Utente 352XXX
Spero che Voi riusciate a “chiarirmi” su un problema che mi affligge da lungo tempo.. Ho 52 anni e soffro di lichen vulvare. Un primo ginecologo da me consultato ha prescritto una terapia di fiale di Testovis in vaselina: ho eseguito questa terapia per circa 6 mesi per un totale di 6 fiale ottenendo dei lievi risultati. Un secondo ginecologo da me interpellato ha denigrato la terapia del precedente definendola dannosa e superata e mi ha prescritto una terapia cortisonica con Clobesol.

Il mio medico curante mi ha caldamente dissuaso ad iniziarla perché a suo dire i danni sarebbero puiù devastanti dei risultati. Io anche sono contraria a questo uso “coprente” di cortisone.

Rimane il fatto che io sono in un disagio per via del prurito e di non sapere più dove rivolgermi.

Uso come lenitivo Vea Lipogel, ma certo non risolve.

In un suo precedente articolo lei ha accennato a questo problema ma purtroppo non ha amplianto il discorso sulle terapie di intervento.

La pregherei di darmi “luce” indicandomi una via medica non invasiva ma risolutiva o quantomeno indicandomi un centro all’altezza del problema.

Vi ringrazio per l’attenzione.

Cordiali saluti.


[#1]  
Dr.ssa Valentina Pontello

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La terapia con clobesol è quella più indicata. Infatti il lichen è una malattia a patogenesi immunitaria e non curarla con i cortisonici può portare a danni negli anni futuri (carcinoma vulvare).
Consulti il centro di patologia vulvare dell'ospedale universitario della sua città.
Dr.ssa Valentina Pontello
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[#2] dopo  
Utente 352XXX

La ringrazio per la risposa "immediata". Mi rimane un dubbio: certamente il cortisone farà il suo effetto ma la casistica non segnala recidive dopo la cura? Se ciò avvenisse, quale via terapeutica rimarrebbe?
Ho con l'uso prolungato del testosterone danneggiato qualche funzione? E' chiaro che due visioni così "differenti" creano scompiglio per quanto riguarda la fiducia.E' vero, come sostiene il medico curante, che se avrò una recidiva dopo la cura cortisonica sarà ancora più pesante e invasiva

[#3]  
Dr.ssa Valentina Pontello

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di solito viene effettuata una terapia di "attacco", e poi una di mantenimento (tipo una o due volte al mese). La terapia cortisonica la accompagnerà per lunghi periodi, ma se condotta bene, la malattia può essere curata, se è stata colta in fase iniziale.



>Ho con l'uso prolungato del testosterone danneggiato qualche funzione?

no


>E' chiaro che due visioni così "differenti" creano scompiglio per quanto riguarda la fiducia.

lo capisco perfettamente. Purtroppo la medicina non è una "scienza esatta", e se andiamo da 10 specialisti, si avranno 10 risposte diverse.



>E' vero, come sostiene il medico curante, che se avrò una recidiva dopo la cura cortisonica sarà ancora più pesante e invasiva

no. Come le scrivevo sopra, deve comunque essere effettuata una terapia di mantenimento.
Dr.ssa Valentina Pontello
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[#4]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Mi inserisco nel colloquio solo per chiederLe: Lei ha 52 anni e dice di soffrire da tempo del Lichen Vulvare.
Posso sapere da quanto è, se lo è, in Menopausa?
Perchè non le è stata prescritta una terapia ormonale sostitutiva, visto che il Lichen Vulvare è, comunque, legato al periodo post-menopausale e ne costituisce un sintomo "maggiore" (da cui l'effettiva possibilità della prescrizione cui si faceva prima cenno)?
Riguardo alle cure, anch'io, spesso, prescrivo la terapia galenica on testosterone propionato in vaselina base e, la gran parte delle volte, funziona egregiamente. Il cortisonico lo riservo ai casi in cui lo spessore cutaneo non è già di per sè ridotto, dato che l'uso prolungato del prodotto può agire in senso ulteriormente riducente.
Per la sola cura sintomatologica del prurito, trovo alquanto efficace una miscela di cortisonico "debole" con un anti-istaminico (per es. Preferid lipocrema + Eurax crema miscelati in rapporto 2/1 ed applicati 3 volte la giorno per almeno 10 giorni).
Se la cute appare particolarmente anelastica, buoni risultati si ottengono (ma molto lentamente) con l'uso del Piascledine a cps.
Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#5] dopo  
Utente 352XXX

Sono contenta che la medicina sia per definizione "scienza inesatta" perchè ciò sta a significare che sarà sempre oggetto di crescita cognitiva e questo lo trovo stimolante per tutti: pazienti e dottori.
Gentile dr. Santoro le preciso che non sono ancora in menopausa e che il primo episodio di lichen l'ho avuto a 28 anni. negli anni ho subito 2 biopsie con risultati negativi. Dopo la gravidanza, risalente a 20 anni fa non ho più frequentato studi ginecologici perchè stavo bene. Poi il lichen si è "riacceso" credo anche al fatto che per male cure odontoiatriche il mio apparato spico-immunitario ha subito molto (mi trovo con danni irreversibili alla mandibola) ma dava sintomi solo dopo l'uso di bagnoschiuma usati per la doccia e gli assorbenti nel periodo mestrale.le cure del primo ginecologo da me consultato, che mi ha prescritto il testosterone,l' olio di Enotera, olio di fegato di Merluzzo, e il multivitaminico del dr. di Bella, hanno sortito un beneficio anche per quanto riguarda i tessuti molli e l'apparato immunitario. Lui ha sempre sostenuto, anche in una visita successiva di controllo, che il ph intestinale ha la sua influenza su quello vaginale e mi ha prescritto: ac Ascorbico 0.15gr- bicarbonato di potassio 0.30gr da assumenre prima dei pasti, da fare per 1 anno.
Anche testosterone mi aveva detto di continuare ad usarlo per un anno.
La ginecologa da me consultata dopo e che mi ha spaventata sull'uso del testosterone e sulla ormai sorpassata cura (la prescriveva anche lei precedentemente) con il subentro di quella cortisonica come nuova metodologia nell'approccio di una patologia di cui nessuno sa certe le cause scatenanti.
Mi piace dottore il suo approccio attento ed esauriente che mi sta aiutando a capire che forse prima di invadermi di cortisonici potenti si possono trovare vie più dolci.
Ho un'ultima domanda da porle: è proprio vero che il testosterone c somministrato per così lungo periodo può provocare irsutismo e squilibrio ormonale?
Sono contenta di avere scoperto questo sito dove noi pazienti cresciamo assieme a voi dottori. Soprattutto mi sento "libera" e meno inibita che non davanti ad un appuntamento ambulatoriale.
Grazie quindi per l'attenzione riservatami e per il tempo che mi dedicate.




[#6]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Che la Medicina non sia una scienza esatta, è perfettamente vero.
Esistono, però, dei dati certi. Vorrei elencarglieli.
Il Lichen scleroso è una dermatosi cronica che può colpire più distretti cutanei e mucosi. Nel sesso femminile si localizza preferenzialmente in sede genito-perineale.
Dal 1975 la Società Internazionale per lo studio delle malattie vulvari, ha distinto, per mettere ordine nella confusa terminologia che regnava fino a quel momento, tre forme di patologie vulvari non neoplastiche, definite in precedenza nel capitolo delle "distrofie vulvari":
a) Lichen scleroso
b) Distrofia iperplastica senza atipia o con atipia
c) Distrofia mista, sempre con o senza atipia.
Nel 1987, la stessa Società, ha proposto l'attuale classificazione in:
a) Lichen scleroso
b) iperplasia squamosa
c) Lichen scleroso con aree di iperplasia squamosa.
Più frequentemente associato alla post-menopausa, il Lichen scleroso (LS) può manifestarsi anche in donne giovani ed addirittura in epoca pre-pubere. L'eziologia è per di più sconosciuta, anche se da molti è stata avanzata una teoria autoimmunitaria perchè:
a) vi sono autoanticorpi anti-derma circolanti
b) vi sono spesso assoiazioni fra il LS ed alcune patologia autoimmuni
c) vi è un infiltrato linfoide nel derma superficiale (T linfociti)
d) vi sono cellule del Langherans (CD1 a+) negli strati basali dell'epidermide
e) vi è una pronta ed efficace risposta al trattamento cortisonico.
Localmente lo spessore della cute è un elemento fondamentale. Inizialmente lo spessore cutaneo è aumentato; col tempo lo spessore cutaneo diminuisce con incremento della sintomatologia costituita essenzialmente da prurito e senso di bruciore locali, prevalentemente nelle ore notturne, il tutto associato a notevole dispareunia (difficoltà ad avere rapporti sessuali).
La cute, inoltre, per l'intenso prurito, è sede frequentemente di lesioni infettive da grattamento, di origine micotica e/o batterica.
Per valutare l'intensità sintomatologica, possono essere utilizzati numerose scale. Quella che io adopero, in genere, è costituito dall'algometro di Vaona.
Sul piano terapeutico, il LS prevede essenzialmente due forme di trattamento: il testosterone propionato in percentuale dal 2 al 5% in vaselina base ed i cortisonici locali (fra cui il più studiato è il clobetasolo propionato allo 0,05%).
I corticosteroidi, infatti:
a) riducono l'edema locale
b) ostacolano la migrazione delle cellule leucocitarie che rinnovano il danno epitaliale con alcune sostanze prodotte "in loco"
c) riducono la formazione di collagene da parte dei fibroblasti, mantenendo maggiormente elastica la cute
d) riducono la produzione in loco delle prostaglandine
Fra gli effetti collaterali spiacevoli della terapia corticosteroidea vi è l'assottigliamento dello spessore della cute trattata dopo molti anni di applicazione della sostanza.
L'estrogenoterapia locale o sistemica è inefficace nel controllo locale della malattia già conclamata, ma può prevenire o ritardare efficacemente il problema quando questo avvenga in post-menopausa, ma questo non è il Suo caso. Questo perchè la cute della vulva, contrariamente a quanto si riteneva fino a non molto tempo fa, non possiede recettori per gli estrogeni, data l'origine embriologica ectodermica, a differenza della vagina la cui derivazione embriologica è dal foglietto mesodermico. Si ritiene che la terapia estrogenica abbia un favorevole effetto immunomodulatore, riducendo l'intensità e la gravità delle lesioni e dei sintomi, allungando, fra l'altro, l'età media di comparsa della malattia.
Cosa dirle in conclusione, cara amica?
Lei ha effettuato entrambi i trattamenti, anche se non sono certo che il testosterone proprionato le sia stato prescritto nella giusta percentuale (mi dice di aver utilizzato 6 fiale di Testovis in 6 mesi). Per ottenere una preparazione al 2,5 % di testosterone propionato occorrono 5 fiale di Testovis da 50 mg in 100 gr. di vaselina base filante. L'applicazione del prodotto deve avvenire due volte al giorno sull'intera area, per cui, in genere una preparazione è sufficiente per circa tre mesi.
Nei casi gravi, si può preparare una pomata di testosterone propionato al 5 % con 10 fiale di Testovis da 50 mg in 100 gr. di vaselina base filante.
Nella mia personale casistica, i due trattamenti si equivalgono. Ho una predilezione per l'uso del Testosterone (ai dosaggi sopra elencati - preferisco attaccare con una dose del 2,5%) nelle forme lievi-moderate, mentre utilizzo il clobetasolo propionato nelle forme gravi. Entrambi i trattamenti li utilizzo per 10 settimane, facendo sospendere, al termine del periodo di cura, ogni terapia per almeno 6 settimane prima di, eventualmente, riproporre un nuovo ciclo di 10 settimane. Sul piano puramente sintomatologico, specie nel periodo di sospensione della terapia, utilizzo una miscela di cortisonico meno aggressivo (Preferid lipocrema) + Antistaminico (Eurax crema) per il trattamento del prurito, per evitare sovrainfezioni da grattamento.
In caso di cute particolarmente anelastica, io utilizzo il Piascledine per os per almeno 8 settimane; i risultati si osservano dopo almeno 2 settimane dall'inizio del trattamento e permangono per circa 6 mesi dalla sospensione dello stesso.
L'uso prolungato del Testosterone può comportare ipertrofia del clitoride ed aumento della libido.
L'uso prolungato del cortisonico, può determinare un assottigliamento della cute, con peggioramento dell'atrofia, comparsa di teleangectasie (capillari dilatati) e maggiore propensione locale alle infezioni ed alle dermatiti da contatto.
Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#7] dopo  
Utente 352XXX

Gentilissimo e esaurientissimo dr. Santoro, se ha ancora un pochino di tempo da dedicarmi le sarei grata se potesse illuminarmi sul metodo di valutazione dell'algometro di Vaona.
La quantità di tetosterone da me usata come terapia è stata :
Testovis 2 g da 100mg - 100 gr di crema di vaselina. La prima preparazione con applicazioni di due volte al dì. Sussessivamente, quindi altri due vasetti, applicazione consiglita: una serale per un anno.
Secondo lei è sufficiente ciò che ho applicato o avrei dovuto continuare per ottenere risultati più soddisfacenti?
Per lenire il prurito uso attualmente vea lipogel. A dire il vero appena applicata il prurito aumenta per poi chetarsi.
Per completare "il mio quadro" e per sua conoscenza le riporto di seguito quanto propostomi dalla seconda ginecologa che adotta la terapia cortisonica:
A) 4 sett.
CLOBESOL 1 applicazione alla sera

B) 4 sett
CLOBESOL 1 applicazione / sere alterne
VEA Lipogel 1 applicazione / sere alterne

C) 4 sett
Clobesol 2 sere la sett
VEA lipogel 5 sere la sett.


Alla mia perplessita di usare il cortisone la dottoressa mi ha risposto che il cortisone si, assotiglia la cute ma il Lipogel la ripristina. In sostanza uno distrugge, l'altro ricostrusce l'epidermide restituendomela guarita e dello spessore originario.
Le motivazione per cui mi ha invitato a non usare la terapia con il testosterone sono state gli effetti collaterali di irsutismo e tumori alla mammella.
Lei capisce caro dottore perchè mi trovo a scriverle cercando lumi!
La mia paura è che se con la terapia cortisonica avrò recidive la cute sarà ancor più debole e predisposta ad essere attaccata.
Certo è che così sono in una situazione di disagio per via del prurito e delle zone di ispessimento cutaneo riguardante le piccole labbra.
Una precisazione: quando usavo il testosterone il prurito saliva alle stelle. Normale?
Caro dr. Santoro la ringrazio per il tempo che mi dedica e la pazienza con cui cerca di fugare tutti quei dubbi che assalgono il paziente all'uscita da un consulto.
Praticamente tutti i dubbi, le domande inespresse è possibile "partorirli" tramite questo sito.
Grazie ancora per l'attenzione. Le auguro una buona giornata



[#8]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Gentile utente
non credo affatto che una teraia locale con testosterone propionato in pomata (veciolato da vaselina) possa arrecarle irsutismo e tumori della mammella. Queste sono affermazioni un pò...pompate, direi.
Io inizierei con una vulvoscopia, associata, eventualmente, ad una biopsia mirata per la conferma della diagnosi e dello "stato" della suo complesso dermo/epidermico (il preparato bioptico, quindi, va opportunamente allestito ed il quesito, al patologo, specificamente puntualizzato).
Inoltre, per evidenziare eventuali fenomeni infettivi/infiammatori associati alla Sua patologia, le consiglierei di eseguire dei tamponi cutaneo-mucosi ripetuti (almeno una volta al mese) per un periodo congruo (almeno 6 mesi). Infatti, anche questi episodi possono accentuare la sintomatologia pruriginosa di cui soffre.
Circa il dosaggio del Testosterone al 2 gr per cento, la dose è adeguata ed anche il periodo di utilizzo del farmaco.
Il prurito che aumentava col Testosterone, in parte era dovuto all'effetto riepitelizzante del farmaco, in parte (in alcuni soggetti) ad una sorta di scarsa tolleranza locale alla vaselina base.
Comunque, al di là di tutto, nei casi estremi, per debellare il prurito locale, si può ricorrere o all'iniezione in loco di preparati cortisonici ritardo (triamcinolone) o alla sezione chirurgica delle fibre nervose vulvari (intervento di denervazione vulvare), operazione generalmente facile e senza rischi particolari.
Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
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