Utente 103XXX
Buonasera Dottori. E' da circa sette mesi che mi sono accorto di avere una piccola chiazza di colore rosso, molto piccola, sui 2-3 millimetri di diametro e tondeggiante, in corrispondenza della quale la mucosa del glande produce un piccolo avvallamento, ma non c'è comunque alcuna ferita o ulcera o abrasione evidente. Non fa male, non prude, non brucia, non è dura. Sono andato dal dermatologo venereologo a farmi visitare un mese fa. Dopo avermi visitato il glande con la lampada e la lente, lui mi ha prescritto subito un tampone balanoprepuziale dal quale non è emersa alcuna crescita batterica o micotica, e allora mi ha prescritto lavaggi del glande con soluzione di bicarbonato per 1 settimana. Nessun risultato. Sono quindi tornato da lui e mi ha prescritto un trattamento per 1 mese con Advantan crema a giorni alterni, e lavaggi giornalieri del glande con detergente contenente sostanze oleose. A distanza di circa 1 mese dall'inizio di questo trattamento, nulla è cambiato ancora. Tornerò quindi in visita dal dermatologo questa settimana. Rapporti sessuali sempre protetti col presevativo da anni (per cui sarebbe curioso scoprire adesso una allergia al preservativo o ai gel lubrificanti), sono donatore di sangue e quindi so di essere negativo a tutte le MST più importanti. Traumi del glande negi rapporti sessuali anche questo sarebbe curioso, perchè nel mio modo di fare sesso e di masturbarmi non è mai cambiato nulla, a livello di gestualità. Potrebbe essere una balanite di Zoon, Dottori? Lo chiederò certamente al mio dermatologo, però volevo anche una vostra opinione. Vi ringrazio per la cortese risposta.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Genile utente

di sicuro dalla sede telematica non si può superare un consulto diretto : direi che le ipotesi generali dalla sua descrizione sono tante: da una sclerosi tissutale (morfea), direi rara in quella
sede, a tante e dissimili patologie che comprendono anche una balanite di zoom: direi che il suo venereologo dovrebbe averle fatto una diagnosi corretta prima di una terapia steroide, quindi dovrebbe afgidarsi a lui per il proseguio della situazione.

Saluti
dott. Laino, Roma
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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[#2] dopo  
Utente 103XXX

Grazie Dottor Laino. Sì, il mio dermatologo me l'ha proposta la sua diagnosi, prima del trattamento con la crema. All'inizio.....inizio, cioè la prima volta che ci siamo visti, lui essendo dermatologo esperto in MST la prima cosa che ha pensato è stata un'infezione, ma dal tampone è emerso che non era così. Lui, però, allo stato attuale, o meglio circa 1 mese fa quando mi ha fatto la sua seconda ipotesi diagnostica, era ancora indeciso fra una forma eczematosa generica, una dermatite seborroica (anche perchè io effettivamente ho la dermatite seborroica, molto sviluppata, anche in altre parti del corpo tipo il torace, le sopracciglia, il cuoio capelluto e il labbro sotto i baffi) o un'allergia al lattice del profilattico. Mi ha spiegato che questo trattamento di 1 mese con Advantan a giorni alterni, serve proprio a capire se le sue ipotesi diagnostiche erano giuste: infatti mi vuole vedere sabato prossimo per constatare se il trattamento con la crema ha avuto successo (ma, da quello che vedo, non ne ha avuto). Dottor Laino, ma la diagnosi di balanite di Zoon è solo clinica, cioè il dermatologo riesce a riconoscerla visivamente, oppure richiede anche altri accertamenti strumentali, oppure delle analisi? La ringrazio per la risposta.

[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Il sospetto si pone clinicamente e la diagnosi di certezza e' solo istologica.

Saluti

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[#4] dopo  
Utente 103XXX

Buonasera Dottor Laino. Sabato scorso sono andato dal dermatologo a sottoporgli il risultato di quel trattamento di 1 mese con applicazione di Advantan e con uso di detergente oleoso, che lui mi aveva prescritto. Anche lui ha constatato che non ci sono stati miglioramenti nella scomparsa della chiazzetta rossa, e che è uguale a 1 mese fa. Dopodichè, dopo questa constatazione, l'ipotesi di diagnosi che mi ha fatto, essendo del tutto sicuro e convinto di escludere con certezza tutte le altre ipotesi, è stata quella di una piccola cicatrice relativa ad una piccola ferita o meglio abrasione che mi sarei fatto (uso il condizionale, perchè io questa piccola ferita o abrasione non me ne sono mai accorto di essermela fatta, e dovrei essermela fatta prima di 7 mesi fa, quando cioè mi sono accorto della chiazzetta) durante l'attività sessuale, con la mia parner o da solo. Secondo lui, questa diagnosi di piccola cicatrice relativa ad una passata abrasione è corretta, perchè spiega come mai la chiazzetta rossa sia anche avvallata al centro (questo dell'avvallamento è un particolare molto importante, quasi determinante, in questa ultima diagnosi, secondo lui), e anche come mai non sia scomparsa con l'uso della pomata antinfimmatoria. Piccola cicatrice, quindi, che nel corso della mia vita potrebbe anche non scomparire mai, mi ha detto. Ha detto, comunque, che ci rivediamo a settembre per un controllo. Le chiedo cortesemente, dottor Laino, se, in base a questo racconto, questa chiazzetta rossa sul glande avvallata al centro, che ha un diametro di 2-3 mm, con contorni netti, non dolorosa, non fastidiosa, può essere compatibile con una diagnosi di cicatrice da trauma/abrasione sessuale, come dice il mio dermatologo. Grazie.

[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino

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non mi permetterei di certo di controvertire una diagnosi di un Collega..a meno di avere una "sfera di cristallo" !

cordialità


Dott. LAINO, Roma
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[#6] dopo  
Utente 103XXX

Salve Dottor Laino. Mi è venuto un dubbio. Come le dicevo, il mio dermatologo mi ha detto che la chiazzetta rossa e avvallata che ho sulla superficie del glande è una piccola cicatrice, dovuta ad una passata abrasione o ferita da trauma sessuale. E che, stando così le cose, può essere normale che in 7 mesi non sia ancora scomparsa e che potrebbe anche rimanerci indefinitamente. Il mio dubbio Dottore per cui adesso le chiedo un consiglio, però, è questo: io mi ricordo che un giorno andai in visita dal mio dentista, e avevo una piccola ferita sul palato perchè me lo ero morso tra i denti, e lui visitandomi mi ha detto che questa ferita da morso sul palato non aveva granchè importanza, perchè lui mi ha spiegato che tutte le ferite traumatiche che avvengono sulle mucose (sulle mucose in generale di tutto il corpo, non solo sulle mucose orali, questa cosa ha precisato il mio dentista), SPECIE SE SONO FERITE DI PICCOLE DIMENSIONI, riescono sempre a guarire velocemente e definitivamente in pochi giorni (1-2 settimane al massimo) senza lasciare alcuna traccia nè cicatrice, perchè il tessuto delle mucose si rigenera velocemente. Ma allora adesso la mia domanda è: la mucosa del glande ha qualche cosa di diverso rispetto alla mucosa che sta in bocca, tipo la mucosa del palato e della lingua? Il glande guarisce in tempi e modalità differenti rispetto alla lingua e al palato? Come mai dopo 7 mesi una piccola abrasione da trauma sul glande non è ancora guarita? Se ad esempio fosse stata sulla lingua, credo che da un bel pezzo sarebbe passata. Grazie Dottore per la risposta.

[#7] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Un conto e' una ferita un altro una cicatrice.

Saluti
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[#8] dopo  
Utente 103XXX

Buonasera Dottor Laino. C'è una novità: mi sono accorto da qualche giorno che la piccola chiazza rossa mi provoca un bruciore abbastanza lieve. Questo lieve bruciore/pizzicore lo sento solo quando c'è un discreto strofinamento sul glande, cioè in pratica c'è solo durante i rapporti sessuali, mentre è assente quando il glande è a riposo e non è sollecitato, ed è assente anche quando mi lavo la zona con acqua e sapone intimo con pH 5,5. Il bruciore è assente anche quando a volte capita che la chiazzetta rossa venga a contatto con qualche goccia residua di urina. Tuttavia non c'è mai stato sanguinamento. Perchè adesso la chiazzetta rossa mi brucia in questo modo, secondo lei, Dottore? Torno dal dermatologo prima di settembre, o posso sottovalutare la condizione?

[#9] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Direi sicuramente di anticipare la visita venereologica
saluti
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[#10] dopo  
Utente 103XXX

Ben trovato Dottor Laino. Ieri ho effettuato la visita dermatologica annuale per il controllo dei nevi melanocitari. Sono andato anche stavolta all'ospedale, e sono stato visitato da un altro dermatologo, un dermatologo oncologo (melanomi e carcinomi). Per i nevi tutto ok. A margine della visita, anche a questo dermatologo oncologo, però, ho voluto sottoporre la questione della chiazzetta rossa sul glande. Dopo avermi visitato la parte ad occhio nudo, mi ha detto che secondo lui questa chiazzetta è una "teleangectasia dei capillari", per cui niente di gravemente patologico: "se la può anche dimenticare questa piccola macchia", mi ha detto con questa battuta, volendo significare che secondo lui è una cosa da niente. A questo punto vorrei farle due domande, Dottor Laino: 1) è da considerarsi solo una battuta quella del fatto che posso dimenticarmi di questa chiazzetta, perchè immagino che invece io debba continuare a tenerla sotto controllo, dato che ce l'ho da 8 mesi, non è vero Dottore? 2) una cosa che volevo chiederle, Dottore, è che sia il precedente dermatologo venereologo e sia quest'ultimo dermatologo oncologo, tutti e due dermatologi operanti in ospedali pubblici, nel visitarmi il glande hanno utilizzato: il primo la lampada tonda con la lente di ingrandimento incorporata, ed il secondo l'ha visto ad occhio nudo con l'illuminazione naturale dello studio. Nessuno dei due, però, per visitarmi il glande ha utilizzato la colorazione con la soluzione di acido acetico. Dottore, ma non è una cosa imprescindibile la colorazione con l'acido acetico del glande in ogni visita dermatologica venereologica, per capire meglio di che tipo di balanite si tratta? Grazie per le risposte.

[#11] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Personalmente considero l'acido acetico superfluo: l'occhio esperto del venereologo e la lampada, associata in casi particolari alla video dermoscopia del glande la strada corretta: si fidi quindi ciecamente!

Dott LAINO, Roma Centro Dermatologico
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[#12] dopo  
Utente 103XXX

Buonasera Dottor Laino. La situazione con la chiazzetta rossa sul glande è invariata, per cui per ora non ci ritorno su a parlarne. Avrei, invece, due domande generiche da farle, Dottore, però sempre in tema di balanopostiti. 1) Il primo rapporto sessuale con la mia partner lo ebbi quando avevo 22 anni. Da quel momento in poi ho incominciato a prestare più attenzione all'igiene delle parti intime, incominciando a detergere quotidianamente il pene (glande e prepuzio) con il sapone intimo. Fino all'età di 22 anni, invece, non prestavo attenzione all'igiene intima, e il lavaggio avveniva ogni 3-4 giorni circa, e quindi si verificava sempre un accumulo di smegma. Il fatto è che prima dei 22 anni avevo il glande e prepuzio ricoperti dallo smegma, ma comunque non erano mai arrossati dopo la rimozione dello smegma. Mentre da dopo i 22 anni, con l'igiene quotidiana e l'assenza di smegma, il glande e prepuzio sono sempre stati più arrossati rispetto a com'erano prima dei 22 anni. Secondo me dipendeva dalla presenza dello smegma che forse proteggeva glande e prepuzio. La domanda che le rivolgo è se esistono dei prodotti farmaceutici o parafarmaceutici da applicare sulla cute di glande e prepuzio pulita quotidianamente, che svolgano la stessa funzione protettiva e oleosa dello smegma, ma ovviamente molto più igienici rispetto allo smegma, e che il mio dermatologo potrebbe pensare di prescrivermi. 2) La seconda domanda è: può accadere che insorgano delle balanopostiti provocate dall'acqua delle piscine pubbliche? Se sì, perchè? Quali tipi di balanopostiti si può correre il rischio di prendere andando a nuotare in piscina? La ringrazio per le risposte, Dottore, buone feste.

[#13] dopo  
Dr. Luigi Laino

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2.si, irritative oppure complicanze di b. Già esistenti

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[#14] dopo  
Dr. Luigi Laino

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[#15] dopo  
Utente 103XXX

Ben ritrovato Dottor Laino. Dunque, già dal termine di quella terapia di 1 mese con Advantan sul glande che ho sopra descritto, cioè da luglio 2010, sto notando una estrema secchezza/atrofia a livello della cute esterna del prepuzio, con molta desquamazione. Da circa un mese, inoltre, su questa lamina esterna del prepuzio oltre alla desquamazione si sono aggiunti dei piccoli e fastidiosi taglietti sanguinanti, e la desquamazione sembra essersi aggravata. Per ovviare a tutto questo, da 2 settimane circa sto automedicandomi in questa maniera: 2 settimane fa ho fatto delle applicazioni giornaliere di Betadine su questa cute ferita e desquamata del prepuzio, per disinfettarla da qualche eventuale microbo, ma la cura col Betadine non ha avuto il minimo effetto; la settimana scorsa ho fatto delle applicazioni giornaliere di un "latte relipidante antisecchezza per il corpo" (di ottima marca), sulla pelle del prepuzio esterna, ma nemmeno questa cura sembra che abbia avuto effetto. Le chiedo, quindi, Dottor Laino, come mai questi 2 tipi di automedicazioni fatte da me non hanno avuto effetto. Perchè la secchezza/desquamazione e anche i taglietti sanguinanti sul prepuzio non scompaiono, nonostante io abbia messo il latte relipidante antisecchezza per 1 settimana? Potrebbe un dermatologo farmi intraprendere una terapia più efficace rispetto a queste mie automedicazioni, secondo lei? Ad occhio e croce, Dottore, a che tipo di terapia (diversa da quella che ho fatto nelle ultime 2 settimane) potrei andare incontro se vado dal dermatologo a sottoporgli questo problema di secchezza/desquamazione con taglietti alla cute esterna del prepuzio? Grazie, buonasera.

[#16] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Semplicemente perché se fosse così facile auto-curarsi i medici non esisterebbero!

Usare il cortisone per tutto questo tempo e senza indicazione specialistica, può fare gravi danni.

Saluti
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[#17] dopo  
Utente 103XXX

Buonasera Dottor Laino. Con soddisfazione, le comunico che dopo circa 4 settimane di trattamento sul prepuzio con quel "latte relipidante antisecchezza per il corpo", quella situazione di secchezza, arrossamento, bruciore e taglietti sanguinanti sul prepuzio si è completamente risolta, guarendo del tutto. Adesso però volevo farle un'altra domanda. In tutto quel periodo in cui ho avuto quel brutto arrossamento con estrema secchezza del prepuzio, mi sono reso conto che avere la cute del prepuzio in sane condizioni è una cosa essenziale, anche per avere una buona sessualità. Per questo motivo, Dottore, vorrei chiederle se la cute del prepuzio può, con l'età avanzata, subire delle modificazioni fisiologiche come avvengono per le altre parti del corpo (rughe sul viso che aumentano, pelle più raggrinzita e meno elastica tipica delle persone anziane, eccetra eccetra). Infatti, in un giovane di 20 anni il prepuzio è molto elastico e morbido, ma le domando se continuerà a mantenersi così elastico e morbido anche quando lui avrà 70 e più anni, escludendo malattie del prepuzio che possano averlo danneggiato nel corso del tempo? Grazie.

[#18] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Cambia poco, stia tranquillo..

felicitazioni per il suo miglioramento

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