Utente 217XXX
Gentili dottori,
mi ritrovo in un periodo di grossa confusione e ho deciso di scrivervi per avere un vostro parere (vi leggo spesso e vi stimo molto).
Due mesi fa circa fui colta da un episodio vertiginoso improvviso; nello specifico le vertigini si scatenavano quando muovevo il capo. Al pronto soccorso mi somministrarono levopraid e il medico che mi visitò mi disse che avevo il rachide contratto (benchè non accusassi nessun dolore).
Il mattino seguente alzandomi dal letto ebbi un altro episodio di vertigine rotatoria(la casa girava, non io)di un paio di minuti che si attenuò in mattinata.
Da allora iniziai a vivere nel terrore che potessero ritornare e, arbitrariamente, presi del levopraid in compresse per circa due settimane.
Una sera la vertigine ritornò ma in forma di sbandamento, più lieve. In ogni caso fui colta da attacchi di panico continui, con corse al pronto soccorso che si risolvevano in niente, ma mi intanto mi si era completamente irriggidito il collo e alla vertigine rotatoria che provavo quando cercavo di girare la testa, si aggiunse un senso di ondeggiamento più o meno continuo (come fossi su una nave). Il mio medico curante mi prescrisse una rmn al rachide che evidenziò note di spondilosi diffusa ma tutto il resto era ok e, comunque, mi disse che ciò non era riconducibile alla vertigine. Sono stata due volte dall'otorino e dopo varie prove (anche vestibolari) mi ha ribadito che le mie orecchie sono sanissime. Allora mi convinsi di avere un male al cervello ed ho eseguito una rmn all'encefalo dove non è emerso nulla.
Non contenta vado da un bravo neurologo della mia zona che mi diagnostica una depressione e sindrome ansiosa e mi prescrive xanax compresse e la situazione inizia a migliorare.(le vertigini diminuiscono e anche la tensione al collo anche se non del tutto e al mattino specialmente perdura la tensione)
Intanto però cominciò ad avvertire altri sintomi : dolori alle orecchie, indolenzimento mascellare, strani dolori facciali, alla nuca, sensazione di gamba più corta, ancora qualche sbandamento e un generale senso di instabilità. Il neurologo mi dice di continuare la terapia e di fatti lo sto ancora facendo.
Pochi giorni fa sono stata da un posturologo per i dolori al collo che non se ne andavano e lui mi diagnostica una malocclusione, mi spedisce dal dentista per un bite, sostendo che è tutto partito da lì.
La mie domande sono queste:
1) Può il mio panico, stato tensivo protratto, aver prodotto tutto questo?
Con l'ansiolitico mi sento meglio, certo non bene, ma se mi rasserenassi completamente potrei guarire senza l'ausilio del bite? Magari il mio corpo ritrova il suo equilibrio.
2) La cervicalgia ha prodotto l'ATM o viceversa?
In effetti ancora oggi la causa delle vertigini iniziali resta un mistero.
Dimenticavo di dirvi che il posturologo mi ha anche diagnosticato un occhio pigro a sinistra e suggerito degli esercizi di rieducazione (ginnastica oculare).
Grazie per l'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio

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" Può il mio panico, stato tensivo protratto, aver prodotto tutto questo?".. la sua ansia può aver senz'altro esacerbato una sintomatologia molto più modesta magari legata a cause banali.
" La cervicalgia ha prodotto l'ATM o viceversa?" Più facile che la risposta sia... viceversa.
Più che da un dentista generico, per il bite, si faccia vedere anche da uno gnatologo che è il dentista che si occupa della funzione articolare.
Cordiali saluti
Dr. Enzo Di Iorio
Chirurgo Odontoiatra specialista
enzodiiorio@hotmail.it