Utente
Buongiorno.
Ho 65 anni e pratico escursionismo in montagna e MTB.
Sono in terapia ipertensiva con Vasoretic.
La mia pressione a riposo varia da 120-125/75 al mattino, 130-135/80 alla sera.
I risultati da holter sono i seguenti:
Ritmo sinusale per tutta la registrazione con fc media 68 (range 41-130 bpm). Non pause significative, Rarissima battiti ectopici sopraventricolari e ventricolari isolati. Non modificazioni significative del tratto ST-T.
Ho eseguito anche una prova sotto sforzo al tapis roulant con i seguenti risultati:
FC max 179 bpm a velocità 13 km/h e pendenza 15%. Non angor, a partire da 160 bpm presenze di alcuni BEV anche in coppia, non alterazioni ST. Comportamento pressorio nei limiti. Test negativo per ischemia inducibile. Si consiglia di allenarsi senza superare FC max di 155 bpm.

Fermo restando il limite di 155 bpm che non intendo assolutamente superare, mi sarei posto il sub-obiettivo di rimanere attorno ai 140 bpm durante l'attività motoria che pratico, arrivando solo eccezionalmente a 150 bpm.
Questi limiti mi risultano tuttavia un po' troppo stringenti, poiché, noto che mentre all'inizio dell'attività essi non mi costituiscono un grosso limite, con il procedere nel tempo dell'attività la FC tende gradualmente a salire. Tanto per fare un esempio, se all'inizio dell'attività fisica i 140 bpm li raggiungo a 170 watt di potenza, dopo mezz'ora per mantenere i 140 bpm sono costretto a scendere a 150 watt, e così via. Poiché l'attività escursionistica o di mountainbike si svolge solitamente nell'arco di parecchie ore, va a finire che dopo alcune ore di attività il mio rendimento fisico a parità di pulsazioni si può ridurre anche al 70% della potenza iniziale, cosa che mi risulta incompatibile con il mantenimento di una andatura almeno accettabile. Da notare che a questi ritmi non sento quasi nessuno sforzo né muscolare né respiratorio. Insomma mi pare di star facendo una passeggiata, dunque il limite che mi sono imposto appare assai frustrante ai fini di una performance almeno decente. Inoltre alla cessazione della attività fisica i battiti restano accelerati anche per diverse ore prima di tornare a ritmi normali.
Attualmente quando non vado in escursione o in MTB faccio 3 sedute la settimana in palestra pedalando su ciclette per 20" a 140 bpm medi e poi facendo altra attività su macchine per potenziamento muscolare a ritmo cardiaco più ridotto.
Domando dunque:
è normale questo aumento del ritmo cardiaco nel tempo a pari sforzo, ovvero questa riduzione della potenza sviluppabile a pari ritmo cardiaco? è possibile contenere in qualche modo il fenomeno dell'aumento delle pulsazioni nel tempo durante l'attività fisica?
Grazie. Cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Gentile utente.
Il suo cuore sta protestando contro il carico che lei gli impone ed e' costretto ad aumentare la frequenza.
L' attivita' fisica che lei gli impone non farebbe bene a nessun cuore, compreso il piu' sano come sicuramente e' il suo.

Arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio per la risposta, anche se avrei sperato in indicazioni operative più dettagliate, che non comportassero però un radicale ridimensionamento della mia attività fisica. Comunque grazie e un cordiale saluto.

[#3]  
Dr. Maurizio Cecchini

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guardi le cose sono piuttosto complesse per chi non ha idea della fisiopatologia cardiaca.
il suo cuore a riposo ha una portata di 5000 ml al minuto che ottiene spremendo 70 cc di sangue 70 volte al minuto.

se lei vuole ottenere una portata cardiaca di 8000 ml al minuto un cuore allenato risponderebbe con 100 cc di sangue spremuti 80 volte al minuto , un cuore non allenato invece Pompando 80 cc di sangue 100 volte al minuto.

in altre parole un cuore allenato aumenta meno la frequenza e più il volume di eiezione, quindi lavora su curve pressione volume più elevate.
questo entro certo modesti limiti non comporta danni, oltre certi limiti comporta seri problemi specie se questo avviene spesso.
Il cuore di atleta non é un cuore sano.

arrivederci

cecchini
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[#4]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Gentile utente.
Il suo cuore sta protestando contro il carico che lei gli impone ed e' costretto ad aumentare la frequenza.
L' attivita' fisica che lei gli impone non farebbe bene a nessun cuore, compreso il piu' sano come sicuramente e' il suo.

Arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#5] dopo  
Utente
Molto chiaro grazie ancora. Tornando dunque allo specifico quesito che avevo posto, dalla sua risposta deduco, se ho ben capito, che nel corso della prestazione, a causa di affaticamento progressivo, il cuore è sempre meno efficiente in termini di quantità spremuta a ogni battito, dunque per questo la frequenza tende ad aumentare a parità di prestazione (litri/minuto). Ad ogni modo se io nel corso dell'allenamento mi mantengo sempre circa a 140 bpm resto sotto l'80% della mia personale FC massima, e questo mi pare abbastanza prudenziale, o almeno così io sarei propenso a credere.

[#6]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Forse non sono stato chiaro: lei pretende che il suo cuore vada al doppio dei giri normali per un'ora e passa.
Le chiedo:
la sua auto va in autostrada in sesta marcia a 130 orari con 3000 giri al minuto... perche' non raggiunge la stessa velocita' in seconda marcia e la mantiene per un'ora?

Se lei lo fa andare a 140 bpm per un ora significa che lei pretende che il suo cuore pompi 14 litri al minuto (140 x 100 cc - volume presunto dati il suo peso ed altezza e dato che da tempo pratica questo sport).

Lei pensa davvero di far bene al suo cuore?

saluti

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#7] dopo  
Utente
Capisco il paragone meccanico, che essendo io ingegnere apprezzo particolarmente. Ma allora stando a questo principio nessuno dovrebbe mai fare allenamento vero per più di 10 minuti. E non parlo delle passeggiate, perché a quanto ne so, sotto il 70% della FC massima non si ha nessun effetto allenante; e questo non sono io a dirlo ma la tradizione medico-sportiva. Se però prendo atto della sua affermazione che "un cuore d'atleta non è un cuore sano", allora capisco il punto di vista e cercherò di attenermi ai suoi consigli, perché alla salute ci tengo più che allo sport.
Perdoni se ho abusato della sua pazienza, e rinnovati saluti.

[#8]  
Dr. Maurizio Cecchini

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L'allenamento e' l'adattamento del cuore in questo caso agli sforzi che gli facciamo fare.
Le faccio un altro esempio: l'abbronzatura e' l'allenamento che noi facciamo fare alla nostra pelle esponendoci al sole per essere ...piu belli.
La pelle si abbronza producendo piu' melanina, ma a volte anche i melanomi.

L' attivita fisica che fa bene ad ogni cuore e' camminare, anche a passo svelto, almeno un'ora tutti i giorni.
Se lei ci facesse caso nessun animale corre se non per mangiare o per mnon essere mangiato. Oppure fa anche fatiche improbe come volare per migliaia di km (uccelli migratori) o nuotare contro corrente per km (i salmoni) ma in questo caso per scopo riproduttivo.

La saluto cordialmente

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#9] dopo  
Utente
E tutto chiarissimo, grazie ancora.
Un cordiale saluto.