Attivo dal 2020 al 2020
Gentilissimi,
sono una ragazza di 24 anni, in chemioterapia ABVD per un linfoma di Hodgkin.

Oltre alla difficoltà delle terapie per il tumore, mi ritrovo a fare fronte al problema di una ragade anale, che sta diventando insopportabile.

I disturbi sono comparsi dopo due infusioni di chemio, dopo le quali di solito ho molta difficoltà nell’evacuazione, nonostante il giusto apporto di liquidi e fibre.
Inoltre prendo farmaci come un antibiotico protettivo delle vie respiratorie e iniezioni di fattore di crescita Nivestim per 6 giorni dopo la chemio, questi ultimi, mi sembra, hanno veramente modificato la mia attività intestinale.
In effetti prima delle terapie non mai avevo alcun problema ad andare in bagno o alcun tipo di disturbo.
Un giorno, circa due mesi fa, dopo uno sforzo nella defecazione e feci dure, ho provato molto dolore e da allora ogni volta che defecavo avvertivo, solo al passaggio delle feci, un dolore acuto, che passava istantaneamente.
Sono stata quindi molto attenta alla dieta, ho cercato di mantenere le feci morbide, e la situazione, in merito a dolore e consistenza delle feci, è migliorata molto, ma dopo la comparsa di una goccia di sangue sulla carta igienica, circa un mese dopo, ho consultato l’oncologo, che mi ha autorizzato la visita proctologica.
Il proctologo ha rilevato la presenza di una ragade anale, che mi ha consigliato di trattare con Antrolin e Daflon compresse due volte al giorno per prevenire l’insorgenza di emorroidi, che mi ha spiegato insorgere spesso nei pazienti in trattamento con chemioterapici.
Sono passati solo dieci giorni dalla visita, intanto ho fatto un’altra chemio, che puntualmente, nonostante la dieta, ha procurato feci dure.
Quindi su consiglio dell’oncologo sto prendendo una bustina di Movicol al giorno, che mi sembra funzionare sulle feci, ma in quanto a dolore mi sembra che la situazione sia addirittura peggiorata.
Negli ultimi due giorni il dolore è diventato lancinante durante la defecazione e continua per tutta la giornata, camminando e sedendomi soprattutto.
Sono terrorizzata dalla possibilità dell’intervento chirurgico, perchè veramente provata dalle terapie oncologiche e da tutto ciò che mi è successo e in secondo luogo perchè dovrei attendere la fine delle mie terapie per sottopormici.
E’ possibile che questa terapia farmacologica non sia indicata per me?
C’è possibilità che possa guarire da questo disturbo tentando un approccio differente dalla terapia suggeritami?
Ovviamente mi sottoporrò ad altra visita proctologica, ma scrivo qui per avere qualche altro parere e punto di vista.

Grazie per il servizio che offrite e un caro saluto.

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Certo! Esistono altre opzioni terapeutiche, né parli con il suo proctologo.
Cordiali saluti.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com