Utente 237XXX
Buongiorno, oggi mi sono recato all'ospedale della mia città per un test rapido hiv effettuato con una goccia di sangue.
Il test ha avuto esito negativo in quanto la cartina di reazione ha visto colorarsi di verdino tutti e tre gli spazi e la dottoressa mi ha spiegato che vuol indicare negatività certa perché anche lo spazio per il controllo si è colorato.
Poiché il test è stato effettuato a 35 giorni dalla possibile esposizione, volevo avere una conferma che questi tipologie di test siano affidabili quanto un ELISA di 3 o 4 generazione, caratteristica che indicherebbe una probabilità abbastanza alta di non essere stato contagiato (alcuni medici parlano del 90% o più di certezza). Sono comunque consapevole di dover ripetere il test almeno a tre mesi.
Grazie in anticipo a chi risponderà.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

le informazioni ricevute dalla sua dottoressa sono corrette; le segua.

Cordiali saluti.


Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 237XXX

Gentile Dott. Beretta,

la ringrazio per la risposta.
Le pongo solo un'altra domanda visto le novità degli ultimi giorni.
Circa al giorno 42 dal possibile contagio mi è venuta la febbre a 38 con alcuni problemi di stomaco (gonfiore soprattutto) che poi già nei due giorni successivi (cioè oggi) si è abbassata a poche linee. Ovviamente il buon senso farebbe presupporre che questo sia dovuto all'influenza stagionale che in questo momento sta colpendo molti italiani.
Capisco quindi che sto parlando di sintomi aspecifici che potrebbero essere da infezione hiv come qualsiasi altra malattia.
Tuttavia la preoccupazione mi porta a chiederle se statisticamente parlando (e quindi in via comunque ipotetica e senza certezza) la fine della sesta settimana non sarebbe un po' tardi per il presentarsi dei primi sintomi da infezione primaria del virus (considerando anche il test già fatto)?

Cordiali Saluti

[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

ha già detto tutto lei, non è possibile aggiungere alcuna altra considerazione clinica a quelle già da lei indicate.

Cordiali saluti.
Giovanni Beretta M.D.
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