Utente 115XXX
Buongiorno,
vi scrivo l'esperienza che sto vivendo a seguito di un operazione di emorroidectomia secondo Milligan Morgan a seguito di una trombosi emorroidaria a ore 7 uscita da un giorno all'altro. Ho effettuato l'intervento in anestesia locale esattamente una settimana fa, il 19/05 mattina. Sono stato dimesso una volta finita la flebo, mi pare fosse di sedativo. Come terapia mi e' stato prescritto un antidolorifico per 4 giorni mattino e sera, un integratore di flavonoidi x il microcircolo per 23 giorni (3 compresse/die), una busta di psyllo gel al mattino. Inoltre bidet con anonet e successivamente con Amuchina med e medicazione con Eosin gel. Nel caso non avessi evacuato entro 3 gg, anche un lassativo.
I primi 3 giorni non ho avuto dolori rilevanti tranne quando ho provato ad evacuare (con leggera perdita di sangue), dolore pero' rientrato pochi minuti dopo la seduta. Anche la visita di controllo effettuata dopo due giorni ha dato esito positivo ed il medico mi ha detto che perdita di sangue e liquido sarebbero fuoriusciti per 20-30 giorni perche' la derita rimane aperta x quel periodo. I problemi sono iniziati dal quarto giorno successivo all'intervento, forse collegato al fatto di avee smesso di prendere l'antidolorifico.
I problemi sono i seguenti: durante l'evacuazione e per diverso tempo dopo (alcune ore) provo un dolore che con il passare dei giorni mi pare sempre piu' forte. In particolare dopo l'evacuazione sento delle fitte sulla ferita come se mi mettessero un chiodo dentro. Sono fitte di 1-3 secondi che si ripetono a intervalli irregolari, molto piu' spesso se mi muovo. Io sono rientrato al lavoro ieri perche' sono in una situazione delicata nel progetto che sto seguendo. Finche' non devo evacuare va piuttosto bene, una volta evacuato sono dolori. Da considerare che al lavoro non sto molto tempo fermo anche se la maggior parte del tempo sono seduto davanti al pc. Inoltre non ho la possibilita' di fare i bidet, uso una salviettina intima.
Ieri mattina e stamattina e' andata piuttosto bene, nel pomeriggio (ho evacuato all'ora di pranzo sia ieri che oggi) e' andata maluccio ieri e male oggi.
Le mie domande sono queste:
1- e' normale sentire dolore nelle situazioni descritte?
2- quanto durera' tale dolore?
3- c'e' modo di alleviare il dolore possibilmente senza antidolorifico?
4- e' il caso di contattare il chirurgo? (penso sia in ferie...)
5- il fatto di aver ripreso il lavoro puo' nuocere alla guarigione?
6- quando potro' riprendere ad andare in bicicletta? Di solito facevo un giro di 2-3 ore una volta a settimana

Ho letto diversi consulti su questo sito e a volte mi sembra di capire che veniva consigliata la tecnica di Longo in quanto meno dolorosa e di rapido decorso. Il chirurgo non mi ha detto prima dell'intervento quanti giorni ci sarebbero voluti per guarire, altrimenti ci avrei pensato mille volte

Grazie in anticipo per le risposte.

[#1]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signore,
provo a rispondere alle sue precise domande:
1 è normale sentire dolore al passaggio delle feci, visto che la ferita è ancora aperta;
2 il dolore dura in funzione della estensione della ferita: maggiore è la ferita, più tempo impiega a cicatrizzarsi.
3 il dolore si allevia con antidolorifici e nel suo caso non capisco perchè sia restio ad assumerli; se ha eseguito un intervento chirurgico ha compiuto un atto traumatico che guarisce nel tempo e non immediatamente. Consideri poi che ogni volta c'è un passaggio di feci la ferita viene posta sotto tensione e causa dolore. Si innesca così un meccanismo pericoloso in cui lei per paura del dolore non va di corpo rendendo le feci sempre più dure che, al passaggio causeranno maggiore dolore.Poichè esistono numerosi antidolorifici, maggiori e minori, gastrolesivi o meno, chieda al suo curante quello più indicato per lei;
4 qualora la situazione non dovesse migliorare è il caso di contattarlo;
5 direi proprio di no;
6 aspetterei ancora 15 giorni ed una visita chirurgica di controllo.
In merito alle tecniche chirurgiche non è possibile generalizzare: la tecnica si deve adattare alla situazione clinica del paziente e non il paziente alla tecnica. Se il collega che l'ha operata le ha proposto questo intervento è perchè a suo giudizio era quello migliore per la sua situazione. In fine i tempi di guarigione variano da persona a persona e non possono essere generalizzati in assoluto.

Con la speranza di aver risposto alle sue precise domande le invio i miei più cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
NB: qualunque sia il consulto la visita medica rimane imprescindibile

[#2] dopo  
Utente 115XXX

Grazie dottore per le risposte,
causa perdurare delle fitte il mio medico mi ha consigliato di rimanere a casa a riposo almeno questa settimana.
Il fatto che mi rende di cattivo umore è il dolore che con il passare dei giorni cresce sia come intensità che come frequenza.
Pongo altre domande puntuali:
1- mediamente dopo quanto tempo il dolore inizierà a diminuire?
2- le fitte che mi vengono a cosa sono dovute? perchè il dolore è forte e impulsivo invece che moderato e costante?
3- oltre all'antidolorifico di cui chiederò al mio medico, esiste qualche lenitivo da applicare sulla ferita?
4- ci sono altre comportamenti che possono alleviare il dolore? Ad esempio noto che stando disteso su un fianco mi da meno fastidio che stare seduto, mentre camminando le fitte sono molto più numerose.
5- ha altri consigli sul proseguio della convalescenza?

Grazie in anticipo

[#3]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signore
comprendo perfettamente il suo cattivo umore determinato dal dolore, ma per rispondere in maniera esaustiva alle sue domande dovrei conoscere il numero dei gavoccioli legati ed asportati, l'estensione della incisione chirurgica e la metodica ricostruttiva, l'esatta ubicazione dello sfintere rispetto alla sutura ed altri dati tecnici difficilmente descrivibili.
Il dolore di una ferita chirurgica è sempre "forte ed impulsivo" specie se legato al passaggio di materiale sopra di essa, mentre risulta "moderato e costante" in caso di interventi addominali chiusi.
Su cosa applicare sulla ferita sarei più propenso ad ascoltare i consigli del collega che l'ha operata
Per quanto riguarda i consigli generici direi che un adeguato apporto idrico (2 lt/die almeno) e l'assunzione di olio di vasellina possano rendere le feci più morbide con minor trauma nel passaggio sulla parte trattata.

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
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[#4] dopo  
Utente 115XXX

Grazie per i consigli. Effettivamente i dati che le servirebbero li conosce solo il chirurgo cche mi ha operato.
Per quanto riguarda l'acqua, bevo 2l/die come mi ha consigliato ed effettivamente mi aiutano ad ammormidire le feci.
Parlerò dell'olio di vasellina al medico.
Grazie ancora

[#5] dopo  
Utente 115XXX

Aggiornamento.
Ieri mi sono caduti due punti di sutura e mi sembra di stare meglio.
1- Può essere che fossero i punti a farmi venire le fitte?

Oggi ho fatto una visita dal sostituto del chirurgo che mi ha operato (il quale è in ferie) e ha detto che la ferita sta guarendo bene. Purtroppo ha individuato una nuova trombosi emorroidaria di 2 millimetri circa sul lato opposto a quella operata. Ha detto che se non avessi già fatto un'operazione mi avrebbe fatto una piccola incisione. Invece mi sta facendo prendere delle pastiglie di Centellase più pomata Rectoreparil con la speranza che si riassorba la trombosi.
Le mie altre domande sono:
2- se la nuova trombosi viene curata con farmaci, non c'è il rischio che si presenti nuovamente a breve?
3- l'eventuale incisione della trombosi richiede tempi di recupero elevati e porta a dolore?
4- Non ho mai avuto trombosi emorroidarie finora e adesso come mai ne escono 2 in un mese?
5- Mettendo la pomata Rectoreparil sulla nuova trombosi, inevitabilmente va a finire anche sulla ferita aperta della trombosi operata. Non so se il medico che mi ha visitato ci ha pensato. Non è rischioso? E' meglio evitare di mettere la pomata?

Grazie

[#6]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile signore proverò a risponderle con la stessa precisione:
1 - effettivamente a volte i punti di sutura possono generare dolore;
2 - il rischio che si ripresenti una trombosi esiste ma esiste anche la possibilità di guarigione;
3 - l'incisione della trombosi permette la evacuazione del trombo con immediato giovamento ma non cura la malattia emorroidaria;
4 - purtroppo le cause scatenanti non possono essere note sempre (alimentazione ?, attività sedentaria ? patologie concomitanti ? farmaci ? stress ? fumo ? alcolici ?) così come a volte la concomitanza di più fattori.
5 - l'utilizzo di pomate a base di eparina favoriscono il riassorbimento del trombo.
Per quanto riguarda la ferita aperta consideri che su di essa vi è anche il passaggio di feci, quindi la sterilità è garantita solo dalla igiene con cui tratta la zona operata.

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
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[#7] dopo  
Utente 115XXX

Grazie per le risposte sempre puntuali.

A proposito del punto 5, quello che volevo dire è che non riesco a tenere la ferita a riparo dalla pomata. Questo perchè sono molto vicini e in posizione di riposo si toccano. Quindi se metto la pomata, questa va ancha sulla ferita e se provo a pulire solo la ferita, questa si 'risporca' di pomata una volta che torno nella posizione di riposo.
La pomata la metto dopo un bidet con anonet e un semicupio con amuchina med.

A seguito di queste nuove informazioni, riformulo la mia domanda:
1- Dovendo scegliere, è meglio mettere la pomata sul trombo e 'sporcare' anche la ferita oppure non metterla sperando che basti solo il Centellase per la guarigione del trombo?

Grazie per la sua gentilezza

[#8]  
Dr. Francesco Nardacchione

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Gentile sgnore
forse non mi sono spiegato bene ma poichè in corrispondenza della ferita passano le feci (che certo sterili non sono) per quanto lei possa effettuare detersioni e semicupi non otterrà mai una sterilità al 100 %. Motivo per cui se anche la pomata dovesse "sporcare la ferita" non dovrebbero esistere pericoli

Cordiali saluti
Dr. F. Nardacchione
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