Utente 277XXX
Buongiorno,

perdonate se sono prolisso, vi descrivo qui l'intera vicenda, la domanda vera e propria si trova alla fine di tutta la descrizione.

da ormai quasi due mesi, convivo con un lieve acufene nell'orecchio sx. Tutto è cominciato verso l'inizio di settembre. Mi sono svegliato nel cuore della notte, percependo un lieve acuto nell'orecchio sx. Il "fischio" non ha mai raggiunto livelli debilitanti, ma nelle prime settimane lo percepivo chiaramente nei momenti di tranquillità (davanti la TV) o di silenzio totale (ad esempio la notte prima di andare a letto) o tappandomi le orecchie. Col passare del tempo, l'acuto è sceso quasi a livello impercettibile, lasciando pero' posto ad un lieve fruscio che sento principalmente in situazioni di silenzio. Il disturbo si accentua (torno a sentire lievemente l'acuto), in situazioni di stress o dopo il consumo di alcol o caffeina.

Avendo capito la natura multifattoriale di questo sintomo, ho consultato il medico di base che mi ha suggerito di eseguire un paio di controlli medici indirizzandomi verso gli specialisti indicati, per le più probabili cause.

A metà settembre ho effettuato una visita specialistica presso un ORL il quale ha eseguito una serie di controlli: controllo a vista, esame udito, impedenzometria. A parte un infezione fungina (sempre nell'orecchio sx), non ha riscontrato problemi all'orecchio. Ha quindi escluso che il mio acufene derivi da problemi all'apparato uditivo.

Ho deciso quindi di rivolgermi ad un dentista che offre servizi di Gnatologia Clinica .Infilando un dito appena dentro l'orecchio sx, posso percepire chiaramente un clic all'apertura e chiusura della mandibola. La mia masticazione è spostata in avanti, ovvero l'arcata superiore copre quasi totalmente la parte inferiore dei denti. Di notte tendo a "battere di denti" (morsi) e in momenti di stress "bruxo". Il medico ha eseguito una serie di controlli "a vista" per verificare lo stato della mia masticazione e ha poi voluto procedere con una panoramica della mia bocca. Purtroppo non ricordo esattamente l'esito della sua diagnosi (i termini medici esatti), ma dalla panoramica si è visto chiaramente che il mio condilo SX è molto ingrossato rispetto a quello di DX. Inoltre mi ha fatto notare che lo spazio tra il condilo e la parte superiore dove alloggia, si è molto assottigliata. Il suo responso è stato sostanzialmente che ci sono i requisiti per la causa del mio acufene.

A questo punto mi ha esposto quale potrebbe essere il mio proseguo clinico. Applicazione di un bite, o utilizzo di alcuni esercizi per la correzione della masticazione, ma per scegliere la terapia adeguata mi chiede di sottopormi ad una visita KINESIOLOGICA.

Domanda:
Devo ritenere valida la proposta di visita KINESIOLOGICA? Non sono in genere prevenuto con le pratiche mediche non ufficialmente riconosciute dalla medicina, ma data la natura complicata e delicata degli acufeni, mi chiedevo se fosse la via corretta da seguire.

cordiali saluti
F

[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, l'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM).
Questo argomento prevede in prima battuta, un approccio essenzialmente clinico (occhi e mani dell’operatore) , e anche le scelte terapeutiche sono in gran parte individuali: ogni gnatologo, oltre a tener conto ovviamente del caso che tratta, segue le indicazioni della propria scuola e della propria esperienza, sia per le esigenze diagnostiche, più o meno sofisticate, che per le caratteristiche tecniche e costruttive del bite. Approfondimenti diagnostici possono comunque essere disposti dal curante , se il caso lo richiede: personalmente lo faccio molto raramente in casi molto gravi. Altri colleghi ritengono utile effettuare altri esami: è evidente che ciò può comportare sconcerto per il paziente, ma non è solo in Gnatologia che operatori diversi possono avere idee diverse e anche opposte.
Comunque é nel successo terapeutico che si giudica l'effettivo vantaggio dei presidi diagnostici e delle terapie prescritte.
Comunque la cosa più importante e che il dentista al quale si rivolge sia esperto in problemi dell''Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) e nei rapporti fra questa e l'Orecchio.
In riferimento poi ai disturbi nel sonno che ha riferito in precedenti quesiti, sottolineo che la postura mandibolare può essere responsabile anche dei risvegli angosciosi se riferibili al russare con episodi di Apnea nel Sonno.
Dia anche un'occhiata agli articoli qui sotto linkati.
Cordiali saluti ed auguri

https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1934-nodo-gola-bolo-isterico.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/2326-dolore-cronico-disturbi-sonno-disfunzioni-cranio-mandibolo.html?refresh_ce
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
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[#2] dopo  
Utente 277XXX

Gent.le Dr. Edoardo Bernkopf,

la ringrazio per la pronta risposta.

Volevo aggiungere una considerazione che mi ha suscitato la lettura dell'articolo sul bolo isterico da lei riportato.

Mi sono appena reso conto che il mio "bolo isterico" sembra essere diventato "assente" con il presentarsi dell'acufene. Mi spiego meglio. In passato (alcuni anni fa) ho sofferto appunto di questa patologia, per molti mesi. Col passare del tempo il "nodo" si è sciolto tornando a trovarmi solo in momenti di stress importanti o in mancanza di un sonno adeguato. Mi rendo conto ora che da settembre, nelle medesime situazioni di stress o di poco sonno,il nodo non si è più presentato, lasciando "spazio" all'acufene. Mi verrebbe da dire che qualcosa è cambiato nel mio problema legato all'ATM e che forse la situazione è "peggiorata". Possibile?

grazie
F

[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Non vedo un nesso fra le due cose, a parte il fatto che la sintomatologia può avere un andamento bizzarro, con remissioni e recidive.
Cordiali saluti ed auguri
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