Utente 366XXX
Gentili dottori scrivo per spiegazioni riguardo un episodio accaduto,le dinamiche sono particolari e per questo nonostante faccia studi affini e mi sia ulteriormente informato leggendo consulti di altri non ho trovato risposta quindi vi chiedo una risposta dettagliata grazie.
Ho aperto una confezione di salviette umidificate che era chiusa e senza guardare ne ho presa una(la terza quindi non era nemmeno quella in cima) l'ho passata sulle mie mani .solo dopo mi sono accorto che al centro della salvietta c'era una macchia non enorme di colore rosso/viola/bruno spaventatomi mi sono lavato e disinfettato le mani ed ho buttato dell'acqua ossigenata sulla macchia che ha reagito producendo bollicine,lho fatto perché so che il sangue contiene catalasi che reagisce all'acqua ossigenata ed ho dedotto quindi che fosse sangue.So che il sangue non è l'unica cosa che reagisce all'acqua ossigenata ma le alternative sembravano non coincidere con il colore(una patata ad esempio non è rossa e perché dovrebbe essere tra le salviette?)quindi ho dedotto che potesse essere sangue(o batteri gram positivi ma sarebbe altrettanto preoccupante).Ora chiedo:
1)Il sangue,(considerando che le mie mani erano scuramente rovinate con tagli che potevano essersi aperti)poteva essere ancora contagioso per HIV/HCV?So che all'aria aperta e all'asciutto l'HIV sopravvive pochi secondi ma in questo caso era su una salvietta che lo ha mantenuto umido suppongo e chiusa ermeticamente e sotto altre 2 salviette quindi non so se può considerarsi aria aperta.(in questo caso quanta sarebe la sopravvivenza di HIV E HCV?)
2)Il test della catalasi è sempre valido in caso di negatività?Intendo dire se trovo una macchia che non so cosa sia e ci spruzzo l'acqua ossigenata e non reagisce posso essere sicuro almeno che non sia sangue o dipende da quanto la macchia è vecchia ed una mecchia vecchia potrebbe non reagire?Grazie

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Utente,
metta il freno alla fantasia! E all'angoscia ipocondriaca, quella si preoccupante!
Altrimenti dovremmo pensare che nelle arance "sanguinelle" i tossicodipendenti HIV positivi si divertano a iniettare il loro sangue!
:-)
Ha aperto un pacco di salviette,le chiedo: ma le pare che un "untore" si sia preso la briga di macchiare la terza salvietta di sangue, ripiegarla in modo perfetto e riporla nella confezione sovrapponendo le altre due salviette rimosse e chiudendo la confezione.

Signore, quella era una macchia non di sangue, il suo ragionamento sulla catalasi e il perossido di idrogeno lo trovo, onestamente, destituito di ogni validità scientifica nella specie di fatto, e la soluzione (alcoolica) contenuta nelle salviettine non avrebbe comunque consentito al virus inserito dal presunto untore di sopravvivere per più di pochi secondi.

Non pensi più a questo espisodio. Non ne vale la pena.
Cordialità.

Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 366XXX

La ringrazio per la risposta confortante.
Non essendo sicuro della soluzione delle tovagliette imbevute(no sono sicuro che sia alcol) potrebbe dirmi in quelle condizioni(umide al chiuso che sono differenti dall'aria aperta) quanto può sopravvivere un virus del genere anche senza la soluzione alcolica?(mi riferisco anche all'hcv che sembrerebbe non essere inattivato dall'alcol).
Per quanto riguarda il discorso della catalasi perché è privo di fondamento(l'acqua ossigenata ha reagito solo sulla macchia lasciando il resto della salvietta inerme)?lo chiedo solo perchè evidentemente mi manca l'anello mancante nel mio ragionamento.
(Per quanto riguarda le modalità con e quali il presunto"sangue" sarebbe finito lì non ho mai immaginato che fosse stato messo di proposito ma sarebbe potuto cadere accidentalmente).Mi rendo conto che possa sembrare ipocondria ma personalmente verificando ed ottenendo spiegazioni sono più tranquillo rispetto a quando decido semplicemente di non pensarci semplicemente questa volta non possedevo abbastanza conoscenze per arrivarci da solo.
La ringrazio di nuovo e spero possa darmi ulteriori spiegazioni grazie.

[#3] dopo  
Utente 366XXX

Per favore è possibile avere maggiori informazioni?
1)Ho letto di esperimenti sulla catalasi che dimostrano che anche dopo lavato il sangue reagisce all'acqua ossigenata perché in questo caso non sarebbe valido?
2)E quanta è la sopravvivenza in un ambiente umido e chiuso come la salvietta(non in soluzione alcolica)?
Vi ringrazio se qualcuno vorrà rispondermi.

[#4] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
è molto verosimile è che sue salviettine fossero contaminate da un germe, la Serratia Marcenscens, che produce un pigmento rosso/violaceo, assai simile al sangue, chiamato "prodigiosina" perchè in tempi meno "scientifici" dei nostri contaminava gli alimenti ,come il pane, e le ostie così facendo credere che dalle stesse miracolosamente colasse il sangue di Ns Signore!
Lo stesso “Miracolo di Bolsena” si spiega con la conservazione delle ostie in ambiente idoneo allo sviluppo di questo germe.

Spero che questo imput domenicale interrompa la sua predisposizione al "piccolo chimico" e la rassereni.
Cambi marca di saviettine e segnali alla ditta produttrice l'accaduto: qualcosa non ha funzionato nel controllo di qualità e di sterilità.

Cordialmente.

Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#5] dopo  
Utente 366XXX

Grazie della risposta dottore