Utente 432XXX
Gentili dottori,
ho vent'anni e sono sempre stato benissimo, sono sempre andato in palestra con ottimi risultati, non faccio uso di droghe o alcool, ho sempre goduto di ottima salute. Circa un paio di anni fa ho iniziato a soffrire di alopecia androgenetica (inarrestabile) e, preso dallo sconforto e consapevole che ogni effetto collaterale si sarebbe risolto con la sospensione, ho iniziato ad assumere finasteride circa un anno fa. I primi mesi tutto bene, nessun effetto collaterale. I capelli continuavano tuttavia a cadere e così ho inserito nella terapia un antagonista recettoriale per via topica. Da lì sono iniziati i miei problemi. Ho iniziato a riscontrare immediatamente effetti collaterali: ginecomastia, disfunzione erettile pressoché totale, stanchezza cronica al punto che non riuscivo più ad alzarmi al mattino, perdita di forza muscolare (sei kg in meno al bilancere finchè dopo 15 giorni di continui cali ho dovuto smettere palestra perché arrivavo a casa distrutto), ritenzione idrica evidente, prostatite (dolore fortissimo alla prostata, bruciore), produzione di sperma pressoché inesistente, dolore al basso ventre e il mio pene si è curvato verso sinistra dopo la sospensione (le rarissime volte in cui ho avuto un'erezione sono rimasto sconvolto dal vederlo). Ovviamente neanche a dirlo ho sospeso TUTTO dopo pochissimi giorni dall'insorgenza degli effetti collaterali. Tutti i medici che mi hanno visitato (e che hanno diagnosticato ginecomastia, prostatite, eccetera) mi hanno rassicurato sulla TOTALE scomparsa degli effetti collaterali, perciò sono rimasto tranquillissimo per molti mesi fino alla settimana scorsa, quando mi sono reso conto che al posto di migliorare i miei sintomi stavano peggiorando, al punto che a tutti gli effetti collaterali si è aggiunto il fatto che di punto in bianco ho iniziato a tremare, non riuscendo nemmeno più a tenere fermo il telefono in mano. Non sonouna persona suggestionabile o ansiosa, e dopo aver constatato che le cose stavano andando a peggiorare ho voluto informarmi su internet, trovando moltissimi ragazzi che avevano i miei stessi effetti collaterali in seguito all'assunzione di Finasteride e/o antiandrogeni vari.
Dopo circa quattro mesi dalla sospensione ho fatto un controllo ormonale:
TSH 2,480 [0,200-3,000]
FSH 3,5 [1,5-20,0]
LH 7,3 [1-8,6]
E2 20 [10-50]
TESTOSTERONE 500 [300-1200]
DELTA 4 ANDROSTENEDIONE 1,8 [0.3-2.6]

Un mese dopo un totale relax ho ripetuto alcuni esami:
TSH: 2,260
FT4 1,36
FT3 3,69
PROLATTINA 180
CORTISOLO 17,47
FSH 4,1
LH 10 (!)
TESTOSTERONE 531
TESTOSTERONE LIBERO 18,7

Prima di assumere finasteride il testosterone totale era 883 e LH 3,2. Vedere che a un aumento consistente dell'LH non corrisponde un aumento consistente del testosterone (che resta basso per un 20enne, in particolare il libero) non mi lascia per niente tranquillo. Ho da sei mesi ormai una prostatite dolorosa (né ciproxin né antiinfiammatori hanno aiutato) e i tutti sintomi sono peggiorati.

[#1] dopo  
431733

Cancellato nel 2018
Ovviamente lei sta vivendo uno stato stressogeno imponente che non l'aiuta affatto in tutta la gestione del problema.
Quindi prima e più importante cosa da fare è recuperare serenità e rilassamento, magari con l'aiuto di un operatore shiatsu o di un percorso yoga.
Per tutto il resto occorre fare un buon punto della situazione con un andrologo che esegua con contestualità le valutazioni necessarie: l'assunzione prolungata e in fatto doppia di anti-androgeni ha fatto saltare gli equilibri e ci vorrà tempo e buona terapia per rimetterli in sesto.
Ma abbia fiducia.... è abbastanza giovane per avere il tempo utile.
Dr. Carlo Rando
www.andrologiaonline.it