Utente cancellato
Gentili medici, ho letto varie fonti riguardo il discorso del virus nei vari fluidi che a contatto con l'aria si dice che perde la possibilità di infettare dopo 5 secondi all'aria, e poi muore del tutto dopo 30 minuti circa, si dice che il virus è innocuo dopo i 5 secondi, nel senso che anche se entra in contatto può solo soccombere ai sistemi immunitari o al passare del tempo raggiunti i 30 minuti.
Ho letto questo e cercavo un consenso che queste dicerie siano vere, in particolare questa, ovvero
il virus all'interno di qualsiasi virus finito su una superficie mani o oggetti, una volta seccato il liquido che lo contiene, quindi se la superficie visibilmente asciutta, non può in nessun modo infettare è vero questo?
Ringrazio i gentili medici se puntualizzano queste situazioni che mi capita di avere a che fare comunemente.

[#1] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda

Referente scientifico Referente Scientifico
28% attività
4% attualità
16% socialità
MODENA (MO)

Rank MI+ 48
Iscritto dal 2009
Prenota una visita specialistica
L'infezione da HIV è trasmissibile per contatto diretto con liquidi biologici infetti che devono trovare una porta di accesso nell'organismo di una persona sana (ferite, escoriazioni, lesioni, soluzioni di continuità anche minime della superficie cutanea o mucosa). I liquidi biologici dell'organismo umano in grado di trasmettere l'infezione sono sangue, sperma, secrezioni vaginali e latte materno. La trasmissione del virus e quindi dell’infezione può avvenire:per via sessuale, ossia attraverso rapporti sessuali, sia etero che omo. Il virus è presente nello sperma e nelle secrezioni pre-eiaculatorie così come nelle secrezioni vaginali: quindi ogni rapporto sessuale non protetto è potenzialmente a rischio di infezione. per via ematica ( scambio di siringhe, trasfusione di sangue infetto, uso di aghi, lame e strumenti sanitari non sterili ). per via verticale materno-fetale (dalla madre al figlio durante la gravidanza, al momento del parto o durante l'allattamento). Quest’ultimo tipo di trasmissione si riduce (fin sotto il 2%) quando la donna sia sottoposta ad antiretrovirali durante la seconda parte della gravidanza ed il parto avvenga col cesareo. Il bambino alla nascita non ha ancora anticorpi propri, possiede gli anticorpi della madre , può nascere quindi sieropositivo, cioè con anticorpi anti Hiv in circolo, ma senza presenza del virus nel sangue e perciò sano. In questo caso il bambino diventerà sieronegativo dopo i primi mesi di vita, mediamente nel secondo semestre, quando si saranno esauriti gli anticorpi materni. Il virus HIV non si trasmette invece: nei normali, comuni, contatti quotidiani ( al di fuori della sfera sessuale ) in casa, in famiglia, a scuola, in ufficio. Non si trasmette con la stretta di mano né il contatto epidermico ( a meno che non ci sia una ferita o lesione sanguinante ). Non si trasmette con i colpi di tosse o gli starnuti. Non si trasmette con i cibi, alimenti, bevande, né altre sostanze assunte per via orale. Non si trasmette attraverso la puntura d’insetti. Nessun convivente di una persona sieropositiva è mai stato infettato. E’ importante ( e sufficiente ) rispettare le comuni norme igieniche e il buon senso: non toccare oggetti che possono essere entrati in contatto con il sangue, per esempio oggetti taglienti come forbici, rasoi anche gli spazzolini da denti, spazzole con denti metallici e ovviamente usare attenzione e protezione nel caso di ferite o lesioni sanguinanti.
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Direttore Clinica Chirurgica- Chirurgia Epato Bilio Pancreatica e Gastrointestinale Policlinico di Modena