Utente 558XXX
Buongiorno, dopo incisione ascesso avvenuta da 5 giorni, mi rimane un fortissimo bruciore anale che si riduce notevolmente rimanendo fermi ma diventa invalidante dopo solo qualche passo. Il proctologo, medico di 40 esperienza, segnala che probabilmente c’e’ una fistola, la conferma l’avro’ solo tra una settimana dopo ecografia 3D. D’altro canto segnala che il forte bruciore e’ motivato al pus infetto che infiamma l’area perianale. Prima dell’ascesso mi aveva anche riscontrato roctitr ulcerativa. Mi segnala di continuare con Flagyl, unguento Proktis e se necessario Topster non piu di una volta al giorno e per brevi periodo.
Purtroppo non vedo miglioramenti.

Ci sono altri metodi per lenire (oltre ai semicupi) questi bruciori assurdi oppure e’ una cosa standard legata alla potenziale fistola? Ibuprofene non e’ in grado di ridurre questa infiammazione? La causa della Prctite erosiva puo’ essere legata alla fistola stessa che infiamma la mucosa?
di tanto in tanto ho una sorta di scarichi di muco molto denso dall’ano.
Segnalo che sono stato oggi proprio dal
Proctologo ma vorrei sentire altri pareri.
Grazie

[#1]  
Dr. Giovanni Migliorini

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Gentile Signore,
se c'è una fistola, l'unica soluzione è il drenaggio mediante setone.
L'ecografia transanale è di grande ausilio nei casi dubbi, come il suo.
Se poi il suo proctologo ha la possibilità di usare l'ecografia 3d (che pochi hanno a disposizione) l'accuratezza è ancora maggiore.
Per cui si fidi del suo specialista, che ha tutti gli strumenti per una diagnosi accurata.
Nel frattempo bidè con acqua calda (35-40 gradi), antidolorifici.

Cordiali saluti,
Dr. Giovanni Migliorini

[#2] dopo  
Utente 558XXX

Grazie per la veloce risposta. Purtroppo come segnala eco 3D non e’ cosi diffusa e i tempi per le prenotazioni in privato sono di circa 15 gg, Lunedi sme’ la data prevista per esame.
Ne approfitto della sua competenza ancora per una chiarimento: una volta individuata che la causa del bruciore e’ la fistola, esiste una fase di dolore meno acuta? (transitoria con meno bruciori)? so che ci sono persone che proseguono per mesi con fistole croniche.
Le spiego: ho molto fiducia del mio proctologo (40 anni di lavoro alle spalle ma ancora legato alle tecniche tradizionali ma non pratica ne la VAFFT ne LIFT). Sinceramente, se fosse possibile avere un paio di mesi di fiato prima di procedere con le tecniche tradizionali ( che vedo essere MOLTO fastidiose), vorrei sentire altri specialisti per capire se applicabili.

Certo se questo dolore continua ad essere invalidante e non si prospetta una riduzione, non ho altra scelta che buttarmi senza potere sentire altri possibilita’.
(anche privatamente si parla spesso di attesa per gli specialisti di 15 gg)
Grazie ancora per suo aiuto

[#3]  
Dr. Giovanni Migliorini

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Il primo step, nel caso avesse una fistola, è il posizionamento di un "setone".
Il "setone" è, per l'appunto, un filo che viene passato attraverso la fistola e annodato fuori. Ogni specialista ha le sue preferenze sul tipo di setone e ciascuno ha i suoi pro ed i suoi contro.
Dopodiché deve passare un po' di tempo perché la fistola si cronicizzi, ovvero si asciughi e non secerna più pus.
L'iter successivo dipende dal tipo di fistola.
Senza dilungarmi sulla classificazione delle fistole (che è una delle domande più cattive che un Professore di Chirurgia possa fare ad uno studente di Medicina all'esame), diciamo che esistono fistole semplici, risolvibili con atti chirurgici semplici senza compromettere la continenza e fistole complesse.
Per le fistole complesse sono state ideate un sacco di tecniche chirurgiche, tra le ultime la Vaaft da lei citata.
In proctologia l'esperienza non è poca cosa. Ed inoltre è fondamentale farsi seguire sempre dallo stesso specialista, perché le patologie non sono fotografie, sono film, in particolare patologie come le fistole, che vanno trattate in più step.
Per cui se il suo specialista è un riconosciuto professionista ed ha 40 anni di esperienza, ben per lei, segua i suoi consigli.


Cordiali saluti,
Dr. Giovanni Migliorini

[#4] dopo  
Utente 558XXX

Grazie ancora Dottore! molto chiaro!

[#5] dopo  
Utente 558XXX

Mi scusi ancora Dr. Migliorini chiarissimo quanto mi ha detto prima!
un ultimissimo chiarimento poi mon la disturbo piu:

- quindi e’ impensabile di applicare una Vaaft in un colpo solo giusto?

- e’ possibile che dopo lo spurgo dell’ascesso perianale avvenuto la scorsa settimana esista gia un fistola pure non essendo visibile evidenti orifizi sulla cute, corretto?

Grazie di nuovo

[#6]  
Dr. Giovanni Migliorini

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In generale, prima di effettuare un intervento con intento curativo su una fistola, bisogna superare la fase acuta. E, ripeto, il metodo utilizzato per ottenere ciò è il posizionamento di un setone, che peraltro è in genere assai ben tollerato. Alcuni pazienti lo tengono per anni, senza lamentare disturbi.
Solo dopo il superamento della fase acuta ed eventuali esami diagnostici (eco transanale, rm pelvica, colonscopia) si può programmare il tipo di intervento: fistulotomia, flap, lift..vaaft.
La Vaaft é una tecnica che prevede l'esplorazione dei tramiti con un fistuloscopio, la loro cauterizzazione e quindi la chiusura dell'orifizio interno. Ha senso utilizzarla quando si sospettano tramiti secondari, o nelle fistole in cui la quantità di sfintere interessato rende complessa la loro risoluzione.
Nelle fistole basse o con scarso interessamento sfinterico (le fistole semplici,) le tecniche classiche sono più che sufficienti.
Ci tengo a sottolineare che i risultati migliori si hanno sulla base della confidenza che un chirurgo ha con una determinata tecnica. In parole povere se un proctologo fa da anni flap endoanali per risolvere le fistole complesse ha probabilmente risultati migliori di quelli che potrebbe avere usando la Vaaft, con cui ha scarsa dimestichezza. Viceversa se un chirurgo ha una buona confidenza con la Vaaft e non con il flap, fa bene ad usare la Vaaft.
La maggior parte delle fistole anali ha origine criptogenetica. Una ghiandola interna del canale anale si infiamma e si approfonda nella parete. Qui inizia l'ascessualizzazione, che poi si apre nella cute perianale.
Altra causa frequente sono le ragadi, ovvero soluzioni di continuo della mucosa del canale anale da cui parte il tramite fistoloso.
Per cui l'ascesso, quando dovuto ad una fistola, è manifestazione della fistola stessa, cioè dell'orifizio interno e del tramite che da esso origina.
In altri casi l'ascesso perianale non origina da una fistola, ma dalla cute, esattamente come un comune foruncolo. In questo caso, di solito, é sufficiente l'incisione dell'accesso e l'evacuazione del pus.
Dr. Giovanni Migliorini