari.
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Dr. Mariano Rillo
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