Utente 428XXX
Ho cinquantasette anni, e oggi, nel corso di una visita di routine per il controllo della prostata, l’urologo che mi ha visitato ha diagnosticato la presenza di eritroplasia, dopo aver osservato delle macchie sul glande, e mi ha consigliato una visita dermatologica per individuare un trattamento delle stesse con una specifica pomata.
Di conseguenza ho cercato maggiori informazioni su tale malattia e quanto letto non mi sembra molto confortante, anche perché non avevo finora dato peso a tale problema.
Ho notato da qualche tempo la comparsa di un certo arrossamento della parte, con delle macchie ben delimitate e lucide, a volte con colorazione di colore rosso più marcata e a volte meno, tanto da risultare poco visibile. Non ho mai provato prurito o dolore, secrezioni di nessun tipo oppure odori particolari. Premetto che ho un prepuzio abbondate e per questo ho sempre curato con scrupolo l’igiene quotidiana. Aggiungo che non ho mai sofferto di patologie simili, non soffro di diabete, non bevo, non fumo, non faccio uso di stupefacenti, non ho avuto rapporti a rischio.
Mi rendo conto che senza una visita diretta è arduo dare delle risposte (in linea di massima la lesione è molto simile alle immagini di balanite rinvenibili sul web più che quelle di eritroplasia) ma vi chiedo se vi sono degli esami da fare prima di una eventuale biopsia o di altre metodologie diagnostiche invasive. Trovo strano che l’urologo che mi ha visitato abbia fatto subito una diagnosi precisa (vista la complessità della materia dermatologica e le numerose malattie ascrivibili a lesioni cutanee simili) e poi mi abbia tranquillizzato sulla possibilità di risoluzione del problema con una apposita crema. Mi pare di capire che per la cura dell’eritroplasia, la creme siano poco efficaci, necessitando invece di interventi più risoluti e invasivi.
Ho naturalmente prenotato subito una visita dermatologico-venerea, ma chiederei un vostro parere in attesa di avere conferme dirette dalla visita.
Un grazie per il servizio prezioso che fate e per l’attenzione che vorrete dedicare al mio caso.

[#1] dopo  
Dr. Antonio Del Sorbo

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Le cause di arrossamento del glande sono davvero tantissime e vanno da situazioni solitamente tranquille (es. balanopostite traumatica) e fenomeni più impegnativi (es. balanite psoriasica, dermatite seborroica genitale, eczema genitale, balanopostite da candida, balanite plasmacellulare di Zoon, lichen, etc), fino ad arrivare a fenomeni molto più complessi come l'eritroplasia di Queyrat e il carcinoma del pene, situazioni degenerative di meno frequente osservazione in dermatologia genitale, rispetto ai fenomeni sopra elencati. L'elenco dei fenomeni che possono presentarsi con rossore genitale è molto lungo e non aiuta certamente a chiarirLe le idee. Al momento della visita specialistica, il collega dermatologo potrà giungere ad una diagnosi precisa e programmare la terapia più adatta. La terapia ovviamente comprenderà farmaci diversi a seconda che si tratti di una psoriasi genitale piuttosto che una candidosi. In molti casi si tratta di fenomeni gestibili con qualche crema, mentre in altri casi, in base al tipo di diagnosi, si può ricorrere a trattamenti più impegnativi o persino invasivi. E' difficile però dirLe a distanza con certezza di cosa di tratta, essendo l'arrossamento genitale un fenomeno che riscontriamo in tantissime situazioni, sia infettive che non infettive. E' importante evitare di applicare creme farmacologiche (es. cortisonici, antimicotici, antibiotici, etc) prima della visita venereologica, per evitare di modificare il quadro clinico. In attesa delle visita specialistica, se al rossore si associa anche bruciore, può essere al massimo applicata una normale pasta all'ossido di zinco, tipo quelle utilizzate nei bambini per le dermatiti da pannolino. L'ideale però è presentarsi dal collega, evitando se possibile l'applicazione di farmaci, la settimana che precede la visita. Ciò consente a noi dermatologi, di avere davanti una situazione non falsata dai farmaci e di poter eseguire un eventuale tampone, qualora il collega lo riterrà opportuno al momento della visita specialistica. Cordiali saluti e in bocca al lupo.
Dott. Antonio DEL SORBO
Specialista in Dermatologia e Venereologia
Sito web: www.ildermatologorisponde.it

[#2] dopo  
Utente 428XXX

Grazie dott. Del Sorbo per la sollecita risposta e per i consigli che mi suggerisce. Sono indicazioni che ricorrono spesso nelle vostre risposte e, memore di questo, non ho applicato nessun tipo di medicamento che possa alterare il quadro della situazione. Oltrettuto mi era sembrato inutile procedere ad automedicazione (spesso rischiosa) visto che le macchie non mi hanno procurato nessun fastidio.
Attenderò con impazienza la visita del dermatologo-venereologo sperando in una forma meno severa di quanto pronosticato dall'urologo (eritroplasia) in considerazione del colorito roseo della placca.
Ancora un grazie e l'impegno di tenerLa informata.

[#3] dopo  
Utente 428XXX

Ancora grazie al dott. Del Sorbo
Dopo un iniziale allarme per un referto che riportava la dizione "eritroplasia del glande", la dermatologa da me consultata ha chiarito che si tratta di una "banale" balanite in fase quisciente determinta probabilmente da cause saltuarie (ristagno di umidità) e mi ha prescritto una semplice polvere da applicare localmente.
Un cordiale saluto e un grazie a tutto lo staff medico per il prezioso servizio che offrite.