Utente 674XXX
Salve a tutti e grazie a coloro che interverrano.

Dunque io in data sabato 3 maggio ho avuto un rapporto orale non protetto con una prostituta.
Venerdi 9 maggio mi è venuta una febbretta (37.3 gradi di temperaura stazionaria, con rari cali a 36.9 dopo la tachipirina o al mattino) accompagnata da tosse con catarro, dolori articolari, linfonodi ingrossati, mal di testa, mal di gola, dolori addominali. Inoltre sabato mi è comparso uno strato bianco sulla lingua accompagnato da alcune macchioline bianch e piccole afte rosse.

Oggi 12 maggio la tosse ha avuto un forte calo (ieri avevo forti attacchi di tosse a intervalli di pochi minuti con molto catarro, oggi tra un attacco e un altro passa anche un'ora con molto meno catarro) ma la febbre non accenna a scendere.

E' possibile che questi siano i segni di una sieroconversione o 5 giorni sono troppo pochi per avvertirne i sintomi?

Grazie a tutti coloro che risponderanno.

[#1] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Gentilissimo paziente nel corteo sintomatologico della sindrome retrovirale acuta non si ha la bronchite che lei descrive. Il contatto che riferisce è purtroppo a rischio, esgua quindi il test a 40 ed a 100 giorni.
Marcello Masala MD

[#2] dopo  
Utente 674XXX

gentile dottore, recandomi dalla dottoressa di famiglia i bronchi sono risultati puliti. ad ogni modo visitandomi ha escluso che in 5 giorni possano manifestarsi i sintomi di una sindrome retrovirale acuta, e inoltre i linfonodi sul collo non erano ingrossati come credevo.

mi ha prescritto comunque varie analisi, tra cui il test hiv, eseguito a 11 giorni dall'esposizione.

è possibile, come dice il mio medico, avere già a 11 giorni delle indicazioni indirette sul contagio? mi ha detto che dopo i sintomi della sieroconversione pur risultando ancora sieronegtivo il soggetto infettato ha alcuni valori alterati che possono essere indicativi.

crede che questo sia possibile?

ad ogni modo mi ha prescritto il test-Hiv anche tra 20 giorni e tra 90 giorni.

grazie.

[#3] dopo  
Utente 674XXX

aggiungo che mi sono arrivati i risultati di emocromo e ves

l'emocromo rientra nei normali parametri
la VES è a 7

questi valori possono essere indicativi per tirare un sospiro di sollievo oppure non hanno alcun valore ?

ricordo che dalla possibile esposizione alle analisi sono passati 10 giorni ma i sintomi (aspcifici, di carattere influenzale) si erano già manifestati alcuni giorni prima delle analisi

[#4] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
L'unico test diagnostico indicativo è l'HIV test. Un test a 11 giorni dall'esposizione non ha alcun significato.
Marcello Masala MD

[#5] dopo  
Utente 674XXX

perciò tutte le analisi da me eseguite dopo 11 giorni sono inutili?

o possono esserci delle spie, che possono dare una anch minima indicazione?

ricordo che quando ho eseguito le analisi avevo questa influenza da già 5 giorni e stava passando (mi permane solo una temperatura corporea che oscilla tra i 36.9 e i 37.2 gradi) quindi se (incrociando le dita e facendo gli socngiuri) si fosse trattato di sindrome retrovirale acuta non dovrei avere dei segni? il ves a 7 fa pensare al medico del laboratorio che non ci siano infezioni in corso.

inoltre la mia dottoressa di base mi ha rassicurato che una sindrome retrovirale acuta a una settimana dall'esposizioe è praticamente impossibile.

[#6] dopo  
Utente 674XXX

aggiungo che durante il rapporto a rischio mi sono sdraiato su di un lettino usato dalla prosttuta. è possibile che anche senon vi fosse stato contagio nel rapporto abbia contratto il virus strusciando la pelle su superfici sporche di fluidi organici infetti? mi sembra improbabile però perchè leggendo su internet ho letto che la pelle offre uno scudo inviolabile per l'hiv.

però leggendo ho trovato opinioni contrastanti sui tempi della sindrome retrovirale... chi dice 3 settimane, chi 2, chi 1, chi pochi giorni... e sono proprio i tempi che mi creano le maggiori ansie.

grazie.

[#7] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Gentile paziente la cosa più importante è che lei stia un pò sereno e non si disperi. Il contatto con il lettino non è a rischio nel modo più assoluto; per il resto ha fatto gli esami un pò prestino.
Marcello Masala MD

[#8] dopo  
Utente 674XXX

la ringrazio dell'aiuto. mi ha comunque sollevato soprattutto il fatto che i linfonodi non fossero gonfi (tranne quello dell'ascella sinistra che è anche leggermente dolorante, ma questo può essere dovuto per il mio medico al sudore ed alle continue misurazioni di febbre che ho fatto preso dal terrore)

un'ultima cosa e poi la lascio. in caso di rapporti protetti (anche con prostitute) ed orali, c'è un possibile rischio?

glielo chiedo perchè qualche tempo fa (tre settimane prima del rapporto orale non protetto) ne ebbi un altro protetto. in quel caso non sono nemmeno venuto ma quando mi sono alzato per andare via ho notato che all'interno del preservativo vi era liqido pre-eiaculatorio e per questo il preservatvo sembrava integro. in quel caso vi è stato un rischio di infezione ?

[#9] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Un rapporto protetto con il profilattico integro e correttamente utilizzato da principio a termine del rapporto non espone a rischio HIV. Un rapporto orale non protetto E' SEMPRE A RISCHIO.
Marcello Masala MD

[#10] dopo  
Utente 674XXX

dottor masala scusi la mia insistenza, ma oggi mi sono arrivati alcuni risultati delle analisi.

mi è stato trovato un valore di IGG cytomegalovirus elevato, mentre il valore IGM deve ancora essere analizzato.

è possibile che i sintomi da me avuti la scorsa settimana potessero essere attribuibili al cytogalovirus? per esserlo dovrei avere valori alti anche all'igm o potrei anche averli bassi all'igm?

[#11] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Se le IgM sono normali è un'infezione molto vecchia.
Marcello Masala MD

[#12] dopo  
Utente 674XXX

le igm sono basse dunque l'infezione è vecchia.

comunque dalle analisi ho i globuli bianchi bassi (5000) con neutrofili bassi e linfociti alti (2650 linfociti, 53% e 1650 neutrofili 33%) . questi dati possono dare una indicazione ? in teoria il virus hiv non dovrebbe ditruggere i linfociti ?

[#13] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Gentile paziente l'inversione della formula è praticamente comune a tutte le infezioni virali ed ad alcune batteriche. Ribadisco che la diagnosi di HIV è sempre sierologica.
Marcello Masala MD

[#14] dopo  
Utente 674XXX

dunque eseguirò il test a 40 e 100 giorni. nel frattempo può essere utile eseguire il test per l'antigene p24 ? ho letto che positivizza già dopo 3 settimane in una buona percentuale di casi

[#15] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
La ricerca dell'antigene P24 da sola non ha nessun significato e non esiste un test disponibile. Vi sono dei test HIV detti appunto combo in cui si ricerca oltre l'anticorpo HIV l'antigene P24. Questi sono ottimi test di screening.
Marcello Masala MD

[#16] dopo  
Utente 674XXX

dottor masala io la ringrazio infinitamente del tempo che mi ha dedicato e le chiedo scusa per l'assillo. pensi che la mia dottoressa di base mi ha consigliato di recarmi da uno psicologo per cercare di tranquillizzarmi poichè non c'è motivo di preoccuparsi e perchè in ogni caso è del tutto inutile.

per il resto eseguirò il test a 40 giorni e 100 giorni, visto che nell'ospedale della mia città mi hanno detto che non fanno il test pcr dicendo che la sua attendibilità è piuttosto bassa e può dar luogo a false positività, per questo lo usano solo su soggetti sieropositivi e non per la diagnosi.

la ringrazio ancora e le auguro un'estate felice, sperando che non senta mai parlare (spero non solo questa estate) di HIV. in fondo la medicina progredisce continuamente, e preso anche questo maledetto retro-virus tornerà dove merita di stare, ovvero nelle pagine dei libri di storia della medicina.

[#17] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Cordialità ed auguri per tutto.
Marcello Masala MD