pelvi  
Utente 426XXX
Buongiorno, sono nuovamente costretta a disturbarVi in quanto per l'ennesima volta ci troviamo davanti ad un ? nel referto di una RM effettuata presso un ospedale di Roma. Di seguito l'esito:
"Esiti di isteroannesiectomia e linfoadenctomia pervica e lomboaortica. Rispetto all'esame TC del si osserva una lieve riduzione dell'ispessimento circonferenziale delle pareti della vagina residua ed ancor più ridotto rispetto alle precedenti RM,persiste estensione focale aneteriore vs uretra di tale ispessimento,tale bulding focale è evidenziato dalla restrizione iperintesa in DWI e dall'asimmettrico potenziamento dopo contrasto.Si segnala tuttavia iniziale idor-uretero nefrosi sn sostenuta dell'ectasia dei calici, della pelvi renale sin e dell'uretere sin fin a livello della stazione iliaca interna ove è presente una piccola quota di tessuto (linfonodiale?)periuretrale che determina salto di calibro dell'uretere, utile valutazione clinica e funzionale dell'ostacolo all'escrezione urinaria monolaterale ai fini di un eventuale trattamento.Persiste rispetto l'ingrandimento dei linfonodi inguinali bilaterali (dx max 13mmX12mm)(sin max14mmX11mm). Diffuso ispessimento delle pareti vescicali senza potenziamento asimmetrico focale.Non linfoadenomegalie lomboaortiche.Pur con limiti di marcati artefatti,appare invariata la lesione dell'emisoma dx di D12."
Alla luce del referto i medici ci avrebbero comunicato l'intenzione di cambiare la terapia chemioterapica, che sembra aver dato buoni risultati, a vantaggio del farmaco Navelbine, da effettuare con sedute settimanali, atte a combattere quella "quota di tessuto" che ostruisce l'uretere. Le domande in merito sono due: - sarebbe possibile, con un esame specifico, andare a vedere con chiarezza di cosa si tratta? Quel referto seguito da un punto interrogativo ci fa sorgere un dubbio, come hanno identificato il farmaco migliore se non sono in grado di affermare con certezza la natura del problema? Ci sembra azzardato cambiare una profilassi, che sembra dare buoni risultati, per iniziarne un'altra contro un qualche cosa di ignoto e che potrebbe, alla fine, non essere nulla di che ma tessuto cicatrizzale. Perchè non è possibile rimuoverla?
Martedì ci stiamo recando per fare una nefratomia ma, avendo anche il catetere, ci domandiamo se fosse possibile mettere uno stent, cosa da loro paventata ma sconsigliata per rischio rottura uretere (?).

Ringrazio come sempre dell'attenzione che vorrete offrirmi, e porgo, cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Blasi

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gentile UTENTE,
deduco dalla descrizione che ha subito un intervento radicale con linfoadenectomia (lombo-aortica ?) , che sicuramente va ad alterare la circolazione linfatica e artero-venosa degli ureteri con inginocchiamenti e stasi urinaria , che potrebbero simulare una formazione linfonodale ; un ipotetico intervento chirurgico porterebbe a danni maggiori per la presenza di sicure aderenze peritoneali e con ulteriori danni alla struttura anatomica degli ureteri.
Quindi penso che i Colleghi stiano cercando di mettere in atto interventi terapeutici , per migliorare la sua qualità di vita e non crearle ulteriori danni.
In bocca al lupo
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#2] dopo  
Utente 426XXX

La ringrazio della pronta risposta ma proprio perchè Lei ha usato il termine simulare, mi viene da pensare che non sia il caso di cambiare la terapia chemioterapica, visto che non siamo sicuri che sia il ripresentarsi della malattia. Vorrei sapere se esiste un indagine al fine di capire con esattezza cosa sia o di che formazione sia questo ipotetico linfonodo. Una tac, piuttosto della eco che le hanno fatto, potrebbe aiutare?

Grazie mille per la disponibilità.
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Nicola Blasi

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Non posso sostituirmi ai bravi Colleghi romani , potrei pensare ad una RMN pelvi-addome.
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI