Perplessità postoperatorio ragade anale fistolizzata operata con anoplastica

Salve, maschio 29enne normopeso operato di ragade anale fistolizzata ad ore 12 il giorno 17/03/21, no chron o altre patologie.


Da quello che mi era stato detto prima dell'intervento la ragade sarebbe stata escissa, avrebbero fatto una pulizia e poi eseguito l'anoplastica, l'ipertono non è mai stato accennato anche se la notte dell'intervento, passata in ospedale con lo zaffo, ho avuto spasmi dolorosi per ore.
Preciso però che il foglio di dimissioni dice SOLO "anoplastica su ragade" E BASTA.

Il primo punto è caduto dopo 5 giorni, il secondo dopo 6, e altri due la seconda settimana.

Ora che la sintomatologia dolorosa è diminuita e dopo che mi è stato detto che "sta guarendo bene" (???), ho provato a controllare col dito - a distanza di 4 settimane dall'intervento - e dove prima avevo un taglietto di pochi millimetri ora ho una voragine dalla quale continuo a perdere qualche goccia di sangue occasionale all'evacuazione e roba gialla che presumo essere pus.
- L'anoplastica a cosa è servita? non avrebbe dovuto "coprire" la zona dove si trovava la ragade?
- La papilla ipertrofica esterna sta ancora lì ed è anzi più grande di prima, è normale?
- A seguito dell'intervento l'ano si è ristretto e indurito un po' e il tessuto emorroidario ad ore 6 si è gonfiato ed è dolente. Ancora, tutto ciò fa parte di un regolare decorso?
- A seguito di interventi del genere so che è buona norma prescrivere supplementi per ammorbidire le feci, quando li ho chiesti sono stato liquidato con un "non si preoccupi mangi dei kellogg's all-bran"
- Ho saputo inoltre che è d'obbligo mandare tessuti rimossi per eseguire eventuale esame istologico, cosa che a me non è stata fatta.
- Durante gli ultimi due controlli hanno scritto sul foglio "non sanguinamento all'esplorazione rettale" e invece sono tornato a casa entrambe le volte con la garza sporca di sangue
- A distanza di 4 settimane ho avuto un dolore lancinante ad ore 6 che ho dovuto tamponare col toradol e che non mi spiego.
Fermo restando che non potete commentare diagnosi e terapie di altri medici, tutto ciò rientra nella normalità? Nell'attesa della prossima visita tra due settimane, vi prego di rispondere a tutti e sette i punti, ve ne sarei grato.
Sto incominciando a perdere fiducia negli specialisti (due proctologi che lavorano in tandem) che mi stanno seguendo ed ho bisogno di sapere se mi conviene cercare un altro consulto
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Dr. Giuseppe D'Oriano Chirurgo oncologo, Colonproctologo, Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo d'urgenza 9,5k 286 2
Si! Ma il lembo potrebbe aver ceduto.
Quello che definisce pallina potrebbe essere il lembo che ha ceduto.
Potrebbe essersi " indurito" per esiti cicatriziali.
È buona norma! Prescrivere fibre.
Non sempre per il trattamento di una ragade con Anoplastica è richiesto l' istologico.
Il suo non sembra un decorso regolare, ma potrebbe essere semplicemente il frutto di un ritardo di cicatrizzazione per infezione della ferita.
Chiaramente quello che le ho scritto sono ipotesi che andrebbero confermate con una visita.
Da questa scaturirebbero i consigli terapeutici.
Prego.

Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

[#2]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio per la celere risposta.
Avevo immaginato si potesse trattare di un cedimento, chiederò delucidazioni durante la visita ambulatoriale.
In base a ciò che mi ha detto sorge spontanea una domanda: in base alla sua casistica di pazienti a cui eventualmente l'anoplastica ha ceduto, statisticamente quanto è probabile che si cicatrizzi questo grosso taglio senza ricorrere ad un secondo intervento?
In casi del genere ai suoi pazienti prescrive antibiotici o dilatatori?
La ringrazio di nuovo, le auguro una buona giornata.
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Dr. Giuseppe D'Oriano Chirurgo oncologo, Colonproctologo, Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo d'urgenza 9,5k 286 2
Solo dopo una visita e dopo aver valutato le condizioni della ferita,l' estensione dell' infezione, le condizioni dei tessuti circostanti, il tono dello sfintere potrei darle informazioni e consigli terapeutici in merito al suo specifico caso.
A distanza non posso aggiungere altro.
Prego.

Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#4]
dopo
Utente
Utente
La ringrazio, cercavo solo di farmi un'idea di cosa potrebbe aspettarmi e mettermi l'anima in pace, non consigli terapeutici. Ma mi rendo conto che sarebbe impossibile per lei dipingere un quadro della situazione - per quanto vago - a distanza.
Un'ultima domanda e tolgo il disturbo: in ambulatorio non mi è mai stata fatta alcuna anoscopia, né prima né dopo l'intervento e, a quanto sto capendo, per avere queste informazioni (condizioni ferita, estensione infezione ecc...) non credo basti un'esplorazione rettale come hanno sempre fatto ora i colleghi, o sbaglio?
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Dr. Giuseppe D'Oriano Chirurgo oncologo, Colonproctologo, Chirurgo generale, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo d'urgenza 9,5k 286 2
Prima la ritengo opportuna, dopo dipende da caso a caso.
Cordiali saluti.

Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

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