Utente 700XXX
Buon pomeriggio, sono un ragazzo omosessuale di Roma, ho 23 anni e 5 giorni fa ho avuto il mio primo rapporto sessuale con un ragazzo. Premettendo che il mio partner è fidanzato con una ragazza da molti anni e che ha avuto diversi rapporti sessuali in passato (sempre protetti per la penetrazione eccetto per il sesso orale senza farsi venire in bocca), sono entrato in una fase di paranoia derivante da un non-so-cosa. Al di là del sesso orale che lui pratica su di me senza preservativo da circa un mese (io a lui non l'ho mai fatto), abbiamo avuto un rapporto completo protetto (io da attivo) e durante il rapporto si è rotto il preservativo ma me ne sono accorto tempestivamente ed è successo durante la prima penetrazione (decisamente delicata). Ora, essendo paranoico di mio, che a distanza di 5 giorni ho preso un leggero mal di gola, dove mi sento accaldato e mi è uscito un herpes sul labbro, secondo voi ho motivo di essere preoccupato?dovrei sottopormi tra 2 mesi ad un test-hiv? Sono davvero paranoico ed il mio grado di "maturità-ossessiva" non mi fa vivere il mio primo rapporto sessuale come dovrei..sarà per la sua situazione sentimentale contorta che mi fa sentire in colpa. Vi ringrazio anticipatamente per una vostra risposta!

[#1] dopo  
56448

Cancellato nel 2008
Oltre a consigliarti di leggere libri di meditazione (le lettere di S. Paolo, ad esempio, o Le Confessioni, di S. Agostino, o l'Imitazione di Cristo) ---- in quanto credo che tu, avendo avuto un primo "rapporto" a 23 anni, omosessuale non ci sia nato, ma "diventato" (e credo che ciò possa essere fonte di preoccupazione per quanti ti vogliono maggior bene, oltre che per te), e in tal caso ti invito a smettere una pratica che, se già ora, come dici, ti porta in paranoia (a parte il fatto che tu danneggi più che terze persone), figurati dopo! ----, ti invito a fare gargarismi con Tea Tree Oil e a condurre una dieta equilibrata, con due litri di acqua al giorno e Axidophilus due cps die per dieci giorni, a meno che tu non debba condurre anche una terapia antibiotica (e anche il Velamox va bene).

Il test, se ti fa piacere, fattelo pure, ma nel frattempo aiutati con quel che ti ho detto.
Dr. Michele Montuori
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[#2] dopo  
Utente 700XXX

Carissimo dott. Michele Montuori,
mi fa enormemente piacere avere un consiglio del genere considerata la mia circostanza che è abbastanza atipica. Quindi devo immaginare che qui di tutto dovrei preoccuparmi, tranne che del test hiv :) Premettendo che le Confessioni di Sant'Agostino le ho già lette quando è iniziata la fase della mia vita intitolata "Chi sono?" (circa 4 anni fa) in realtà il mio senso di colpa non nasce dall'avere un rapporto omosessuale bensì di averlo con una persona impegnata ed è qui che mi sento "sporco" e di fare qualcosa di sbagliato. Non riesco a fidarmi delle persone, anche quelle che conosco. Da qui la paranoia delle malattie, del sesso e dell'hiv e quant'altro. Capisce dottore? nella mia moralità fare qualcosa di sbagliato significa rischiare di prendere l'hiv (si astenga dal pensare che chi sta scrivendo è un bigotto/cattolico perchè non è assolutamente il mio caso :) ) Per quanto riguarda le mie scelte sessuali beh è un discorso un po più complicato e la informo che questo mio approccio con il sesso omosessuale (del tutto in via sperimentale) mi ha finalmente sbloccato. Ora devo provare anche l'altra campana per poter capire e scegliere la mia strada. Di una cosa sono certo: la serenità prima di tutto. Niente ansie e derivati, l'unica cosa che mi "limita" è la concezione del sesso che ahimè (e meno male anche) è diversa per ognuno di noi.. e c'è chi presta più attenzione e chi no e per rimanere in tema di psicologie e filosofie "fidarsi è bene, non fidarsi è MEGLIO". Mi scuso per aver dilungato offtopic questa discussione, ma sono rimasto molto colpito dalla sua considerazione che con così poche informazioni è riuscito a toccare un punto delicato della mia crescita interiore. La ringrazio di cuore.

[#3] dopo  
56448

Cancellato nel 2008
Ok. Ricorda, peraltro, che è scritto, per chi ha fiducia e intelletto metafisici e fisici tendenti al Bene: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza. E maschio e femmina Dio li creò".

Non era un assoluto, questa "considerazione", al tempo dei greci o dei romani, e sicuramente prima e dopo, nè lo è oggi.

Tranne poi per la maggior parte dei bambini, che in genere hanno un solo orientamento, e non due o tre o dieci, come vociferano alcuni psicanalisti (un orientamento che, essendo come unico, non rappresenta altro che il nostro orientamento unico verso la ab soluta Divinità, che comunque è Padre e Madre indiscutibilmente). Che poi questo orientamento vada presto a puttane, è un guaio grosso, che rimanda ad altre "disattenzioni".

Un bambino che sente o percepisce diversità in genere è come se uno non lo orientasse, come se fosse un disorientamento in più, oltre le mille anaffettività che in genere si vivono, e ciò mi pare altrettanto ingiusto.

Il discorso rimane complesso. Se, in merito a ciò, andassi in senso di colpa, devi metterti un cilicio interiore per ben riflettere ed eventualmente tentare di riparare.

Se non hai sensi di colpa, procedi. Può darsi che mi sbaglio.

Ciao. MM
Dr. Michele Montuori
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[#4] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Caro ragazzo,
complimenti per la tua intelligenza e per aver frenato la tentazione di rispondere a tale dr. Montuori come meriterebbe.
Detto questo voglio cercare di rassicurarti, sperando che mi dia man forte un infettivologo, un medico che conosce la medicina che tutti abbiamo studiato.
Pur non condividendo le pratiche omosessuali, che sicuramente non ritengo essere una patologia, ma (mio parere personalissimo e discutibilissimo)comunque espressione di un disagio, altrettanto sicuramente non ritengo che per evitarle ci si debba dedicare alla Sacre Scritture o utilizzare il cilicio.
Quello che ha espresso il Montuori dovrebbe essere analizzato in altra sede.
Il pericolo di contrarre l'HIV è ormai presente sia per le pratiche omosessuali che eterosessuali, ma lo si contrae se il partner è ammalato (chiedo comunque sostegno ai colleghi infettivologi)
Se hai il sospetto, è bene che tu faccia l'esame del sangue.
Per quanto riguarda i sensi di colpa, quelli, come giustamente hai riferito tu, possono nascere anche nei rapporti tra un uomo e una donna se uno dei due tradisce, ma è un problema che solitamente lo si risolve senza scomodare S.Agostino o S.Paolo.
Fai quindi le tue scelte e le migliori saranno quelle che ti appagheranno da ogni punto di vista, da quello della realizzazione come persona, come professionaista, e che non ti faranno mai dubitare di averle perseguite e realizzate.
Concludo augurandoti tutto ciò che desideri senza mai dover giustificare a nessuno le tue scelte di vita e di non dar retta ai bigotti predicatori che sono ormai fuori dal tempo, anche se una laurea bene o male se la son presa.

Con affetto sincero
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
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[#5] dopo  
56448

Cancellato nel 2008
No comment. Ognuno la pensa come vuole.
C'era bisogno di sottolinearlo il fatto che il disamore avviene anche fra uomo e donna (è distrutto il 90% del tessuto familiare, da noi in Italia), oltre che fra gay?
Caro collega, se fossi il padre di quel ragazzo, che stavo cercando di recuperare a miglior accezione, ti prenderei a schiaffi per come lo hai rimesso di nuovo "in sesto".
Il fatto è che non lo sono, come non lo sei tu.
Con una differenza: io ho cercato di agire sulla volontà intrinseca di cambiamento del ragazzo, evidentissima, e tu me lo hai riaffossato con il ricorso alla libertà di comportamento, come se sulla faccia della terra non ce ne fosse già fin troppo, come poi proietta psicanaliticamente il caro ragazzo, che ha avuto su queste pagine - che spero avrà la bontà di cancellare dalla sua mente - la sfortuna di aver raccolto, con la tua postuma "liberalita", l'espressione forse di quello che sei tu, una sorta di menefreghista.

Quanto alla parte medica: che significa "se vuoi fare il test, fallo pure?". Non sai che l'HIV - per chi crede che esista (ma tu sai che non è stato dimostrato al microscopio in nessun laboratorio del mondo) - risulta "positivo" solo quando c'è una reale ed estesa immunodeficienza, che in genere avviene dopo anni di promiscuità e di "libertà" di comportamento, quella presente tra gay, che in genere riempiono le piccole corsie dell'occidente per AIDS? Quanto ai kenioti e agli africani in genere, l'AIDS è presente in virtù di una vaccinazione multipla di massa, tra cui l'anticolerica, praticata agli inizi degli anni '70, e che ha provocato una vera immunodeficienza in una popolazione che, "vaccinata", si è ulteriormente immunodepressa per mancanza di pane e acqua! Questo ha visto e vede una parte del mondo medico, cui mi allineo.

Il ragazzo è stato alla prima esperienza, per cui non credo in una sua immunodepressione, nè nel fatto che il partner momentaneo fosse stato siero"positivo".

Credo più ad un herpes o a una clamidia o a una candida.
Comunque, è certo giusto che faccia il test.

Ora, ognuno lasci agli altri la libertà di fare le proprie scelte, anche quella di credere e perseguire il Bene, non le "libere" e "liberalizzanti" cavolate, almeno nei casi in cui, psicanaliticamente e quindi proiettivamente parlando, uno dimostra di non voler più albergare in una certa situazione. O tu la persegui?
Dr. Michele Montuori
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[#6] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Caro ragazzo,
per decenza e per carità di patria ho risposto privatamente al Montuori.
Tu, in quella farneticante risposta, leggici solo l'espressione di una persona poco attenta ai problemi sia della medicina che della società e ancor meno della psicoanalisi e psicologia in genere.
Da parte mia non posso che confermare quanto ti ho scritto in precedenza.
Buon fine settimana
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo
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[#7] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Gentilissimo paziente, il rapporto che descrive è a rischio HIV. Anche il rapporto orale non protetto è a rischio HIV sebbene con un rischio inferiore rispetto ad un evento insertivo. Ogni volta che non ha notizie certe al di là di ogni dubbio sulla sierologia del suo partner consideri il rapporto a rischio, sempre se non protetto. L'herpes labbiale non è comunque indicativo di sindrome retrovirale acuta. In conclusione esegua il test a 40 ed a 100 giorni; non vi è nessuna indicazione a trattarsi con amoxicillina.
Marcello Masala MD

[#8] dopo  
Utente 700XXX

Gentili dottori, sono abbastanza sorpreso nell'osservare il vostro interesse morale in un tema così diffuso quale l'omosessualità. Io personalmente non ho mai creduto nell'orientamento sessuale come una colpa dell'essere ne tanto meno come una scelta promiscua (quest'ultima è opinabile, sono d'accordo). Sapete benissimo che ci sono tantissimi fattori nel quotidiano di un individuo che influenzano le scelte di vita: vuoi per il gusto del cibo o per il colore dei vestiti. In quanto alla MIA situazione, sono cosciente dei miei limiti e delle mie distorsioni mentali (non che voi altri non ne abbiate). Ho la presunzione di poter dire di conoscere me stesso più di quanto la gente "media" conosca se stessa e in base a ciò richiamare a riflettere suggerendo l'utilizzo di un cilicio mi sembra assurdo specialmente se detto da una persona che per deformazione professionale (e quindi di scienza) dovrebbe essere propensa al ragionamento senza pregiudizio morale. Dottor Montuori, lei crede nella sacrificio in terra? Io personalmente no. Le mie scelte sessuali ricadono su quell'equilibrio interiore che l'unicità della nostra vita dovrebbe avere SEMPRE. Premesso ciò, è ovvio che le vostre considerazioni sono basate su un mio ipotetico profilo che non ha di certo basi conoscitive. Essendo questa, sede di scambi di opinioni sono piacevolmente colpito dal vostro interesse. Ringrazio il Dr. Magliaccio per il suo interesse e il Dr. Masala per la sintetica ed efficiente risposta inerente al tema dell'oggetto.

Cordiali Saluti

[#9] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Sì effettivamente c'è stato un discreto movimento di opinioni intorno al Suo post.

E peccato, nulla di speciale o di segreto, che Lei non possa leggere le osservazioni non visibili all'utenza. Glielo scrivo per comprendere che possa esserci una apparente non connessione nella sequenza dei vari post dei colleghi.

Quella del sottoscritto è stata sin dal primo momento che dopo un rapporto a rischio il test-Hiv sia necessario e non
"Il test, se ti fa piacere, fattelo pure,"...
......perchè esiste qualcuno che se lo fa per il piacere di farselo ?

Cordiali saluti
Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com

[#10] dopo  
 Staff Medicitalia.it

Gentile Dr. Montuori,
mi trovo costretto a intervenire pubblicamente come gestore responsabile del sito (volgio sottolineare che non sono un medico) per puntualizzare alcuni aspetti che riguardano la sfera di intervento di questo sito: il servizio dei consulti on-line ha come finalità quella di suggerire agli utenti l'ipotesi medica più vicina al caso o alla domanda in questione, e per fare ciò tutti i medici iscritti hanno sviluppato e condiviso delle linee guida al fine di sfruttare al massimo i vantaggi del mezzo di comunicazione che utilizziamo (internet), senza incorrere negli svantaggi e nei limiti che lo stesso mezzo implica (mancanza di contatto reale con il paziente che rende impossibile la diagnosi e di prescrizione di farmaci).

Le linee guida quindi suggeriscono di rispondere ai consulti pertinenti alla propria specialità/competenza, attendendo almeno 24/48 ore prima di sostituirsi agli specialisti dell'area in cui è stata posta la richiesta.
Inoltre, sempre le linee guida, vietano la prescrizione di terapie (e siccome diamo pari dignità anche alle medicine non convenzionali, suggeriamo sempre di ipotizzare i rimedi che potrebbero essere efficaci in casi simili, non di prescriverli online poichè il paziente non è stato visitato de visu...).

In ultimo, e non è stato nemmeno ipotizzata la necessità di una formalizzazione nelle linee guida dandolo per scontato, pur essendo legittima qualsiasi opinione personale, non è questo sito il luogo adatto per manifestare considerazioni sugli orientamenti sessuali, religiosi o altri aspetti non MEDICI nei confronti degli utenti, che si rivolgono a medicitalia.it esclusivamente per necessità di tipo medico, e non per disquisizioni filosofiche che non rientrano nella mission di medicitalia.it (e comunque quando creano un disagio sono indirizzate in psicologia, non in infettivologia).

Mi scuso quindi con tutti i presenti di questo mio intervento, ma vorrei che fosse chiaro che medicitalia.it ha come obiettivo centrale ed ambizioso la corretta informazione medica, non la moralizzazione di costumi ed abitudini.

Cordiali saluti,
Lorenzo Cecchini
responsabile staff@medicitalia.it

[#11] dopo  
56448

Cancellato nel 2008
Si! Avete ragione tutti, ed anche il ragazzo, cui auguro di superare indenne il test dell'HIV ed a cui, invece di sollecitarlo con un sostanzialmente falso paternalismo, dedico, in linea col suo pensiero attuale, una frase di un poeta persiano del 1250:

"Bevo il vino, ma non mi ubriaco.
Non allungo le mani che sulla coppa.

Sai tu perchè adoro il vino?
Per non adorar me stesso, come fai tu!".

Cordiali saluti. MM
Dr. Michele Montuori
http://klymnews.typepad.com
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