Utente 423XXX
Salve, nella prima metà di agosto mi è comparsa una macchia circolare che non dà prurito sul glande (sifiloma) a cui ne è seguita, un paio di settimane dopo, un'altra molto più piccola sull'altro lato del glande; i linfonodi comunque non si sono gonfiati. Dopo circa 3 settimane ho effettuato visita dermatologica-venerologica e il medico mi ha prescritto i seguenti test di cui vi riporto i risultati:

- AB per sifilide RPR (agglutinazione): < 1:2 (negativo)
- Treponema pallidum Ig totali (CLIA): 34,20 (positivo)
- Ab per treponema pallidum TPHA (IHA): 1:80 (>= 1:80 presenti)
- FTA - Abs IgG: Presenti >=1:100
- Ab per treponema IgM EIA (ELISA): Assenti

Dunque, se non ho mal inteso, gli IgG sono presenti, mentre sono assenti gli IgM. Da qui la mia prima domanda, mi chiedo: come è possibile che gli IgM siano assenti e gli IgG presenti, visto che il sifiloma è comparso 3 settimane prima? Non dovrebbe essere il contrario?

Ricevuti i risultati, ieri il medico mi ha prescritto 2 iniezioni al giorno, una volta la settimana, per tre settimane, da 1.2milioniUI l'una di Penicillina G benzatinica. Ho ordinato il farmaco in farmacia e mi è stato venduto un Sigmacillina 1.200.000UI/2,5ml (benzilpenicillina benzatinica). Il medico mi aveva parlato di una soluzione da diluire con la polvere che poi sarebbe stata iniettata tramite iniezione intramuscolare. Il farmaco che mi è stato venduto (Sigmacillina) invece consiste in una siringa preriempita. La mia seconda domanda quindi è: il farmaco con siringa preriempita è ugualmente efficace? Posso stare tranquillo al riguardo? Oggi comunque ho effettuato le prime due iniezioni da 1.200.000UI l'una.

Infine, una volta fatta la cura, come è possibile verificare che la malattia sia stata sconfitta? Leggevo su internet che il TPHA e l'FTA-Abs tendono a restare positivi anche a vita. Come faccio io a capire che qualcosa sia cambiato? E dopo quanto tempo dalla cura devo fare nuovamente i test?

Vi ringrazio profondamente per i preziosi consigli che fornite.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Guardi,
le posso dire, ma non me ne voglia, che la sua sifilide finora è stata gestita in maniera irrazionale.
Lei nota una "sifiloma primario" e aspetta 3 settimane, cioè il tempo che impiega il sifiloma a guarire spontaneamente, prima di recarsi al dermatologo.
Presumo che quando si è recato al dermatologo la lesione fosse in fase di risoluzione e dunque il dermatologo ha posto il sospetto che si trattasse di sifiloma ma non ne ha potuto avere la certezza.
Il quadro clinico si presenta anomalo anche per la mancanza, da lei riferita, di linfoadenoparia, che non manca mai contestualmente al sifiloma primario.
Il quadro immunologico depone più per una infezione pregressa che per una infezione risalente ad un mese fa. Nè mi spiego la scelta della RPR piuttosto che della VDRL.
Nell'intervallo tra la comparsa delle lesioni e la visita è sicuro di non aver decapitato l'infezione con assunzione di antibiotici attivi sul treponema per sua iniziativa o per altri motivi?
Quindi
- o si è trattato di lesione non sifilomatosa da lei diagnosticata come tale
- o si è curato da solo e ha falsato il quadro.
- o come pure succede ha avuto una infezione acuta con rapida risposta immunitaria.

Per quanto riguarda la Sigmacillina si tratta di benzilpenicillina benzatinica in siringa preriempita, ponta all'uso.
E' dispensata gratuitamente dal SSN con la nota 92 o la può acquistare con ricetta bianca.
Faccia la terapia che le è stata prescritta e poi ripeta gli esami, presso una clinica dermatologica Universitaria o un Ospedale con Reaparto di Malattie infettive. Dopo un mese dall'ultima iniezione.
In ogni caso faccia riferimento al dermatologo che le ha dato la terapia.
Cordiali saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 423XXX

Gentile dottor Caldarola,
la ringrazio innanzitutto per la risposta. Forse ho omesso alcuni dettagli che però erano fondamentali. La macchia nel momento della sua formazione risultava come un semplice e piccolo arrossamento. Dopo qualche giorno la macchia si è allargata e dato che mi trovavo in vacanza mi sono recato dalla Guardia Medica che, senza guardare la macchia, mi ha prescritto un antimicotico (Pevaryl) che ho applicato per una settimana. La macchia sembrava stesse guarendo ma credo che l'illusione fosse dovuta al fatto che la stessa crema Pevaryl ha provocato irritazione del glande e rossore, nascondendo quindi la lesione.

Rientrato dalle vacanze e due giorni dopo aver sospeso la crema ho effettuato la visita dermatologica. Nel frattempo il glande non era più irritato e non presentava più rossore, era rimasta la lesione che a questo punto risultava più visibile. Il medico mi ha subito prescritto gli esami e mi sono subito recato in un Ospedale del SSN specializzato. La lesione comunque non era ancora in fase di risoluzione; invece ovviamente sì, il medico ha supposto un sifiloma ma non poteva averne certezza; tant'è che oltre ai succitati esami me ne ha prescritti altri per MST (chlamydia trachomatis e neisseria gonorrhoeae tramite PCR Multiplex; Ab per Chlamydia trachomatis ELISA IgG e IgA; tampone per germi comuni) risultati tutti negativi e che ho omesso per brevità.

Le analisi purtroppo hanno richiesto molti giorni per essere disponibili e quindi nel frattempo il sifiloma è andato regredendo. Ad oggi, comunque, ancora c'è una piccola macchia che però sta riducendosi di giorno in giorno.
Relativamente alle analisi mi correggo: con RPR mi riferivo a VDRL-RPR (o almeno la prescrizione medica richiedeva un VDRL-RPR e il pagamento è stato effettuato per VDRL-RPR, sul referto c'è scritto Ab per Sifilide RPR agglutinazione).

Nell'intervallo tra la comparsa delle lesione e la visita le confermo di non aver assunto alcun antibiotico, né altri farmaci. L'unico è stato l'antimicotico Pevaryl; che però (credo) nulla ha fatto alla lesione visto che è andata aumentando.

Avrei una cosa da aggiungere: l'iniezione è stata effettuata in tarda mattinata, nel pomeriggio ho avvertito mal di testa, un po' di brividi e febbre 38.5. Il medico mi ha riferito che potrebbe trattarsi della reazione di Jarish-Herxheimer. Ho dunque assunto una compressa di Tachipirina 1000 una mezz'ora fa e la febbre sta scendendo e il mal di testa sta passando.

Cordialmente e grazie.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
allora la sifilide ce l'ha, se ha avuto la reazione di Jarisch-Herxheimer.
Non vorrei che abbiano fatto male le analisi.
Perchè della VDRL non c'è traccia e l'unico test reaginico è l'RPR che è negativo.
Ne parli con il suo dermatologo o con il centro per le MST che la segue.
Saluti.
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#4] dopo  
Utente 423XXX

Grazie mille dottore per le sue pronte risposte. Ne parlerò con il medico e le farò sapere come evolve la questione.

[#5] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
OK!
Dunque, a presto.
Buona giornata.
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#6] dopo  
Utente 423XXX

Gentile dottore,
ho parlato con il medico e mi ha consigliato di sospendere l'assunzione di penicillina e di assumere invece Bassado 10mg 2 volte al giorno per due settimane e di prendere del cortisone (2 fiale di Urbason 20mg/ml) prima della prima assunzione di Bassado.

Essendo il Bassado un farmaco di seconda scelta mi chiedevo se questo abbia minor efficacia rispetto alla penicillina. Inoltre, è effettivamente opportuno sospendere l'assunzione di penicillina a causa della reazione JH? Preciso che la reazione che ho avuto è durata poche ore.

La ringrazio anticipatamente.

[#7] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Guardi,
la sifilide si cura con la Sigmacillina.
Si ricorre al bassado o ad altri antibiotici se c'è allergia a questo farmaco.
La reazione di Jarisch-Herxheimer compare nell'80% dei pazienti che curano precocemente la malattia, è indice di una efficacia terapeutica e si controlla con Tachipirina o un antiinfiammatorio.
Altri infettivologi preferiscono abbassare la carica batterica con alcuni giorni di Eriromicina per os per poi passare alla terapia con Sigmacillina e ottengono una reazione più mite.
Io sono del parere che 38,5 - 39 per poche ore non mettano a rischio la vita del paziente.
Quasi tutti i pazienti che ho trattato hanno manifestato la J.H. hanno preso la Tachipirina e al mattino erano di nuovo in forma.
Che le devo dire: lei si è affidato ad un dermatologo per cui DEVE seguire i suoi consigli. Anche se io dissento. Il che è nel mio diritto.
Saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#8] dopo  
Utente 423XXX

Grazie mille dottore per il suo parere.

[#9] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Di nulla.
Saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#10] dopo  
Utente 423XXX

Gentile dottore,
il mio partner ha effettuato i seguenti esami sierologici: RPR e Treponema pallidum Ig totali (CLIA) entrambi risultati negativi. Mi chiedevo se fosse necessario, nonostante i risultati negativi, una profilassi antibiotica (penicillina).

Cordialmente e, come sempre, la ringrazio per le sue risposte.

[#11] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Allo stato attuale una "profilassi penicillinica" non avrebbe alcun senso.

E' bene che il suo partner ripeta tra un mese un test reaginico differente (VRDL) un test sierologico (TPHA) e la ricerca di anticorpi IgM e IgG (le IgM non capisco perchè non siano state cercate già questa volta) contro il Treponema.
La negatività di tutti questi valori potrà rassicurare entrambi che il suo compagno non è mai venuto a contatto con il Treponema e che pertanto non necessita di alcuna somministrazione penicillinica.

Buona domenica.
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#12] dopo  
Utente 423XXX

Gentile Dottore la ringrazio per la sua tempestiva risposta.

La mia preoccupazione è che il mio partner si trovi in quella eventualità in cui il batterio sia presente (da poco tempo) e non vi è stata ancora la sieroconversione. Se cosi fosse, una singola dose di penicillina (due im da 1.2 mil cadauna) potrebbe risolvere sul nascere un'eventuale infezione?

L'altra eventualità è che non ci sia stato contagio, in questo caso quali rischi vi sono nel fare la terapia di "profilassi" senza la presenza del batterio?

La ringrazio in anticipo, questi dubbi mi sorgono anche dal fatto che leggendo su vari siti leggo che in caso si sifilide accertata il trattamento va esteso anche al partner.

Grazie mille e buona domenica anche a lei.

[#13] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Fare una terapia in questa fase non sarebbe di nessun giovamento ai fini clinici.
Servirebbe solo a complicare l'interpretazione dei risultati tra un mese.
La terapia va fatta nel momento in cui il suo compagno abbia una positività sierologica certa da trattare secondo lo schema più opportuno ad eradicare l'infezione.
Questo è il mio parere e capisco anche la sua angoscia: ma fare 2400 UI di Sigmacillina ADESSO è del tutto inutile.
Tutte le mallattie da Spirochete si curano DOPO la diagnosi clinica (vedi la Malattia di Lyme) o sierologica.

Cari saluti e a presto,
Dr. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.