Utente 302XXX
Salve, mio marito di 31 anni ha avuto una leucemia linfoblastica acuta per la prima volta nel 2008. A gennaio 2013 gli e´stata diagnosticata una terza ricaduta da leucemia con traslocazione (1; 19) ed altre traslocazioni (sul cromosoma 9, ad esempio). Nel 2008 lo stesso tipo di leucemia (all'esordio in maggio) è stata trattata con un trapianto a settembre 2008. Nel 2011 (gennaio) seconda ricaduta e trapianto a luglio. Il paziente ha sempre risposto in maniera positiva alle cure. Ora la prima fase di chemioterapia (2 cicli FLAG-IDA) hanno portato a una terza remissione della malattia. Si continua con sprygel, visto e considerato che ulteriori chemioterapie non possono a lungo termine beneficiare il paziente, ma vorrei capire se ci siano effettivamente speranze. Fatico a vedere mio marito stanco e stare male da anni. Lui e´positivo, continua a sperare, ma da quanto ho capito in base ai colloqui con i medici, non ci sono molte possibilita´di cura. Altri trapianti non sono considerabili, io vorrei sistemare le cose pratiche vista la triste eventualita´della morte, cercando di capire quanto a lungo lui possa vivere, considerando una qualita´ della vita al momento. Ringrazio

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Dr. Arduino Baraldi

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Non si possono certo fare ipotesi temporali di sopravvivenza , come può ben capire e non è affatto detto che tutto volga al peggio. Suo marito deve fare tutto ciò che le consigliano i medici avendo fiducia in loro.
Un saluto

A. Baraldi