Utente 327XXX
Salve , ho 26 anni !!! Scrivo per avere risposte in merito a dei dubbi parecchio angoscianti per me !!!
Lo scorso ottobre ho avuto un rapporto a rischio con una persona sieropositiva che mi ha comunicato di esserlo solo dopo aver avuto un rapporto !!! La penetrazione è avvenuta con preservativo sia da attico che da passivo !!! Invece per quanto riguarda il rapporto orale no , ma non è avvenuto scambio di sperma o cose del genere ! Dopo all'incirca dieci giorni da quel rapporto ho fatto un primo test elisa di 3' generazione con esito negativo !!! Poi all'incirca dopo 80 giorni ho ripetuto il test Elisa ma stavolta di 4 generazione con esito sempre negativo , ma prima di effettuare questo ultimo test avevo fatto una cura antibiotica con clavulin e quindi non so se il test ha avuto discordanze per questo ! Nel frattempo è da circa un morsetto che avverto un linfonodo gonfio sotto l'ascella destra ! Ho anche fatto un ecografia per vedere di che si trattasse è il medico mi ha detto che era un linfonodo ingrossato dovuto a qualche infezione ,, mi ha prescritto una settimana di antibiotico agumentin ma il linfonodo è ancora lì !!!! Adesso avverto anche dei linfonodi gonfi dietro il collo e mi fanno sempre male le gambe !!! Vorrei sapere se ancora sono a rischio Hiv e cosa devo fare ! Vi prego di rispondermi per sono entrato in continua paranoia ! Grazie in anticipo

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
a beneficio degli utenti ho in mente di scrivere un mininforma sulla necessità che i rapporti orali, insertivi o recettivi, al pari di quelli anali o genitali vanno protetti da profilattici di buona qualità.
Anche se la pratica della fellatio è a basso rischio teorico non è a rischio zero!!

Il Clavulin non può avere in alcun modo interferito con il test ELISA di IV generazione!

A 120 giorni ripeta il test di IV generazione, possibilmente in metodica ECLIA, e infine l'ultimo lo esegua a sei mesi dal contatto: se questo sarà negativo archivi l'episodio e ne tragga spunto per non rischiare più.

Per quanto riguarda la riferita linfoadenopatia, le consiglio di eseguire, se il curante è d'accordo, la ricerca degli anticorpi contro EBV (EBNA e VCA) contro CMV e contro TOXO.
Inoltre una VDRL e una TPHA e la ricerca dell'HBsAg e degli anticorpi conto l'lHBsAg.

Spero di esserle stato utile.

Con viva cordialità.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 327XXX

Grazie dottore del suo tempo !
Le volevo aggiungere delle info per quanto riguarda quel rapporto , la persona con cui ho avuto questo rapporto mi ha riferito che ha una viremia bassissima ! Inoltre in laboratorio di analisi mi hanno riferito che l'ultimo test avvenuto a poco più di ottanta giorni è da considerare definitivo proprio perché è di 4 gen .
Io sono un tipo molto ansioso e ioocondriaco e di conseguenza mi sono messo a cercare qualsiasi cosa su internet alimentando la mia paranoia .
Comunque quando feci il primo test , insieme al test Hiv avevo fatto anche quelli per : TPHA VDRL tutto con esito negativo compreso Hiv !
Mi può chiarire quali altri analisi devo effettuare specificando ?!?!
Grazie

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
mi preme rimarcarle di non credere alle notizie che le vengono riferite così facilmente: innanzitutto non le è stato presentato il dosaggio dell'HIV RNA dal suo partner occasionale, che è penalmente perseguibile perchè avrebbe dovuto metterla al corrente PRIMA di ogni pratica sessuale di essere sieropositvo; inoltre una bassa viremia, spontanea o farmacologicamente indotta non la mette affatto al riparo dal rischio di contrarre l'HIV con rapporti a rischio, più o meno basso, e non protetti.

Ciò premesso, lei nel quesito principale lamenta una linfoadenopatia con astenia o dolori alle gambe: le ho già consigliato, previa approvazione del suo curante, gli esami ematochimici da fare per escludere in primo luogo una Mononucleosi e una Citomegalovirosi.

Se deciderà di effettuare queste analisi, includa VDRL e TPHA perchè non sono al corrente dei giorni trascorsi dal contatto prima della esecuzione degli stessi.
La valutazione del suo pattern immunitario per HBV è utilissimo: se lei è già coperto da un titolo anticorpale sviluppato a seguito di infezione asintomatica non dovrà fare altro; se non è coperto e non ha la positività per l'HBs Ag potrà fare il vaccino per l'Epatite B eventualmente in associazione con quello per l'HAV, essendo queste due patologie diffuse nell'ambiente omosex.

In quanto al test per HIV 1 - 2 di IV generazione, in modalità ELISA o ECLIA, se vuole un parere "approssimativo" le posso dire che, data la sensibilità di questi test che individuano la proteina p24, già dopo trenta giorni dal contatto se il test è negativo lo è al 95 - 97%.
Tuttavia, finchè le linee guida o un organismo sanitario sovranazionale come l' OMS o nazionale come ISS non ci confermeranno che i risultati di questi test vanno considerati definitivi dopo 90 o 120 giorni dal contatto, io devo riaffermare che la negatività del test va considerata cogente e sicura al 100% dopo 180 giorni dal contagio.
A meno che non si ricorra a metodiche alternative che incrociano il test con la ricerca diretta dell'HIV 1 RNA mediante PCR dopo sessanta o novanta giorni.

Concludendo:
-Lei deve rampognare severamente il suo amico, che per come si è comportato è una mina vagante ed un irresponsabile, minacciandolo di denuncia per diffusione consapevole di malattia infettiva o diffusiva.
-Eseguire: anti EBNA IgM+IgG; anti VCA IgM +IgG
-Eseguire anti CMV IgM+IgG
-Eseguire anti toxoplasma IgM+IgG
-VDRL+TPHA
-HBs Ag (il vecchio Antigene Australia) + HBsAb
-HIV test di IV generazione, in metodica ELISA o ECLIA a 180 giorni dal contatto a rischio.Da considerare definitivo se negativo.

Tutto questo se il suo Curante è d'accordo.

Spero di esserle stato utile.
Augurandole Buona Domenica, La saluto con viva cordialità.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#4] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Caro Signore,
aggiungo una precisazione:

Sia l'OMS che il l'ISS diffondono notizie sibilline.
In pratica affermano che il test HIV 1 - 2 "combo" di IV generazione (ELISA o ECLIA) "possono, se negativi, essere considerati definitivi a 90 giorni A MENO CHE IL PARTNER (OCCASIONALE) NON SIA CERTAMENTE SIEROPOSITIVO, nel qual caso si consiglia un controllo ulteriore e definitivo a 180 gg.

A prescindere dal fatto che si tratta proprio del suo caso, del che mi spiace sinceramente (le ribadisco di assumere provvedimenti contro questa persona), vorrei che mi si spiegasse come si fa ad avere la certezza che un partner occasionale, con cui si è consumato un rapporto a rischio più o meno alto, e che magari si è incrociato per strada o in metropolitana e che dopo il rapporto non è più possibile rintracciare, mi si spiegasse, ripeto, che non sia "certamente sieropositivo"!
Lo scrivo in barba a tutti i "tranquillizzatori" dell'ultima ora che a parole sono tanto bravi ma che certamente non metterebbero nulla per iscritto con timbro e firma!
Quanto scritto sul web lascia come sa il tempo che trova.
Se trova un collega, magari un Medico Legale, che è così sicuro da rilasciarle una certificazione reale di "non avvenuta sieroconversione" a 90 giorni dal contatto, me lo comunichi pure.
Sarò curioso di parlarci e farmi rendere edotto. Nella vita c'è sempre da imparare.

In quanto a Lei, le ribadisco il basso rischio legato al suo rapporto: tifo per lei e le faccio un grande in bocca al lupo!!

Con simpatia.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#5] dopo  
Utente 327XXX

Buona sera
Mi scusi sta forse dicendo che praticamente io sono sieropositivo?!?!

[#6] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Caro Signore

"In quanto a Lei, le ribadisco il basso rischio legato al suo rapporto: tifo per lei e le faccio un grande in bocca al lupo!!"

Credo che la frase "le ribadisco il basso rischio legato al suo rapporto" è l'esatto opposto di quello che ha capito.

Ho voluto solo sottolineare che lei deve ripetere il test a 180 gg, secondo le linee guida non troppo chiare, a mio avviso, dell'OMS e dell'ISS.

Un test eseguito a 4 mesi che risulti negativo le darà comunque già la sicurezza che al 99% non vi è stata sieroconversione.

Se poi un augurio che la situazione si risolva presto per la sua tranquillità psicologica ( "tifo per lei e le faccio un grande in bocca al lupo!!") viene travisato come una affermazione di sicurezza della sua HIV positività delle due l'una: o io non mi sono spiegato o lei non mi ha capito. Tertium non datur.
Ma comprendo l' immensa Sua ansia che a volte fa scambiare "pan per focaccia"
:-)
Cordiali saluti.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#7] dopo  
Utente 327XXX

Salve dottore !!
Ho ripetuto il test giorno 9 aprile ! Ho fatto un test elisa di IV generazione con esito negativo ! Il mio rapporto a rischio è avvenuto a fine ottobre e avevo fatto un primo test giorno 5/11 di III generazione con esito negativo e ne effettuai un secondo giorno 23/01 e quest ultimo giorno 9/04! Posso chiudere questo episodio qui o ancora devo avere conferme ?!? Poi ho notato che mi sono comparse piccolissime bollicine vicino l'ascella destra che mi portano prurito e ho paura ! Secondo lei si tratta di sieroconversione tardiva ?!?! La prego risponda al più presto ! Grazie