Utente 331XXX
Buongiorno, ho una serie di dubbi riguardo le vaccinazioni, soprattutto pediatriche facoltative, ma in genere anche più estese. Per riassumerli, li elenco cercando di essere breve e chiara, sperando in una cortese risposta:
1) il vaccino MPR è così necessario? Le correnti di pensiero sono 2, quella dell'assoluta opportunità per evitare danni (da morbillo) ancora piu' gravi e quella della non opportunità perché i danni non sono così frequenti, una volta non si faceva, si indebolisce il sistema immunitario ecc. Ho 2 pediatri che hanno pareri contrastanti, ma non riesco a decidere. Ho il terrore dell'encefalite da vaccino (1 caso su un milione) ma ho anche il terrore dell'encefalite da morbillo (1 su mille). La probabilità sembra stare dalla parte del vaccino, se non fosse che il morbillo si potrebbe proprio non prendere per tutta la vita e non è detto che dia conseguenze.
2) se come dicono l'unica malattia davvero pericolosa è il morbillo, perché non fare un vaccino solo contro quella, ma usare il trivalente, una "bomba"? Entrambi i pediatri concordano sul fatto che le case farmaceutiche hanno ritenuto che il solo morbillo non si vendeva e hanno fatto quello unico, ma allora non siamo noi a decidere ma le case farmaceutiche?
3) se davvero i danni da morbillo possono essere gravi, perché non si fanno vaccinare anche gli adulti? Io ad esempio non l'ho avuto, ed ora temo che mi possa venire in età adulta con conseguenze disastrose: perché nessuno dice "oltre ai bimbi, vacciniamo anche le mamme e i papà non immuni?"
4) Il vaccino MPR non da copertura come la malattia, per tutta la vita? Non sono riuscita a capire, alcuni dicono di si', altri che sono necessari richiami in età adulta mentre ho letto che non è detto che non ci si ammali se si è stati vaccinati.
5) davvero i vaccini sono sicuri a lungo andare? Ho letto che alcuni studi mettono in relazione il bombardamento da vaccini con l'aumento di allergie e malattie autoimmuni. Non so se sia vero, ma ho il dubbio sulla sicurezza in generale a lungo termine
6) per il meningococco, è prevista la vaccinazione contro il ceppo C (alcuni), mentre in Italia colpisce soprattutto il ceppo B e per esso non esistono vaccini. Allora che senso ha farlo?
7) Il dubbio generale è che una volta si vaccinava davvero contro malattie mortali mentre ora si tenta di eradicare qualsiasi tipo di malattia, ma in tal modo si possono creare ceppi di virus più forti e corpi umani meno abituati a combatterli.
Ho espresso molti dubbi, forse andrebbero trattati in sedi opportune, ma davvero non so quali possano essere, qui almeno ho l'opportunità di sentire diversi pareri insieme, mentre dal dottore posso ascoltare "solo una campana". Grazie a tutti per l'attenzione. Cordiali Saluti.

[#1] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Gentile Signora,

la discussione sull'utilità dei vaccini va avanti da lungo tempo con scuole di pensiero differenti; io posso esporre il mio punto di vista in proposito: ritengo importanti le vaccinazioni, anche se oggi in Italia , in alcune regioni, non sono più obbligatorie ( Regione Veneto), ma facoltative e dal 2010 dovrebbero essere sospese diventando facoltative per tutto il paese per adeguamento a norme europee. L'importanza è data dal fatto che proteggere una gran quantità di persone è sicuramente positivo sia sotto il profilo sanitario che economico, pensi soltanto a quello che nel nostro come in altri paesi ha rappresentato la poliomielite, dove le campagne vaccinali hanno portato ad una drastica riduzione della frequenza di malattia, tanto che si può dire che in numerosi paesi l'infezione sia praticamente scomparsa. Prima dell'avvento della vaccinazione le invalidità permanenti in seguito a polio erano in grande numero. Potrei parlare di quello che rappresentava la difterite e la gravità di questa e di come la vaccinazione abbia rappresentato un punto di svolta.

Chiaramente è un discorso di rischio- beneficio , dove il secondo è enormemente più grande del primo; certo non dobbiamo dimenticare che tutti i vaccini possono comportare dei rischi ma questi sono minimi e sicuramente nettamente inferiori a quelli che correrebbe una persona che contraesse una malattia per via naturale. Tutti i vaccini hanno controindicazioni che devono essere ben conosciute dai medici e la vaccinazione deve essere fatta quando l'individuo è in buone condizioni di salute e non presenta patologie tali da sconsigliare l'uso di vaccini.

Riguardo il vaccino MPR è da preferirsi a quello singolo del morbillo, che, comunque, esiste, poichè la protezione è più completa ( pensi, per esempio, cosa può comportare per una donna, che non è stata vaccinata nell'infanzia, contrarre la rosolia in gravidanza con alto rischio per il feto ).

Voglio riportare un ultimo dato: le campagne vaccinali contro il morbillo svolte in Africa in paesi poverissimi da parte di organizzazioni umanitarie hanno permesso di strappare a morte milioni di bambini, che denutriti contraevano il morbillo, senza alcuna possibilità di salvezza.

Per concludere sono d'accordo sulla non obbligatorietà delle vaccinazioni, perchè si deve lasciare al singolo la possibilità di decidere, ma sono fermamente convinto della bontà dei vaccini nel debellare oggi, come ieri, malattie gravissime, che nel tempo hanno portato a morte milioni di persone.

Un'ultima cosa: salvo vaccinazioni che servano per viaggi all'estero o, per esempio, quella antinfluenzale, penso sia preferibile effettuarle nel periodo infantile per un sistema immunitario più recettivo
Un saluto

A. Baraldi

[#2] dopo  
Utente 331XXX

Grazie dottore per la cortese ed esauriente risposta che sintetizza un complesso punto di vista, non facile da riassumere in poche righe. Leggendo quanto da lei scritto, sono sostanzialmente d'accordo, perché i vaccini hanno contribuito a debellare malattie mortali o invalidanti dando una migliore qualità di vita. Sono d'accordo che la vaccinazione contro il morbillo in Africa abbia permesso la salvezza di migliaia di bambini malnutriti, ma proprio per questo discorso mi chiedo che senso abbia la vaccinazione in un paese sviluppato come il nostro dove la malnutrizione quasi non esiste. Cioè, come già espresso nei miei punti, ha senso vaccinare contro tutte queste malattie? La rosolia è senza dubbio pericolosa in gravidanza, infatti ad esempio io ho fatto il vaccino prima di cercare un bimbo visto che non ero immune, ma secondo me il vaccino in età pediatrica è superfluo. Per il discorso del morbillo, non so, ma mi chiedo come mai prima non fosse così demonizzato, certo le conoscenze erano inferiori, ma forse c'è anche una corsa verso la vaccinazione a tutti i costi. Come ultima cosa, mi chiedo se i danni da vaccino, riscontrati ed ammessi anche dal Ministero della Salute, a volte opportunamente indennizzati, sono stati riportati solo da individui vaccinati non in buona salute o sono "casuali". Mi scuso per la lungaggine e le invio i miei piu' cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Signora,

come ho avuto modo di dire ci sono differenti opinioni in proposito. Io sono convinto che campagne vaccinali mirate contro morbillo, rosolia ecc. siano importanti proprio per un discorso di rischio beneficio, però ritengo anche che debba essere il singolo dietro informazione del suo medico a decidere il da farsi, togliendo quindi l'obbligatorietà della vaccinazione.

Riguardo l'encefalite da vaccino contro il morbillo è stimata in un caso su un milione ma se andiamo a vedere l'incidenza di questa in soggetti che hanno contratto per via naturale la malattia, questa è più alta.

Infine non bisogna dimenticare che anche nei paesi evoluti le epidemie di morbillo rappresentano un serio problema di sanità pubblica con alti costi per la collettività
Un saluto

A. Baraldi