Attivo dal 2008 al 2009
Buongiorno, sono il solito utente che pone domande "generali".
Il fatto è che certe informazioni che m'interessano non le riescoa trovare da nessuna parte. Così provo a chiederle a Voi.
Anzi prima vi dico quello che ho capito da varie letture.
So che le feci nel colon destro sono liquide; poi entrano nel trasverso: se ho ben capito, qui l'acqua comincia ad essere assorbita, ma le feci in uscita dal trasverso, cioè dalle parti della flessura splenica, sono ancora non formate e molto molli.
Poi c'è il colon discendente, che però è una specie di tubo diritto, piuttosto corto, e assorbe altra acqua dalle feci che vi passano piuttosto in fretta.
All'uscita del colon discendente le feci sono pastose, ma ancora informi.
La vera formazione delle feci avviene nel sigma.
Infatti quelle forme di "anse intestinali" che spesso si vedono nelle feci sono le anse del sigma.
Infine le feci giungono, ormai completamente formate, nel retto.
Se ho ben capito, il retto è solo un collettore: accumula le feci e quando l'ampolla è piena, e se giunge lo stimolo, ecco che avviene l'evacuazione.
E' giusto quanto ho scritto ?
Vi saluto, buona domenica

[#1]  
Dr. Stefano Spina

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Piu' o meno e' cosi'... soltanto forse c'e' da rilevare un'inesattezza a proposito delle anse intestinali: con questa espressione si intende descrivere l'aspetto curvilineo che assume l'intestino tenue, il quale si trova, mi passi il termine, "raggomitolato" nella cavita' peritoneale. Soltanto allo scopo di farle capire la sua posizione nell'addome, possiamo paragonare il tenue ad una grossa corda che viene sistemata in una scatola di cartone.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
www.stefanospina.com

[#2] dopo  
Attivo dal 2008 al 2009
Grazie dr Spina, ha ragione, ho usato un termine improprio. Ma allora è vero che le feci assumono forma nel sigma e in misura minore nel retto ?

[#3]  
Dr. Stefano Spina

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Se per "assumere forma" intende dire "assumere consistenza" la risposta e' si.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#4] dopo  
Attivo dal 2008 al 2009
Grazie ancora dr Spina.
Beh oltre alla consistenza pensavo anche proprio alla forma, ad es perchè a volte sono cilindriche, altre volte a pezzetti, altre ancora restano masse poltacee; e pensavo anche alle dimensioni: feci grandi, feci piccole, nella stessa persona.
Immagino che corrispondano a diversi tempi di transito (a parità dei materiali di partenza ossia dei cibi).
Ma anche qui, mi par di capire che la forma e la dimensione dipendano dal sigma e in buona parte pure dal retto, e da come si accumulano nell'ampolla, e non dai tratti intestinali prossimali.

Buona sera

[#5]  
Dr. Stefano Spina

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La forma delle feci evacuate dipende dalla consistenza (secche, morbide...) ma soprattutto dalla forma dell'ano quando vengono espulse... Pensi al dentifricio: pur essendo una massa pastosa, quando quando viene spremuto fuori dal tubetto la sua forma e' cilindrica perche' esce da... un piccolo cilindro. Mi perdoni se le ho fatto questo paragone, ma credo che renda l'idea.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#6]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signore,
noto che in attesa del 24 Febbraio lei continua a porre domande affascinanti che vedono diverse risposte. In merito alla forma ed alla consistenza delle feci ad esempio, le mie reminiscenze scolastiche mi portano a dire che variano in funzione della dieta e dell'assorbimento di acqua. Infatti essendo formate per il 90% da liquidi un maggiore o minore assorbimento di acqua già è sufficiente per farne variare la consistenza. Normalmente si presentano poltacee, pastose e di forma cilindrica (come già le ho spiegato in altra consulenza).
Variando la dieta ed introducendo alimenti come i vegetali possono diventare anche più morbide ed abbondanti, mentre con una dieta ricca di carboidrati o carne tendono ad indurirsi e a diventare un po' più esigue.
In funzione della consistenza delle feci l'orifizio anale, non rimane fermo ma varia la sua dilatazione per permettere il passaggio del cilindro fecale. Tutto questo in assenza di patologia
Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#7] dopo  
Attivo dal 2008 al 2009
Grazie gentilissimi dottori.
Spero di non tediarvi con questi argomenti, ma sono molto incuriosito, se potessi rinascere farei il colonproctologo (e non l'impiegato)!
Buona giornata

[#8]  
Dr. Stefano Spina

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"E' un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo...". Scherzo, naturalmente... ma sono contento che le siamo stati utili.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#9] dopo  
Attivo dal 2008 al 2009
Grazie dr Nardacchione, che piacere risentirla!
E che memoria, a ricordarsi del 24 febbraio...
Le dirò di più: il 22 gennaio farò una rettosigmoidoscopia stavolta con strumento flessibile, che giunge ad esplorare non solo retto e sigma (come m'hanno già fatto con endoscopio rigido), ma anche il colon discendente fino alla flessura splenica.
Un altro tassello, fermo restando la colonscopia del 24 febbraio.
Il bello della rettosigmo è che la preparazione è infinitamente meno noiosa della colonscopia, tutto si risolve in un paio di clisteri, non c'è quella terribile giornata di purghe...
e poi la verità è che se la rettosigmo sarà okay, avrò eliminato un altro po' di probabilità infauste quando dovrò affrontare la colonscopia, il che mi sarà di grande aiuto psicologico.
Pensi, nel gennaio 2004 avevo fatto un clisma opaco a doppio contrasto ed era tutto okay.
Ma poi, fino all'esplorazione di retto e sigma fatta una ventina di giorni fa, non ho più fatto nulla.
Come ho potuto essere così trascurato, per essere adesso roso dall'ansia ?
Prometto che se andrà tutto bene, farò una colonscopia all'anno.
Arrivederci

[#10]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signore
questa volta sono io a porre a lei una domnanda: Perchè lei esegue tutti questi esami ? oltre al colon irritabile quale altra patologia le è stata diagnosticata ? Chi le ha detto e perchè dovrebbe fare una colonscopia all'anno ?
In caso di assenza di patologia non c'è indicazione.
In attesa di sue notize la saluto cordialmente
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#11] dopo  
Attivo dal 2008 al 2009
Gent.mo dr Nardacchione,
beh finora non mi è stato diagnosticato con certezza il colon irritabile, anche se è probabile che ce l'abbia.
Risponderò alla Sua domanda con piena sincerità.
Io ho dei problemi: somatizzo molto, anni fa avevo paura di problemi cardiaci e accusavo vaghi malesseri, in realtà una batteria di esami ha stabilito che il mio cuore è non buono ma ottimo.
Ho una specie di paura dell'abbandono, quando avevo 13 anni mia madre si ammalò di cancro al sigma e stette quasi 4 mesi in ospedale, io da solo con mio padre con cui non andavo d'accordo. Sopravvisse 12 anni, poi il cancro le tornò al fegato e in pochi mesi se ne andò. Ci misi tantissimo a elaborare il lutto.
I miei disturbi (stipsi, meteorismo, aerofagia gastrica) sono cominciati da quando mia moglie ha dovuto stare all'estero per molto tempo, cosa che io ho sofferto tantissimo.
A tutto ciò, aggiunga che io ho un vero terrore per il cancro: non perchè uccide, ma perchè uccide in un modo orribile, e spesso le terapie sono spaventose quanto il male, penso agli orrori della chemio.
Questo mi fa paura del cancro: la sofferenza protratta nel tempo; non la morte, che alla fine è solo pietosa liberazione.
Le ho risposto col cuore in mano...

[#12]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Mio caro amico,
le rispondo anch'io sinceramente: ma lei vuole vivere da malato per morire sano ?
Si rende conto che le sue paure la angosciano al punto tale che non le permettono di godersi serenamente la vita ? Così facendo rischia, dopo il 24 Febbraio, di trovare un nuovo organo bersaglio su cui indirizzare le sue attenzioni g con tutti gli esami e le visite conseguenti. Questa mi perdoni non è una vita serena. Non deve permettere alle sue paure di prendere il sopravvento poichè rischia un domani lontanissimo ... di non essere piùà creduto quando magari starà male davvero ! La sua analisi psicologica è cristallina, è riuscito ad individuare perfettamente i momenti topici che hanno innescato queste sue paure, a differenza di tante altre persone che continuano a cercare a vuoto, perchè non sono lucide come lei. E allora ? Cosa aspetta ad interrompere questo corto circuito ? Mi sembra che lei ne abbia tutte le potenzialità per poterlo fare. Forse le manca un aiuto esterno o un amico con cui sfogarsi e da cui ricevere rassicurazioni ed aiuti al suo stato. Pur non essendo in grado, poichè non è materia di cui mi occupo, mi dispiace non esserle più vicino geograficamente. Tuttavia penso che con le i basterebbe veramente poco lavoro per venirne fuori. Provi a parlarne con il suo medico curante o anche qcon qualche collega del sito per studiare meglio i risvolti della sua psiche. Non si faccia intimorire ed inoltri una richiesta di ausilio. Chissà che non riesca a trovare qualcuno che la porti definitivamente fuori da questo circolo vizioso. In tutto questo, e per quello che posso io le sono vicino, se non geograficamente, almeno moralmente. Mi tenga informato
Un caro saluto
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#13] dopo  
Attivo dal 2008 al 2009
Grazie dr Nardacchione per la sua grande umanità, mi creda, l'apprezzo moltissimo.
In effetti mi sono proprio in questi giorni rivolto al CSM della mia città e a breve dovrei avere il primo colloquio con una psicologa (il colloquio è giovedì prox).
Di tendenza io non vorrei assumere psicofarmaci, anche perchè sa, Lei ha detto una cosa giustissima, forse io ho bisogno soprattutto di qualcuno (qualificato, come può essere uno psicologo) che mi ascolti.
Ho una moglie e una figlia che adoro, ma purtroppo con loro il dialogo è relativo, slo su temi pratici.
Cos ho deciso di rivolgermi alla psicologa.
Grazie, Le farò sapere.
Però devo dirLe una cosa: quando faccio un esame medico che va bene, per un po' sto meglio.
Arrivederci

[#14]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Caro amico
cominciamo col dire che sono veramente felice che lei abbia preso questa sua decisione, lo doveva fare.In merito agli psicofarmaci, lo psicologo non essendo medico non può prescriverli, ma ha la competenza necessaria per ascoltarla, individuare i suoi problemi ed aiutarla a risolverli.
Mi fa piacere che stia meglio dopo un esame medico, ma non sarebbe più gratificante per lei stare meglio ... e basta ?
In attesa di sue notizie le invio un caloroso e cordiale saluto
Dr. F. Nardacchione
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