Utente 177XXX
Buongiorno.Sono un ragazzo di 26 anni e scrivo per avere ulteriori pareri e consigli circa il trattamento di una sospetta micosi del glande.Circa quattro mesi faho iniziato ad avere rapporti sessuali non protetti con la mia partner.Dopo un mese ho cominciato ad avvertire un prurito di media-leggera intensità localizzato nella zona del glande.Ad un'attenta analisi ho notato che il derma presentava una situazione di secchezza e aridità con presenza di lievi solchi e rugosità.In concomitanza a tale manifestazione di generale secchezza del glande si presentavano altresì alcune macchioline lievemente rossastre.Dato che in quel periodo il mio medico(andrologo)curante era in vacanza,mi sono recato dal farmacista,il quale mi ha consigliato l'applicazione di Pevaryl.Nel frattempo la mia partner,che non risentiva alcun fastidio,si è sottoposta a visita ginecologica e a tampone vaginale,i quali tuttavia non hanno rilevato alcunchè.A questo punto ho continuato ad applicare il pevaryl per tre settimanane e,tranquillizati dall'esito negativo del tampone vaginale,abbiamo continuato ad avere rapporti non protetti.In questo periodo di applicazione del pavaryl la situazione e apparsa in leggero miglioramento,le macchie rosse sno pressochè scomparse ma permaneva la situazione di secchezza del glande.Decorse così le tre settimane di applicazione del pevaryl mi sono recato dal mio andrologo che ha rilevato,a suo dire,una situazione del tutto normale.Ho così sospeso l'applicazione del pevaryl.Nel corso della settimana successiva,però,si è manifestata una graduale riacutizzazione dei sintomi fino al manifestarsi di un forte rossore,disposto a macchie,e ad un discreto prurito sempre nella zona del glande.Ciò mi ha spinto a recarmi nuovamente dall'andrologo il quale ha riscontrato una possibile infezione micotica e mi ha prescritto l'applicazione di trosyd pomata,2 volte al dì per 20 gg,e l'utilizzo di un sapone di marsiglia.Mi ha consigliato altresì di astenermi dai rapporti sessuali almeno per i primi 2 o 3 gg di cura.Così ho fatto,dopodichè ho ripreso la mia attività sessuale senza l'uso di protezioni.A 4 gg dalla sospensione della cura con trosyd i sintomi da me lamentati,che si erano ridotti ma non del tutto scomparsi(in particolare la secchezza del glande)si sono nuovamente riacutizzati con la ricomparsa dei rossori e del prurito,soprattutto in seguito ai rapporti.A questo punto mi sorge il dubbio di aver trattato con superficialità la questione,in quanto,probabilmente,sarebbe stato necessario astenersi del tutto dai rapporti sessuali o,quantomeno,utilizzare il preservativo per evitare il c.d.fenomeno del contagio a ping-pong.Ciò che mi lascia perplesso è il fatto che la mia ragazza non abbia mai lamentato alcun fastidio o alcuna manifestazione sintomatica di alcunchè.Secondo voi mi conviene riprendere il trattamento con il trosyd in concomitanza con una totale astensione dai rapporti per verificare se c'è un netto miglioramento o recarmi nuovamente da dottore?

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Dr. Luigi Laino

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gentile utente,

la sua storia è piuttosto classica:

come spesso mi capita di leggere, dalla lettura dei dati inseriti, manca la cosa fondamentale : la DIAGNOSI PRECISA.

Questa non è certo il farmacista a fornirla e non comprendo perchè le terapie da banco fornite sono sempre le medesime: antimicotici.

Sappia che lo specialista di riferimento è il Dermatologo Venereologo (faccia la visita con questa figura professionale, esperta di cute e mucose genitali).

Se avrà la pazienza di leggere il mio articolo sulle balanopostiti / balaniti

http://www.latuapelle.org/rubriche/?art=15

comprenderà quante e quali possono essere le possibilità in questo contesto.

carissimi saluti

Dott. LAINO, Roma
Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
Già Dirigente Istituto San Gallicano
Tel. 06.45.55.06.61
www.latuapelle.it