Utente
Gentilissi Dottori,
scrivo per chiedere delle informazioni urgenti. Mio suocero di 72 anni sta molto male. Presenta una recidiva del virus epatite c con cirrosi epatica in fase di scompenso con ascite e valori di bilirubina molto alti.
Ha già subito un trapianto di fegato nell'ottobre 1998 in seguito a cirrosi epatica causata appunto da epatite c.

Ci hanno detto che l'unica cura possibile per lui è il nuovo farmaco Sovaldi

- Secondo Voi questo farmaco può apportare qualche beneficio o
miglioramento a mio suocero oppure ce lo hanno consigliato solo perché
ci hanno visti disperati?

Poi volevo chiedere gentilmente:

- se secondo voi, mio suocero può accedere all'uso compassionevole del
farmaco sovaldi?

- e se potreste, cordialmente, spiegare nel dettaglio come si accede all'uso
compassionevole di tale farmaco,specificando magari se e quali sono i
parametri e i criteri oggettivi che si devono rispettare e tenere in
considerazione per rientrare in tale procedura ( se per esempio c sono
limiti, limiti di età, o di parametri vitali ben precisi o ecc...)

Mi spiego meglio:Se per esempio in Italia ci sono 1000 casi di persone
affette da epatite c con cirrosi epatica scompensata che necessitano delle
cure del sovaldi e non tutti e 1000 possono rientrare nelle cure
compassionevoli, ma ne avrebbero egualmente bisogno, come si decide
chi tra questi 1000 potrà accedervi e chi no, e quindi chi potrà avere una
speranza di sopravvivere e chi sarà condannato a morte?

Da quello che ho letto sembrerebbe che dovrebbero accedervi prima
coloro che sono davvero nella fase terminale e che senza questa cura
immediata potrebbero morire dall'oggi al domani, ma poi invece da quello
che si sente dire sembra più che i centri specializzati preferiscano
inoltrare le domande per coloro che pensano possano reagire meglio alla
cura...

- Se si risulta idonei all'uso compassionevole quanto tempo può passare
da quando si inoltra la domanda per ottenere il farmaco a quando
effettivamente arriva e se ne può fare uso?

- Esistono centri in Italia di eccellenza o più all'avanguardia per l'utilizzo di
queste nuove terapie come il sovaldi?

- In ultimo semmai si avesse il miracolo di vedere regredire il virus, la
cirrosi e il danno al fegato potrebbero pure loro riemarginarsi
anche se parzialmente, oppure il danno subito dal fegato non si può
proprio più curare?

Ringraziando anticipatamente, porgo distinti saluti.

[#1]  
Dr. Francesco Quatraro

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Gentile signora,
le trattative fra Ministero della Salute e l'azienda produttrice sono ancora in corso,
dopo di esse conseguiranno regole e norme.

Il farmaco, come ho già avuto modo di scrivere, non ha la capacità di invertire un processo non reversibile come la cirrosi epatica.
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio Dottore per la celerità con cui ha risposto.
So che le trattative tra Ministero della Salute e l'azienda produttrice sono ancora in corso e che l'incontro per la definizione delle trattative è slittato a Settembre.
Purtroppo temiamo di non poter aspettare tanto perché mio suocero ha davvero bisogno di cure urgenti.
Quello che chiedevo infatti non riguarda le regole e norme che saranno adottate una volta che il farmaco sarà liberamente commercializzato in Italia, ma riguarda le cure e "l'uso compassionevole" del farmaco Sovaldi che la casa produttrice ha messo a disposizione e che in parecchi centri specializzati in Italia è già in atto.
In alcuni Ospedali italiani sappiamo che avviano questa procedura di urgenza proprio per i casi disperati, ma non abbiamo capito con quali criteri scelgono i pazienti che possono accedere alle cure compassionevoli e al Sovaldi. Era questo quello a cui mi riferivo quando chiedevo se conoscevate i parametri e criteri oggettivi che vengono usati dai Centri per poter scegliere i soggetti che possono essere inseriti nei protocolli di cure urgenti e compassionevoli..
Chiedevo informazioni a Voi proprio perché le notizie sono poche e un po' confuse e pensavo che Voi foste aggiornati in merito a questi argomenti così attuali..

Se mi poteste dare qualche consiglio e informazione in più, ve ne sarei davvero grata, anche eventualmente su qualcuno o qualche centro a cui poterci rivolgere per avere delucidazioni e aiuti immediati.




Ringraziando nuovamente, porgo distinti saluti.

[#3]  
Dr. Francesco Quatraro

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Gentile signora,

pur non rilevando nel suo scritto quale sia l'opinione, a tal riguardo, dell'epatologo che segue suo suocero
(sicuramente attendibile per conoscenza diretta del caso)

le riferisco che,
per quanto mi risulta,
l'uso compassionevole proposto dall'azienda produttrice del farmaco è previsto per casi non esattamente sovrapponibili, mi sembra, a quello di suo suocero, ovvero:

1) pazienti in lista d'attesa per trapianto di fegato, i quali necessitano di trattamento per prevenire la reinfezione da HCV;

2) pazienti che, nel post-trapianto, presentano infezioni aggressive e ricorrenti del neo-fegato da parte dell'HCV con alto rischio di morte o di insufficienza epatica.

L'azienda avrebbe attivato una casella di posta elettronica epatitec@gilead.com
alla quale i medici possono inoltrare le richieste per i loro pazienti che soddisfino tali caratteristiche.

Nel salutarla cordialmente
la invito a parlarne con il suo specialista di fiducia.
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[#4] dopo  
Utente
Gent.ssimo Dottore Quatraro,
La ringrazio nuovamente per la tempestività della risposta.

Non ho compreso bene una cosa che mi ha scritto e quindi Le chiedo nel caso numero 2 che Lei cita "2) pazienti che, nel post-trapianto, presentano infezioni aggressive e ricorrenti del neo-fegato da parte dell'HCV con alto rischio di morte o di insufficienza epatica.", non potrebbe essere compreso anche mio suocero ( trapiantato e con ritorno di epatite c aggressivo, alto rischio di morte e insufficienza epatica)?

Riguardo al Centro e l'epatologo che lo sta seguendo, non mi sono espressa più di tanto perché continuano a tergiversare senza essere chiari e precisi sul da farsi.

Sembrerebbe che hanno inserito mio suocero nel protocollo di uso compassionevole per ottenere il sovaldi gratuitamente e il prima possibile, ma d'altro canto parlano ancora di un incontro decisivo che non si sa con chi e per decidere cosa, e per non parlare del fatto che hanno dimesso mio suocero che non si reggeva in piedi tanto stava male e con valori altissimi di bilirubina circa 23, per poi ricoverarlo quando abbiamo insistito e alzato la voce sul fatto che stava davvero malissimo..



Le chiedevo di altri centri e dottori specializzati in Italia proprio per questo, perché lì dove è ricoverato, non sono chiari sul da farsi, ci stanno facendo solo perdere tempo (forse, o forse no, non si capisce), e poi perché con le dimissioni affrettate e poi il ri-ricovero successivo non ci sono sembrati seri e professionali.



La ringrazio ancora e le porgo cordiali saluti

[#5]  
Dr. Francesco Quatraro

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Mi dispiace per il contesto poco chiaro
da lei lamentato,
ma non posso esprimermi senza una conoscenza precisa e diretta del caso.

Come unica soluzione, che ad oggi mi sento di prospettarle,
vedrei utile che il suo epatologo,
se lo ritiene,
si metta in contatto con la Gilead secondo quanto le ho scritto.

Saluti Cordiali
Responsabile U.O. di Endoscopia Digestiva Osp. MIULLI
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[#6] dopo  
Utente
La ringrazio ancora dott. Quatraro dei suoi consigli.
Eventualmente dovessero esserci novità, magari La ricontatterò.
Cordiali Saluti.

[#7]  
Dr. Francesco Quatraro

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Di nulla e auguri.
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